Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Dei Verbum. 6) DV 21-26 “La Scrittura nella vita della Chiesa”

A partire dal 2012-2013, in occasione del cinquantesimo del Concilio Vaticano II, alcune associazioni laicali della Diocesi di Como (Azione cattolica, MASCI, Gruppo Ascolto), su invito delle ACLI, hanno aderito alla proposta di approfondimento di contenuti, implicazioni e ricadute del Concilio stesso. L’esigenza di non lasciare passare invano questa ricorrenza, ha guidato, prima, verso la programmazione di questa iniziativa comune e poi al coinvolgimento della Diocesi di Como. Le associazioni laicali si sono così proposte come fermento per la chiesa locale.

Il progetto, la sua verifica e l’elaborazione che è conseguita, sono nati infatti dalla presa di coscienza della necessità di una maggiore corresponsabilità da mettere in atto nella vita della Chiesa, biunivocamente correlata alla fisionomia della Chiesa stessa da realizzare in questo tempo.

Quì sotto è scaricabile il pdf con il quinto incontro tenuto dal prof. don Ivan Salvadori:

Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Dei Verbum. 6) DV 21-26 “La Scrittura nella vita della Chiesa”

Il capitolo 6° richiama un problema ricorrente nel Cristianesimo: quello della relazione tra Scrittura e Chiesa, rapporto che non è così scontato come lo è oggi. Se questo rapporto infatti non viene correttamente istituito si rischia di avere due esiti contrapposti, che non funzionano. La Scrittura deve sempre andare in relazione con la Chiesa, e la Chiesa con la Scrittura. Questo rapporto non sempre ha funzionato correttamente, separando la Scrittura dalla Chiesa, come se le due realtà potessero stare in piedi semplicemente da sole.

Il primo rischio è quello di concepire l’autorità della Scrittura indipendentemente dalla relazione con la Chiesa, quasi come a dire che ciò che conta è la Scrittura in se stessa indipendentemente dalla Chiesa, e sappiamo dalla storia che questo è stato generalmente l’esito del Protestantesimo, che ha dato grande importanza alla Scrittura, letta individualmente come norma della fede, ma a tal punto da separarla a volte dalla dimensione ecclesiale. Non è quindi un problema secondario: la Parola di Dio ridotta quasi esclusivamente alla formulazione scritta costituiva per il Protestantesimo la norma assoluta della fede, ma non sempre in corretto rapporto con la Chiesa. Questo costituisce anche il motivo per cui talvolta il Protestantesimo ha un carattere più individualistico rispetto al Cattolicesimo. Si tratta però di una schematizzazione che va presa con le debite cautele.

Un altro rischio è quello di esaltare a tal punto la Chiesa da dimenticare l’autorità della Scrittura, e questo è stato forse l’esito del Cattolicesimo. Non che la Chiesa cattolica abbia dimenticato l’importanza della Scrittura, ma se interrogate la pietà e la devozione cristiana prima del Concilio Vaticano II vi accorgerete che molti libretti di devozione erano nutriti di profonda spiritualità, ma non sempre correttamente correlata alla Scrittura, che non giocava sempre il posto decisivo che invece le compete.

Se quindi da una parte il Protestantesimo ha accentuato il ruolo della Scrittura, staccandola da quello della Chiesa, il Cattolicesimo ha fatto il contrario, alimentando la pietà e la preghiera ad una serie di pratiche ecclesiali che non sempre prendevano le mosse dalla Rivelazione scritturistica.

don Ivan Salvadori

L’approfondimento si declina in forma di percorso che, prendendo le mosse dalla Dei Verbum, approfondirà le quattro costituzioni conciliari (Dei Verbum, Sacrosanctum Concilium, Lumen Gentium, Gaudium et Spes) attraverso lettura dei testi, lezioni frontali svolte da esperti, momenti di confronto assembleare, attività laboratoriali, studio e riflessione personale. Dall’approfondimento dei documenti conciliari (prima fondamentale fase) emergeranno le ragioni/questioni che dovranno trovare la loro verifica e attualizzazione (seconda necessaria fase) poiché non solo il mutato contesto (storico, culturale, sociale, politico, economico) esige tale aggiornamento, ma soprattutto perché le intuizioni formidabili del concilio trovino sempre più pratica e diffusa attuazione.

Il percorso si è sviluppato con la frequenza di due incontri mensili, il primo serale di lunedì, il secondo in forma di laboratorio da tenersi al sabato pomeriggio.

Ad affiancare i partecipanti e ad introdurre i temi è il prof. don Ivan Salvadori, teologo e Prefetto degli Studi del Seminario diocesano.

Il percorso ha avuto il seguente svolgimento:

Lunedì 21 gennaio sera – PRESENTAZIONE GENERALE DEL TESTO

Lunedì 11 febbraio sera : DV 1-6 “In religioso ascolto della Parola di Dio, la rivelazione.”

Sabato 23 febbraio pomeriggio – Laboratorio a gruppi

Lunedì 4 marzo sera : DV 7-10 “La trasmissione della divina rivelazione”

Sabato 16 marzo pomeriggio – Laboratorio a gruppi

Lunedì 8 aprile sera : DV 11-13 “L’ispirazione divina e l’interpretazione della sacra Scrittura”

Sabato 20 aprile pomeriggio – Laboratorio a gruppi

Lunedì 6 maggio sera : DV 14-20 “Vecchio Testamento e unità con Nuovo Testamento”

Sabato 18 maggio pomeriggio – Laboratorio a gruppi

Lunedì 3 giugno sera : DV 21-26 “La Scrittura nella vita della Chiesa”

Sabato 15 giugno pomeriggio – Laboratorio a gruppi

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