I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 12 settembre 2021

da Caritas.diocesidicomo.it, il sito della Caritas diocesana di Como.

Riproponiamo per il terzo anno consecutivo il sussidio di meditazione relativo al Vangelo della domenica.
Con la stessa struttura, nel sussidio viene proposto quest’anno un unico cambiamento rispetto alle immagini settimanali riportate sulla prima pagina a introduzione del Vangelo, della meditazione e della proposta di lavoro personale.

La meditazione anche per quest’anno sarà guidata dalle riflessioni di don Rocco Acquistapace che ha rinnovato la sua disponibilità ad accompagnarci in questo cammino. Con l’augurio che il sussidio possa rappresentare motivo di condivisione comunitaria alla luce e nell’ascolto della Parola.

L’équipe pastorale Caritas

Vangelo secondo Marco (Mc 8,27-35)

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo:

«La gente, chi dice che io sia?».

Ed essi gli risposero:

«Giovanni il Battista; sei il Cristo».

E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.

E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente.

Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse:

«Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro:

«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

Parola del Signore

Ascolto e medito:

Chi è veramente Gesù per noi? Quello che dicono gli altri? Quello di cui tutti parlano e di tutto dicono? Il nostro mondo sta cambiando; tanto e velocemente! Nelle nostre comunità si vive l’affanno di chiese ed oratori vuoti, di famiglie sempre più disgregate, di bambini e ragazzi senza orizzonti, di un cristianesimo che sta perdendo la propria identità.

Dobbiamo ritrovare il Signore Gesù, quello che rappresenta per noi, il valore che dà alla nostra vita. Lui, vero volto di Dio, passione, gioia, dono ma anche, in certi momenti, fatica di essere suo discepolo.

Il brano di vangelo racconta di un tempo di fatica, di un tempo in cui non si vedevano prospettive e oltre tutto Gesù non era quello che rientrava nei canoni pensati da tutti. Lui non è stato un Re vittorioso, potente, indistruttibile. Essere Cristo, Gesù stesso lo dice, significa non vaneggiare, non pensare di convertire tutti, ma vivere qui ed oggi, non è un’appartenenza culturale, sociale o politica, ma è vita.

Pietro non accetta la risposta di Gesù e la sua posizione; già in difficoltà non vuole altra fatica, altra sofferenza. Ma il cristianesimo ha a che fare con l’amore, dare la vita, perderla nel senso di distribuirla; Gesù dice a Pietro di essere disposto ad andare fino in fondo e lo fa. E’ impegnativo quello che ci chiede ma possibile, bello, vero; ci interpella oggi alla ripresa delle nostre attività nelle nostre comunità, alla testimonianza attraverso concrete esperienze di vita condivisa perché la vita è la ricerca del tesoro che il Signore è venuto a portarci. Dobbiamo dire con chiarezza che abbiamo a che fare con la ricerca del vero volto di Dio. Gesù è rivelatore del Padre che per noi ha dato tutto, ci ha amati e ci ama di un amore infinito.

Medito e condivido

  • Chi è il Signore per noi, oggi?

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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