Commento alla liturgia ortodossa: Diciottesima Domenica dopo Pentecoste

da Santa-rus.com, La Santa Rus’. Grazia e bellezza nell’incontro con la Santa Rus’.

11 ottobre / 28 settembre 2020 – Domenica

Domenica 18a dopo Pentecoste. Non c’è digiuno. Tono 1°. Del ven. Caritone il Confessore, vescovo di Iconio (c. 350). Dei venn. schemamonaco Cirillo e schemamonaca Maria (c. 1337), i genitori del ven. Sergio di Radonezh. Sinassi dei venn. padri delle Grotte di Kiev, che riposano nelle Grotte vicine (del ven. Antonio). Del ven. Caritone Sjamzhenskij, igùmeno (1509). Del
ven. Erodione Iloezerskij, (1541). Del profeta Baruch (VII s. av. C.). Dei martt. Alessandro, Alfeo, Zosima, Marco pastore, Nicone, Neone, Eliodoro e altri (IV). Del principe retto-credente Vjacheslav (Wenceslao) il Ceco (935). Ritrovamento delle reliquie della ven. mart. grande principessa Elisabetta 1
(1918); della mart. Anna Lykoshinaja (1925); del ven. mart. Ilarione (Gromov), della ven mart. Michaela (Ivanova) (1937); della ven. mart. Tatiana Chekmazova, novizia (1942).

Apostolo: 2 Cor (9:6-11) e del venerabile: 2 Cor (4:6-15).

Vangelo: Lc (5:1-11) e del venerabile: Lc (6:17-23).

1 Un giorno, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genèsaret 2 e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. 3 Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca.

4 Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e calate le reti per la pesca». 5 Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». 6 E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano. 7 Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano. 8 Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me che sono un peccatore». 9 Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto; 10 così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». 11 Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Luca 5, 1-11

Sant’Agostino nelle sue prediche esortava così i suoi fedeli: “Audiamus… quasi praesentem Dominum” (Commento al Vangelo di san Giovanni XXX, 1); cioè: “Ascoltiamo, perché qui è presente il Signore”.

Quella di sant’Agostino d’Ippona non è l’opinione di un vescovo ma l’esperienza della Chiesa che, per usare un’espressione del teologo russo Pavel Evdokimov, vede nella Sacra Scrittura l’icona verbale del Cristo.

E la Parola è in fondo la protagonista di questo brano del Vangelo che si apre appunto con una gran folla che sulle rive del lago di Genesaret ascolta dalla viva voce del Salvatore la Parola di Dio. Ed è sempre la Parola di Cristo che poi risuona dalla barca di Simon Pietro e aleggia sulle acque e sulla folla come lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque nel momento della creazione (cfr. Gen 1,2). E in effetti la forza creatrice della Parola di Dio di dispiega ancora una volta creando uomini nuovi di cui sono paradigma Simone, Giacomo e Giovanni che da semplici pescatori diventano discepoli e apostoli di questa Parola.

La Parola di Cristo crea nuovi uomini perché li pesca dal quotidiano affannoso dalla loro vita che è fatta di duro lavoro per la sopravvivenza e li proietta nella vita vera, una vita coraggiosa che ha lo slancio di quell’invito di Gesù che dice di prendere il largo, di gettare le reti contro ogni evidenza negativa e di non aver paura di cambiare, di lasciare le misere certezze umane per una vocazione più alta.

Se ci concentriamo sulla figura di Simon Pietro possiamo scorgere i tratti salienti del corretto rapporto con questa Parola di Vita. La Parola va creduta, accolta e praticata: “sulla tua parola getterò le reti”. Questa fede nella potenza della Parola di Cristo mostra immediatamente i suoi frutti che sono plasticamente rappresentati dalle reti piene di pesci che si rompono e che non possono essere tirate a bordo ma che sul piano spirituale si traducono nel prostrarsi di Pietro che riconosce la Signoria di Gesù – “Signore, allontanati da me che sono peccatore” – e che viene innalzato da Gesù stesso alla dignità di “pescatore di uomini”.

Ascoltiamo la Parola, perché in essa è presente il Signore. Ascoltiamo la Parola di Cristo perché essa ha il potere di cambiare le nostre vite, di riempire il nostro cuore di un senso nuovo della vita proprio come quella rete di Simon Pietro che da drammaticamente vuota diventò piena di pesce come non lo era mai stata.

 

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