«La madre del partigiano». Una poesia di Gianni Rodari

Sulla neve bianca bianca
c’è una macchia color vermiglio;
è il sangue, il sangue di mio figlio,
morto per la libertà.

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Bonhoeffer e la stupidità: perché il nemico più pericoloso del bene non è il male

da Chiesaluterana.it, il sito della Chiesa Evangelica Luterana in Italia.

Quando la vita diventa precaria

Alla fine del 1942, nella Germania nazista, Dietrich Bonhoeffer scrisse un saggio breve destinato a una cerchia ristretta di amici. Si intitolava “Dopo dieci anni” (“Nach zehn Jahren”) — un bilancio privato, filosofico e teologico, composto da capitoli brevissimi: “Senza terra sotto i piedi”, “Che cosa resiste?”, “Coraggio civile”, e poi quello che ci riguarda qui: “Della stupidità”.

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Il consumatore “difettoso”. Un testo di Zygmunt Bauman

I poveri di oggi (e cioè coloro che costituiscono un “problema” per gli altri) sono prima di tutto e soprattutto dei “non consumatori”, più che dei “disoccupati”. Essi vengono definiti innanzi tutto dal fatto di essere consumatori difettosi: infatti, il più basilare dei doveri sociali cui vengono meno è il dovere di essere acquirenti attivi ed efficaci dei beni e servizi offerti dal mercato. […]

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«Più non abitate conventi di pietra». Una poesia di p. David Maria Turoldo

Più non abitate conventi di pietra
perché il cuore non sia di sasso!
E anche voi, uomini, non fate
artigli delle vostre mani.

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Johann Baptist Metz e la teologia politica (oggi)

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Nel quadro di una teologia della storia caratterizzata da una nuova lettura degli eventi, decifrati e interpretati con tutte le risorse delle scienze umane, nel Novecento si innestava il progetto di una nuova Teologia politica, che, erigendosi sulla critica alla filosofia esistenziale, ispiratrice della antropologia rahneriana, reagiva alla visione personalistica ed esistenziale per proporre una teologia del mondo e della società.

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Un ebreo marginale. Qualche lineamento dell’opera di John Meier. 6. Secondo volume: “Mentore, messaggio, miracoli”, terza parte.

Testi di Antonio Doda pubblicati sul gruppo Facebook Kairos – Storia del cristianesimo

Continua una mia sintesi senza pretese de “Un ebreo marginale” di John P. Meier. Siamo al secondo volume dal titolo “Mentore, messaggio e miracoli”. Trattiamo qui dell’ultima sezione: i miracoli.

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Quando la Chiesa tace: l’attualità di don Mazzolari

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Nel febbraio del 1929, mentre l’Italia celebrava la fine della «questione romana» con i Patti Lateranensi, l’allora parroco di Cicognara, don Primo Mazzolari, scriveva sul suo diario parole tutt’altro che trionfali.

Mentre molti cattolici salutavano con entusiasmo la riconciliazione tra Stato e Chiesa, lui confessava di sentirsi perplesso e spaventato, perché «non posso dimenticare le lezioni della storia: dai poteri assolutisti e reazionari la Chiesa non ha mai guadagnato che umiliazioni, restrizioni di libertà e… corresponsabilità tremende davanti ai popoli stanchi e avviliti». Mazzolari non temeva la pace tra Roma e il Vaticano. Temeva qualcosa di molto più profondo: che la Chiesa perdesse la sua libertà evangelica entrando troppo dentro il sistema del potere.

A quasi un secolo di distanza, quelle pagine suonano come una diagnosi inquietante anche per la Chiesa italiana di oggi. Non perché la situazione storica sia la stessa. Ma perché le tentazioni sono sorprendentemente simili.

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Un ebreo marginale. Qualche lineamento dell’opera di John Meier. 5. Secondo volume: “Mentore, messaggio, miracoli”, seconda parte. Appendice a: il Padre Nostro

Testi di Antonio Doda pubblicati sul gruppo Facebook Kairos – Storia del cristianesimo

Ancora sull’opera di Meier “Un ebreo marginale”. Abbiamo già riassunto molto approssimativamente l’ampia sezione del Volume 2 dedicata al tema enorme del messaggio di Gesù’. Credo possa essere interessante espandere il tema specifico della preghiera del Padre Nostro, per come Meier la situa nella trattazione sul regno di Dio.

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«Come polli d’allevamento». Un testo di Pier Paolo Pasolini

Da “Scritti Corsari” di Pier Paolo Pasolini [L’articolo completo era apparso sul “Corriere della Sera” il 10 marzo 1975 con il titolo “Non aver paura di avere un cuore”].

Non possiamo più usare contro di esso [il potere] gli argomenti – a cui ci eravamo tanto abituati e quasi affezionati – che tanto abbiamo adoperato contro il potere clerico-fascista, contro il potere repressivo.

Il nuovo potere consumistico e permissivo si è valso proprio delle nostre conquiste mentali di laici, di illuministi, di razionalisti, per costruire la propria impalcatura di falso laicismo, di falso illuminismo, di falsa razionalità. Si è valso delle nostre sconsacrazioni per liberarsi di un passato che, con tutte le sue atroci e idiote consacrazioni, non gli serviva più.

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«Quale fede?». Un testo di p. David Maria Turoldo

Che fede abbiamo se non ci interessa questo mondo che va in pezzi? Se non ci interessa la discordia fra gli uomini? E non solo, se siamo perfino noi a partecipare, con le nostre scelte, ad aumentare questa discordia, ad aumentare le divisioni, le separazioni, che fede è la nostra?

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Come se nulla fosse accaduto

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Nel 1933, all’indomani della presa del potere da parte di Adolf Hitler, qualcuno chiede al teologo Karl Barth come egli, da sempre politicamente socialista e precocemente consapevole delle potenzialità disgregatrici del Nazismo, anche per quanto riguarda la Chiesa, intenda reagire.

La risposta suona più o meno così: continuerò a fare teologia insieme ai miei studenti, «come se nulla fosse accaduto […]. Alla stessa maniera in cui i benedettini della vicina [a Bonn, dove Barth insegna] abbazia di Maria Laach continuano normalmente, anche nel Terzo Reich, la recita delle ore canoniche, senza avere dubbi, senza interrompersi o distrarsi».

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«Nella Chiesa … ». Un testo di p. David Maria Turoldo

Nella Chiesa non ci dovrebbero essere né superiori né sudditi, perché siamo tutti fratelli.
Ma la Chiesa è imprevedibile, è fatta di tutti, di materiale d’ogni genere: fatta perfino di me.
Fatta di bene, di meno bene, e anche di male.
Ma è certo.. che il bene la vince.

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Le comunità virtuali. Un testo di Zygmunt Bauman

Le comunità virtuali che hanno sostituto quelle naturali, creano solo l’illusione di intimità e una finzione di comunità.

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Moby Dick o l’ossessione del male

Qui di seguito, nei diversi link, vengono riproposte le quattro puntate dedicate da Barbara Spinelli , insieme a Gabriella Caramore, a “Moby Dick o l’ossessione del male” nel corso di trasmissioni di Uomini e profeti andate in onda tra il 2 ed il 23 novembre 2008.

MOBY DICK O L’OSSESSIONE DEL MALE, Audio con Barbara Spinelli e Gabriella Caramore, Radio 3 – Uomini e profeti, 2009

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Pace e guerra: rileggere Alex Langer

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Il sentiero di cresta su cui Alex si è mosso (e l’immagine gli si addice, uomo di montagna e di confine) è stato spinto fin quasi all’estremo […]. Di questo gli siamo grati, perché è anche a partire dalle riflessioni sulla sua scelta finale che si può ancora ricominciare, nella coscienza delle difficoltà e dei limiti delle nostre possibili scelte, della precarietà e fragilità della nostra condizione di uomini, dell’immane peso della storia ma anche della necessità di reagire e di dare un senso alla brutalità o al torpore della nostra vita con scelte degne, nobili, responsabili e chiare oggi più che mai.[1]

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«Gli italiani». Una poesia di Pier Paolo Pasolini

L’intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai

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Un ebreo marginale. Qualche lineamento dell’opera di John Meier. 4. Secondo volume: “Mentore, messaggio, miracoli”, seconda parte.

Testi di Antonio Doda pubblicati sul gruppo Facebook Kairos – Storia del cristianesimo

Proseguendo la breve sintesi senza pretese di “Un ebreo marginale”, di John P. Meier, siamo al secondo volume che si intitola: “Mentore, messaggio, miracoli.” Ricordo che è un volume di più di 1300 pagine avvincenti. Abbiamo parlato del mentore, Giovanni Battista, ora vediamo qual e’ per Meier il messaggio chiave.

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Il contributo di Giuseppe Dossetti al concilio Vaticano II. Una “lettura” di Alberto Melloni. Lettura dossetti 2025

Il Concilio Vaticano II, momento chiave nella ridefinizione della Chiesa cattolica nel contesto del mondo contemporaneo, inaugurò un confronto serrato tra tradizione e innovazione teologica. Si rese così possibile una nuova comprensione della collegialità episcopale, della partecipazione dei laici e dell’apertura ecumenica, e si ridefinì il ruolo della Chiesa nei rapporti con le culture e le istituzioni civili. In questo quadro, Giuseppe Dossetti si distinse come figura di mediazione e di progettualità, contribuendo alla stesura di documenti conciliari e alla riflessione sulla responsabilità civile e politica dei cattolici, evidenziando come il Concilio non fosse solo un momento rituale, ma un vero e proprio laboratorio di pensiero ecclesiale e sociale.

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Il numeri nella Bibbia. Una conversazione biblica di don Claudio Doglio

Giovedì 29 maggio 2025, a Celle Ligure presso il Centro Mezzalunga, don Claudio ha parlato de I numeri nella Bibbia.

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«Natale». Una poesia di Erri De Luca

Nascerà in una stiva tra viaggiatori clandestini.
Lo scalderà il vapore della sala macchine.
Lo cullerà il rollio del mare di traverso.

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