Italia e libertà religiosa. Recensione di un libro di Massimo Giusio a cura di Tudor Petcu

Di recente ho avuto modo di prendere possesso di un volume estremamente interessante, firmato dal professor Massimo Giusio, con il quale ho il privilegio di collaborare all’Università San Giovanni Crisostomo di Roma.

Il titolo di questo volume è “La libertà religiosa in Italia”, un tema, infatti, estremamente interessante se si pensa alla storia un po’ tumultuosa del paese dell’umanesimo rinascimentale.

Il libro affascina per il modo in cui Massimo Giusio, eminente avvocato e sociologo, mette in luce vari momenti rappresentativi della storia socio-politica d’Italia, riferendosi con raffinatezza stilistica e analitica alle cause con le quali la società italiana si è perfezionata alla luce della sua specifica ontologia.

L’approccio del professor Giusio è multilivello perché le sue analisi riguardano almeno quattro dimensioni chiave:

  1. legale (fino a che punto la libertà religiosa è diventata un principio fondamentale nella Costituzione italiana?);
  2. sociologico (religione come funzione sociale);
  3. storico (la religione ha rappresentato una sensibilità culturale nella storia d’Italia?);
  4. filosofico (ripensare la libertà nello spettro esistenziale e metafisico).

Parlare di storia di un Paese come l’Italia implica una grande responsabilità in termini di conoscenza concreta, in quanto ci riferiamo a uno spazio culturale animato dalla passione metaforica che ha dato vita a un’Europa imprigionata nel proprio esilio ideativo. E Massimo Giusio mostra tale conoscenza come risultato delle sottigliezze e degli artifici tecnici che usa nel suo approccio per far capire ai lettori che al di là della banale questione della libertà religiosa in Italia, abbiamo a che fare con la storia di una sfida metafisica davanti alla quale si è trovata l’erede dell’Impero Romano nel corso della sua storia.

Noto anche la particolare attenzione che l’autore rivolge alla presenza dell’Islam in Italia, presentando l’impatto che questa religione ha avuto in alcune zone della penisola e, non ultimo, sono stato piacevolmente sorpreso di trovare un approccio provocatorio alla futuro della religione, tenendo conto della laicità contemporanea come paradiso della tecnologia e della robotica.

Sulla base di quanto sopra e molti altri, consiglio caldamente questo volume a tutti i lettori attratti dal marasma della curiosità storica come intesa culturale, mentre mi mostra la gioia sincera di essere contemporaneo con uno spirito così audace nell’arte delle riflessioni misteriose, come come il professor Massimo Giusio.

Tudor Petcu

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