I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 4 luglio 2021

da Caritas.diocesidicomo.it, il sito della Caritas diocesana di Como.

Riproponiamo per il terzo anno consecutivo il sussidio di meditazione relativo al Vangelo della domenica.
Con la stessa struttura, nel sussidio viene proposto quest’anno un unico cambiamento rispetto alle immagini settimanali riportate sulla prima pagina a introduzione del Vangelo, della meditazione e della proposta di lavoro personale.

La meditazione anche per quest’anno sarà guidata dalle riflessioni di don Rocco Acquistapace che ha rinnovato la sua disponibilità ad accompagnarci in questo cammino. Con l’augurio che il sussidio possa rappresentare motivo di condivisione comunitaria alla luce e nell’ascolto della Parola.

L’équipe pastorale Caritas

Vangelo secondo Marco (Mc 6, 1- 6)

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.

Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano:

“Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?”.

Ed era per loro motivo di scandalo.

Ma Gesù disse loro:

“Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua”.

E lì non poteva compiere alcun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.

Gesù percorreva ivillaggi d’intorno, insegnando.

Parola del Signore

Ascolto e medito:

Gesù ritorna a Nazareth con tutto ciò che a questo consegue. Ha fatto una serie di miracoli e torna al suo paese, nella sinagoga dove di fatto non ha mai avuto molto successo!

Ciò che colpisce di questo Vangelo è l’opposizione dell’istituzione (scribi, farisei e sacerdoti) nei suoi confronti. Ritenuto quasi matto per ciò che diceva e come lo diceva. La folla si entusiasmava per Lui ma non andava oltre lo stupore. Credere, fidarsi, è un’altra cosa.

Nella sinagoga la fede viene posta in maniera ufficiale e Gesù va lì; ciò che è in discussione non è ciò che proclama ma Lui stesso. La gente non crede a Lui perché lo conosce, lo conosce come il falegname, è uno di loro, è stato una persona normalissima; ha vissuto ed è cresciuto con loro.

Il Messia è uno come altri e la gente nella sinagoga lo respinge; Lui che professa la Buona Notizia, Lui che tocca i lebbrosi, Lui che ascolta tutti, non può essere il Messia, controcorrente rispetto alla legge in cui credevano. Si scandalizzavano di Lui.

Gesù pur capendo, si meraviglia della loro incredulità. E’ una situazione molto vicina a noi che abbiamo basato la nostra fede su delle sicurezze, su degli schemi e facciamo fatica di fronte alla novità, di fronte a qualcosa che non riusciamo a controllare. Preferiamo le cose tranquille ma Gesù non è così, nel Vangelo non troviamo indicazioni tranquille. Ci chiede di ascoltare i poveri, di incontrarli, di toccarli, di prendersene cura. Ci chiede di rinunciare alle sicurezze, di perdonare il male ricevuto, di cambiare vita, di seminare.

La gente di Nazareth vuole controllare Gesù, non vuole che proclami ciò che dice e ciò che vive, per Lui non c’è posto. Non c’era posto allora e chissà quante volte non c’è posto per Lui nelle nostre comunità, tentati dallo stare tranquille senza far entrare seriamente nella nostra vita il Vangelo, senza fare della testimonianza il nostro stile, la nostra fede. Gesù allora era incredulo e meravigliato, chissà se si meraviglierebbe anche di noi!

Medito e condivido

  • Accettiamo con fiducia i cambiamenti a cui il Vangelo ci invita o siamo schiavi dei nostri schemi?

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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