La Chiesa Copta e i Concili Ecumenici

da Diocesicoptamilano.com, diocesi cristiana copta ortodossa di Milano.

I primi Padri della Chiesa di Alessandria, con il loro cuore colmo dell’amore di Dio e la profondità dei loro studi, attirarono molti alla scuola di Alessandria e nel deserto d’Egitto. Tanti si sono dissetati grazie alla sua teologia e si sono esercitati nella vita ascetica dei monaci egiziani. Quando gli imperatori si convertirono al Cristianesimo e si calmarono le ondate delle persecuzioni, gli eretici – come ad esempio Ario, Nestorio, Eutiche e Apollinare – trovarono uno spazio vasto in cui diffondere le loro dottrine contrastanti con la fede cristiana retta. Era dunque indispensabile che i Padri di Alessandria avessero un ruolo positivo nel rispondere con pazienza agli eretici. Sotto l’autorità dell’Impero d’Oriente di Costantinopoli – in opposizione all’Impero d’Occidente di Roma – i Padri Patriarchi ed i vescovi di Alessandria ebbero un ruolo di guida nella teologia cristiana. Essi erano invitati ovunque a discutere circa la fede cristiana.

Papa Atanasio e il Concilio di Nicea

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Sant’Atanasio fu nominato Papa d’Alessandria nell’anno 328. La sua carica di guida della Chiesa durò 46 anni, diciassette dei quali trascorsi in esilio, che egli conobbe per cinque volte per il suo coraggio dimostrato nel contrastare l’eresia ariana sostenuta da alcuni imperatori e per la sua fedeltà alla fede trasmessa dagli Apostoli.

Nel 325 accompagnò come segretario il Papa Alessandro al primo Concilio Ecumenico, che venne convocato dall’imperatore Costantino Primo per dirimere la questione sollevata dalla predicazione di Ario circa la natura di Cristo. Ario insegnava che il Figlio di Dio non può essere considerato Dio, come invece è il Padre; essendo un “figlio” non esiste dall’eternità ma è stato creato e non generato: Ario negava dunque la divinità di Cristo. In quel concilio, tenuto a Nicea, Sant’Atanasio discusse con Ario e i suoi seguaci e replicò ai loro concetti con zelo ardente, abilità teologica e forte ragionamento. Fu lui l’autore del Credo Niceno, recitato in tutte le chiese del mondo.

Papa Timoteo e il Concilio di Costantinopoli

Il secondo Concilio della Chiesa, tenutosi appunto a Costantinopoli nel 381, fu convocato da Teodosio Primo, imperatore d’Oriente. 150 vescovi lo assistettero anzitutto per condannare l’eresia di Macedonio di Costantinopoli, che negava la divinità dello Spirito Santo. In quel concilio Papa Timoteo d’Alessandria ebbe un ruolo rilevante e fu colui che presiedette il concilio.

Papa Cirillo e il nestorianesimo

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Nel 431 si tenne il terzo Concilio Ecumenico a Efeso, sotto il regno dell’imperatore Teodosio Secondo; vi parteciparono approssimativamente 200 vescovi e si occupò principalmente degli insegnamenti di Nestorio,Patriarca di Costantinopoli che predicava la presenza, in Cristo, di due nature (divina e umana) e di due persone (dio e uomo) distinte, e che negava a Santa Maria il titolo di “Madre di Dio”, che egli sostituiva con quello di “Madre di Cristo”: secondo lui ella avrebbe generato solo Gesù, il Cristo-uomo, nel quale Dio abitava “come in un tempio”.

A capo di quel concilio fu San Cirillo, ventiquattresimo Papa di Alessandria, che si dedicò a sottolineare la divina maternità della Vergine per evidenziare che colui che nacque da lei fu il Verbo incarnato e non un semplice uomo. Sotto la sua guida il concilio depose Nestorio e ne condannò come eretica la dottrina, dichiarando che Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo, dotato di due nature, umana e divina, unite in una sola persona. Come logica conseguenza, il concilio approvò il titolo di “Madre di Dio” per Santa Maria, tanto difeso da San Cirillo.

La Chiesa di Alessandria e il Concilio di Calcedonia

Il ruolo di guida non andò più bene nel momento in cui i politici iniziarono ad immischiarsi nelle questioni religiose. Tutto ebbe inizio quando l’imperatore Marciano interferì con le materie religiose della Chiesa; la risposta di San Dioscoro, il vescovo di Alessandria che in seguito venne esiliato, fu chiara: “Tu non hai nulla a che fare con la Chiesa”. Queste motivazioni politiche divennero ancora più evidenti a Calcedonia nel 451, quando la Chiesa Copta fu ingiustamente accusata di seguire gli insegnamenti di Eutiche, che credeva nel monofisismo. Questa dottrina afferma che il Signore Gesù Cristo ha solo una natura, quella divina, e non due, quella umana insieme alla divina.

La Chiesa Copta non ha mai creduto nel monofisismo nel modo che fu presentato al Concilio di Calcedonia! In quel concilio il monofisismo significava credere in una natura. I Copti credono che il Signore è perfetto nella Sua divinità e che Egli è perfetto nella Sua umanità, ma che la Sua divinità e la Sua umanità furono unite in una natura chiamata “la natura del Verbo incarnato”, il che fu reiterato da San Cirillo di Alessandria. I Copti, così, credono in due nature, “umana” e “divina”, che sono unite in una senza “mescolanza, senza confusione, e senza alterazione” (dalla Dichiarazione di Fede alla fine della liturgia divina copta). Queste due nature “non si separarono per un momento o per un batter d’occhio” (ancora dalla Dichiarazione di Fede alla fine della liturgia divina copta).

La Chiesa Copta non fu compresa nel quinto secolo al Concilio di Calcedonia. Forse il concilio non comprese correttamente la Chiesa, ma esso volle isolare la Chiesa, per abolire l’indipendente episcopato egiziano, che affermava che la Chiesa e lo Stato avrebbero dovuto essere separati.

A dispetto di tutto ciò la Chiesa Copta è rimasta molto rigorosa e ferma nella sua fede. Se ci fu una cospirazione delle Chiese per esiliare la Chiesa Copta quale punizione per il suo rifiuto delle influenze politiche, se il Papa Dioscoro non fece abbastanza per puntualizzare che i Copti non erano monofisiti, la Chiesa Copta ha sempre sentito come un dovere quello di riconciliare le differenze “semantiche” tra tutte le Chiese Cristiane. Questo è stato espresso in modo appropriato dal 117° successore di S. Marco, S.S. Papa Shenuda III:

Per la Chiesa Copta la fede è più importante di ogni cosa, e gli altri devono capire che la semantica e la terminologia sono di poca importanza per noi.

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Durante questo secolo la Chiesa Copta ha avuto un grande ruolo nel movimento ecumenico. La Chiesa copta è uno dei fondatori del Concilio Mondiale delle Chiese, di cui è membro dal 1948. La Chiesa Copta è inoltre membro del Concilio Africano di tutte le Chiese (AACC) e del Concilio delle Chiese del Medio Oriente (MECC); ha anche un ruolo importante nel movimento cristiano nella conduzione di dialoghi che aiutino a risolvere le differenze teologiche tra Cattolici, Ortodossi Orientali, Presbiteriani e Chiese Evangeliche.

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