La Parola è la mia casa: [22/02/2026] I dom TQ anno A

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

Un cammino di fedeltà alla Parola e di resistenza al male ingannatore

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 4, 1-11)

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

All’inizio di questa Quaresima ci accompagna un aneddoto significativo. Nel 1933, poco dopo la presa del potere da parte di Adolf Hitler, qualcuno chiese al grande teologo evangelico Karl Barth come intendesse reagire davanti alla minaccia del Nazismo, che già mostrava la sua capacità di corrompere anche la coscienza religiosa. La sua risposta fu sorprendente, soprattutto per chi lo conosceva sensibile al sociale: continuerò a fare teologia con i miei studenti, «come se nulla fosse accaduto», come i monaci benedettini dell’abbazia di Maria Laach (vicino a Bonn, dove Barth insegnava) continuano a pregare le ore canoniche, senza distrarsi, anche al sorgere del Terzo Reich.

Non era fuga dalla storia. Era, al contrario, una scelta radicale: restare fedeli alla Parola di Dio quando tutto intorno cerca di deformarla. Barth aveva capito che il male non sempre si presenta con il volto della negazione di Dio; talvolta entra nella storia travestendosi da difensore della religione, usando parole sacre per fini di potere.

Il Vangelo di oggi ci mostra proprio questo. Nel deserto il tentatore cita la Scrittura, la usa, la piega ai suoi scopi. Il male non sempre rifiuta Dio; spesso lo strumentalizza. È lo stesso inganno del serpente nella Genesi: non negare la parola di Dio, ma deformarla. Gesù risponde con una fedeltà semplice e profonda: non usa la Parola, si lascia guidare da essa. Per questo vince la tentazione.

Anche oggi vediamo come il male possa infiltrarsi nella storia usando linguaggi religiosi, quando la Bibbia viene piegata a ideologie, interessi, divisioni o violenza. La Quaresima allora diventa un tempo di discernimento: imparare a riconoscere la vera voce di Dio in mezzo a tante parole che parlano di Dio ma non vengono da Lui.

Ecco perché l’intuizione di Karl Barth è così attuale: continuare a pregare, a meditare, a fare teologia, come se nulla fosse accaduto — cioè senza lasciarci trascinare dalla paura o dalla propaganda, ma restando radicati nell’essenziale. La conversione quaresimale è questo ritorno alla sorgente: lasciarci correggere dalla Parola, invece di usarla per confermare noi stessi.

Come Gesù nel deserto, anche noi siamo chiamati a scegliere di quale parola vivere. Chiediamo allora la grazia di un cuore vigilante, capace di non farsi ingannare dal serpente, e di una fede semplice, perseverante, che continua ad ascoltare Dio anche quando il mondo sembra andare in un’altra direzione.

Oggi ci troviamo a lottare contro un persecutore subdolo, un nemico seducente. Un tentatore che non flagella il dorso, ma liscia il ventre; non esilia a vita, ma condanna a morte coprendo di ricchezze; non ci chiude in carcere, dandoci la vera libertà, ma ci accoglie nei suoi palazzi, e così ci rende schiavi; non ci tormenta i fianchi, ma si impossessa del nostro cuore; non decapita con il ferro della spada, ma uccide l’anima con l’oro; non ci minaccia apertamente del rogo, ma in segreto attira su di noi il fuoco della Geènna. Non ci sfida, per non essere sconfitto, ma prevale su di noi con l’adulazione. Professa il nome di Cristo per poi sconfessarlo; si adopera per la conciliazione e ci toglie la pace; opprime gli eretici per fare sparire i cristiani; copre di onori i sacerdoti perché non vi siano più pastori; costruisce chiese e distrugge la fede.

sant’Ilario di Poitiers

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