I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 5 gennaio 2020

da Caritas.diocesidicomo.it e Caritascomo.it, i  siti della Caritas diocesana di Como.

Sono stati predisposti i sussidi settimanali per introdurre la preghiera nei gruppi di incontro parrocchiali e vicariali Caritas per tutto l’anno liturgico. 

Le riflessioni che guidano il momento di condivisione di questo nuovo anno liturgico, sono proposte da Don Rocco Acquistapace, sacerdote diocesano che con la sua esperienza e saggezza saprà guidarci a fare della Parola il riferimento per ogni azione quotidiana, la guida alle nostre scelte e ai nostri cammini comunitari.

Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-18)

[In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.] Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. [Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne, né da volere di uomo, ma d Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.] Giovanni gli dà testimonianza e proclama: “Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me”. Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.

Parola del Signore

Ascolto e medito:

Dio ci chiama oggi alla speranza e ci manda nel mondo a diffonderla gratuitamente nei solchi della disperazione; è un Vangelo positivo, finalmente qualcuno ci dice: “non ti preoccupare del mondo che sembra tutto fuori dalla realtà, No!”. Gesù ci dice che c’è speranza e noi dobbiamo seminarla, dobbiamo togliere la disperazione dalla nostra vita. La speranza è proprio Gesù, il Verbo “si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi”: la speranza è qui in mezzo a noi. La nostra speranza si è accesa nella certezza che qualcosa di grande è accaduto nella storia, qualcosa di straordinario. Dio Onnipotente creatore del cielo e della terra, del sole, delle galassie e dell’universo, il creatore dell’uomo e dell’atomo, questo Dio ha varcato la soglia dell’abisso e dell’infinito e si è fatto vicino a noi, si è fatto uomo. La notizia è così paradossale che molti non riescono a crederla, ma la cecità degli uomini non spegnerà mai la luce del sole. Molti si intestardiscono a guardare pochi metri di terra della loro proprietà intellettuale e poi economica e non vogliono dar senso e cuore per pesare a questo annuncio: Dio c’è ed è vicino! Dio è vicino e c’è! Un segno della sua vicinanza, irrevocabile, è Gesù Cristo. E chi siamo noi se Cristo è il Figlio di Dio? Siamo persone seguite e amate da Dio, che ci ama fino a prendere parte della nostra umanità e della nostra piccolezza. È lui che è venuto in mezzo a noi e noi dobbiamo essere aperti a questo. Dobbiamo ricordarci sempre che siamo la passione di Dio, è lui che viene a cercarci. Egli ci cerca senza risparmiarsi fatiche: nasce in una stalla, vive in mezzo a noi con tutte le fatiche degli uomini e poi dà tutto sé stesso sulla croce. Questo Dio è meravigliosamente bello ed amabile, è il Dio che abbiamo conosciuto in Cristo Gesù e soltanto in lui. Le parole dell’evangelista Giovanni non sono sterile poesia ma esaltante realtà. Questa vita divina la si può sentire ogni qualvolta si vive la carità pura, fino al dono totale di sé, proprio perché Dio è Amore.

Medito e condivido:

  • Quale verbo o azione del Vangelo, attira la mia attenzione?
  • Come diffondere la speranza nelle nostre comunità?

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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