Il vangelo come verità pubblica

La Bibbia, o Sacra Scrittura, è sempre stata considerata nel mondo cristiano come il libro dei libri, o il primo di tutti i libri scritti.

Generazioni di persone illuminate nella mente e nell’anima hanno cercato di trasmettere il messaggio scritturale a tutto il mondo attraverso diversi canali di comunicazione, ognuno dei quali specifico per un’era particolare, ma anche in diversi paradigmi interpretativi come teologico, letterario, artistico o filosofico.

D’altra parte, la Bibbia era un vero strumento di lavoro, anche per coloro che erano sconvolti dal suo messaggio, che lo percepivano come “morale degli schiavi”, se dovessimo considerare i pensieri di Friedrich Nietzsche.

Anche le ricerche della scienza moderna hanno seriamente lavorato e cercato di evidenziare la presunta realtà o la presunta finzione che sta alla base delle Scritture, studiando in profondità alcuni documenti preziosi, come quelli del Mar Morto. Ciò che si può certamente dire, tuttavia, è che se la scienza non era preparata ad accettare la verità biblica, non è riuscita a dimostrare che la Scrittura è solo una bella bugia, nonostante alcuni sforzi laboriosi per farlo.

Pertanto, rimane una domanda: fino a che punto il Vangelo è o può essere una verità pubblica? In altre parole, come dovrebbe essere letta, studiata e compresa la Bibbia oggi, data la dimensione pragmatica della società contemporanea e le esigenze della nuova tipologia umana come entità socio-psichica attiva?

Si può rispondere a questa domanda evidenziando l’attualità permanente della Scrittura al fine di creare il ponte tra il pragmatismo sociale contemporaneo e le parabole evangeliche, poiché queste ultime sono più focalizzate sulle tipologie e le mentalità sociali che sono sempre soggette ai processi di trasformazione.

Ultimo ma non meno importante, il fatto che Dio stesso sia una realtà sociale deve essere preso in considerazione, poiché la sua esistenza è un tema stimolante per la tavolozza della conoscenza universale, indipendentemente dall’area dell’approccio intellettuale.

Tudor Petcu

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