Il Pensiero Economico in Caritas in Veritate – Giorgio Campanini – 20. Bene comune e ambiente

da Caritas-ticino.ch, il sito di Caritas Ticino.

Questa straordinaria enciclica terrà compagnia ai telespettatori per molte puntate, attraverso una rubrica, in cui diversi esponenti del mondo culturale, locale e internazionale, ci aiuteranno a comprenderne la vastità e l’impatto sulla vita concreta di molti uomini. Giorgio Campanini illustra il rapporto tra bene comune e ambiente nell’enciclica.

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Una nuova visione della montagna?

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Mai, come in questi ultimi anni, la montagna è stata al centro delle discussioni pubbliche. Quasi una moda. Il grande successo di romanzi come Le otto montagne di Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega, pare essere la proiezione del sogno di migliaia e migliaia di ragazzi che aspirano a trasferirsi nelle terre alte a fare gli agricoltori o ad aprire nuove attività economiche. Una cosa è certa: la promessa di futuro delle città, e la capacità di innovazione delle aree metropolitane, sembrano essere in forte crisi. E allora si guarda in modo nuovo, inedito alle montagne: come possibile chance, come progetto al contempo individuale e collettivo, sostenibile e solidale.

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«Digitalizzazione e futuro del lavoro e delle relazioni sociali: le scelte sociali e rispettose del clima devono essere tempestive». Un documento della rete ‘Azione delle chiese per il lavoro e la vita’ (CALL)

La rete ‘Azione delle chiese per il lavoro e la vita’ (CALL) ha realizzato la sua ultima assemblea nell’aprile 2018 dove ha inaugurato un filone di riflessione e proposta nuovo rispetto a quelli su cui è partita nel 2010 in ambito KEK: la digitalizzazione.

Da allora il gruppo di coordinamento, di cui fa parte Antonella Visintin – coordinatrice della Commissione Globalizzazione e ambiente (GLAM) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), si è incontrato regolarmente, nonostante a fine 2018 il coordinatore della rete abbia concluso il proprio mandato e non sia stato ancora sostituito. Nel quadro della preparazione di una prossima assemblea nel 2021 e di un incontro intermedio in autunno 2020, ha voluto esprimere una propria valutazione, attraverso il documento “Digitalizzazione e futuro del lavoro e delle relazioni sociali: le scelte sociali e rispettose del clima devono essere tempestive”, sugli scenari prodotti dal Covid 19.

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Il Pensiero Economico in Caritas in Veritate – Giulia Paola Di Nicola – 19. Economia e etica

da Caritas-ticino.ch, il sito di Caritas Ticino.

Questa straordinaria enciclica terrà compagnia ai telespettatori per molte puntate, attraverso una rubrica, in cui diversi esponenti del mondo culturale, locale e internazionale, ci aiuteranno a comprenderne la vastità e l’impatto sulla vita concreta di molti uomini. Giulia Paola Di Nicola illustra il rapporto tra politica ed economia ed economia e etica .

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L’economia e il valore della vita umana

da ReteSicomoro.it, conoscere per crescere.

Per venti sicli d’argento, Giuseppe fu venduto come schiavo dai suoi stessi fratelli (Gen 37,28). Gesù fu tradito da Giuda, suo discepolo, per trenta monete d’argento (Mt 26,15), che corrispondevano a quattro mesi di salario di un operaio e al valore di uno schiavo (Es 21,32). Da un punto di vista meramente economico, è stata valutata veramente poco la vita di Cristo, dal quale invece siamo stati “comprati a caro prezzo” (1 Cor 6,20; 7,23). In un articolo sul sito Il Libraio, il frate biblista Alberto Maggi si è chiesto dunque quanto vale la vita umana, prendendo spunto da una constatazione generata dalla pandemia globale: quale peso ha il benessere dell’uomo e la sua salute rispetto all’economia e agli interessi personali? Per un cristiano non dovrebbero esserci dubbi su cosa debba venire prima, considerando che Gesù ha posto come condizione ai suoi, per seguirlo, la rinuncia di tutti i loro averi (Lc 14,33).

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Il Pensiero Economico in Caritas in Veritate – Stefano Zamagni – 18. Perché è stata abolita la parola “fraternità”

da Caritas-ticino.ch, il sito di Caritas Ticino.

Questa straordinaria enciclica terrà compagnia ai telespettatori per molte puntate, attraverso una rubrica, in cui diversi esponenti del mondo culturale, locale e internazionale, ci aiuteranno a comprenderne la vastità e l’impatto sulla vita concreta di molti uomini. Stefano Zamagni spiega un importante risvolto storico spesso non conosciuto ed importante per capire molti passaggi dell’enciclica: l’abolizione per decreto dal famoso trio di valori della rivoluzione francese “Liberté, Égalité, Fraternité” e dal lessico e dalla pratica politica ed economica della parola “fraternità” a causa dell’affermarsi della centralità esclusiva dello stato. Oggi con la globalizzazione e la crisi dello stato nazionale accentratore riemerge il principio di fraternità (da cui nasce anche il principio di sussidiarietà).

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Sfrutta e verdura (Duova ft Margot)

DOBBIAMO ACQUISIRE CONSAPEVOLEZZA IN QUELLO CHE FACCIAMO NEL QUOTIDIANO.

Quanto incidono le nostre scelte alimentari in questa società? Fare la spesa oggi, decidere cosa acquistare e cosa consumare nel nostro quotidiano è un atto politico e sociale. È un’azione che va intrapresa con la massima consapevolezza. Purtroppo questa società tende a spingerci verso un consumo superficiale, basato esclusivamente sul prezzo che inevitabilmente porta a pensare che meno spendiamo meglio è.

Quale prezzo siamo disposti a pagare per i cibi che consumiamo?

Viviamo nella società delle Etichette, abbiamo un’Etichetta per tutto, tanto che ogni prodotto alimentare ha un’Etichetta sempre più grande, con sempre maggiori dati e numeri. Purtroppo però si sono scordati una cosa fondamentale da inserire … manca l’ETICA nell’ETICHETTA!

Quale valore diamo alla Dignità delle persone?

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Il Pensiero Economico in Caritas in Veritate – Sergio Morisoli – 17. Carità: fonte del bene comune

da Caritas-ticino.ch, il sito di Caritas Ticino.

Questa straordinaria enciclica terrà compagnia ai telespettatori per molte puntate, attraverso una rubrica, in cui diversi esponenti del mondo culturale, locale e internazionale, ci aiuteranno a comprenderne la vastità e l’impatto sulla vita concreta di molti uomini. Sergio Morisoli chiarisce il concetto di bene comune e la sua origine nelle scuole domenicana e francescana nel medioevo.

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Il capitalismo e il sacro. Corso di Luigino Bruni

Il corso sul tema Il capitalismo e il sacro ha affrontato un argomento svincolato da un unico Libro biblico. Luigino Bruni infatti ha analizzato idee, teorie e parole che, pur generate dalla dimensione religiosa dell’esperienza umana, attraversano e influenzano la storia economica e civile del mondo occidentale, anche quella contemporanea. Si è trattato quindi di un corso peculiare, che ha ripreso temi presentati in cinque puntate della trasmissione Uomini e Profeti di Radio Rai Tre e ora raccolti in un libro in uscita il 20 novembre.

Spiega Bruni: «Questo corso si presenta con alcuni aspetti diversi rispetto alle precedenti edizioni della Scuola di Economia Biblica. Servirà a offrire delle chiavi di lettura e di comprensione diverse del capitalismo del nostro secolo a partire dall’ipotesi che percepire ciò che sta accadendo alle grandi imprese e alle strutture del consumo e della finanza del nostro tempo, occorrono alcune categorie più di tipo religioso che di tipo tecnico, in quanto non è sufficiente capire i sistemi di funzionamento dei mercati o conoscere la teoria economica, ma occorre conoscere aspetti che sono più simili alle religioni che non alle teorie economiche da un punto di vista scientifico. Per questo cercheremo di guardare all’economia del nostro tempo partendo da alcuni grandi temi biblici (e non solo), come il sacrificio, la gratuità e da lì cercare di capire perché la nostra economia ha utilizzato le categorie del sacro togliendole dal loro ambiente biblico e usandole in un contesto molto artificiale e con obiettivi che sono quelli soliti delle imprese».

Prima lezione

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Il fabbricante di tende spirituali

Don Stefano Bazzucchi, che ha cominciato a inviare a “La Bottega di Nazareth” alcuni testi, ci ha mandato questo bell’articolo, dove, nella prima parte, tratteggia con efficacia il cammino delle prime tre encicliche di papa Giovanni Paolo II, con tre passi fondanti del suo magistero: l’uomo, la misericordia di Dio e il lavoro. Nella seconda esemplifica attraverso Paolo e la sua professione di fabbricante di tende come il lavoro può illuminare la vicenda dei grandi uomini della fede raccontati dalla Bibbia e la loro attività evangelizzatrice. Particolarmente bella è la descrizione della bottega di Paolo come luogo di conversazione, di condivisione e di scambio di idee. Così simile a come abbiamo pensato “La Bottega di Nazareth”.

Il santo Papa Giovanni Paolo II, uomo di cultura profondissima, uomo del lavoro, venuto da oltre la cortina di ferro, dove il regime comunista lentamente anno dopo anno con il suo totalitarismo anti-umano stava svuotando le coscienze delle persone, gridò al mondo la bellezza dell’uomo, di tutto l’uomo e l’opera meravigliosa, mirabilia Dei, della salvezza operata in Cristo Gesù mandato dal Padre a spezzare i lacci della morte.

Nei primi tre anni del suo pontificato, anni duri, anni di inculturazione personale nel tessuto cattolico occidentale, sia istituzionale che non, ancora molto commistionato con la mondanità della vita umana, e poco attento all’istanza salvifica nascente dal grido dei
poveri, non solo materiali, ma soprattutto di spirito.

Le sue prime tre encicliche furono la stesura perfetta del suo programma di fede, esattamente come in teatro o su un palcoscenico l’occhio di bue, focalizza agli spettatori vicini e lontani, l’essenziale da seguire: l’uomo, la misericordia di Dio e il lavoro.

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Il lavoro spirituale. La spiritualità del lavoro nella Laborem exercens applicata al mondo odierno

da Stefanobzc.com, #chimicadidio ragione-scienza-fede – La fisica dell’esistenza. Il blog nuovo per le nuove sfide del nuovo millennio.

Riprendiamo dal blog di don Stefano Bazzucchi, un testo riassuntivo dei temi del suo libro “Il lavoro Spirituale”.

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Coronavirus: intervista al prof. Saraceno sulla crisi finanziaria

da Sevso.it, SEV Società Economica Valtellinese.

Con l’intervista al Prof. Francesco Saraceno, realizzata il 17 Aprile con la preziosa collaborazione di Teleunica, inizia una serie di tre dialoghi sul tema delle conseguenze economiche dell’epidemia Covid-19, che Società Economica ha voluto realizzare anche su stimolo del gruppo FB “Salviamo la nostra economia” per supportare la riflessione e l’orientamento su di un tema cruciale di questo difficile periodo. Il Prof. Francesco Saraceno è Vice Direttore dell’OFCE Centro di ricerca sulle congiunture economiche Sciences PO di Parigi e Docente di Macroeconomia internazionale ed europea.

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Il Pensiero Economico in Caritas in Veritate – Sergio Morisoli – 16. Economia e società civile

da Caritas-ticino.ch, il sito di Caritas Ticino.

Questa straordinaria enciclica terrà compagnia ai telespettatori per molte puntate, attraverso una rubrica, in cui diversi esponenti del mondo culturale, locale e internazionale, ci aiuteranno a comprenderne la vastità e l’impatto sulla vita concreta di molti uomini. Sergio Morisoli illustra il ruolo e il compito della società civile rispetto all’economia, cioè il domandarsi e il capire il senso del fare e del suo rapporto con l’umano.

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Il lavoro come imitatio Dei secondo la tradizione ebraica

da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.

Ci sono voluti secoli, nella cultura occidentale, per riconciliarsi con l’idea e la prassi del lavoro. Se oggi siamo un po’ tutti ‘workaholic’ (neologismo inglese per dire ‘ossessivamente dipendenti dal lavoro’, sebbene di lavoro raramente estenuante), all’inizio non fu così: greci e latini esaltavano l’otium e non il negotium, termine che indicava sia le diverse attività manuali e professionali sia la fatica e il fastidio del lavorare. Il cristianesimo delle origini risentì di questa radice culturale, e aggravò l’idea del lavoro con un’interpretazione letterale di Bereshit/Genesi 3: il lavoro (come il parto per la donna) è un castigo divino per il peccato originale, e tanto più tale peccato era grave e universale, tanto più lavoro e parto – detti entrambi ‘travagli’ – apparivano dolorosi e pericolosi. Una condanna metafisica, più che una punizione storica. Come è noto, solo con Benedetto da Norcia, nel VI secolo, si avviò un progressivo riscatto del lavoro manuale.

Nel giudaismo quest’atteggiamento negativo verso il lavoro non è (quasi) mai esistito. E non avendo la dottrina del peccato originale, o almeno una sua versione dogmatica come la sviluppò Agostino di Ippona per la cristianità, il mondo ebraico non interpretò il lavorare e il partorire come esperienze negative, appunto una condanna storico-metafisica.

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“Il lavoro è la vocazione dell’uomo”. Omelia del Santo Padre Francesco. Venerdì 1 maggio 2020

Introduzione

Oggi è la festa di San Giuseppe lavoratore, e la Giornata dei lavoratori. Preghiamo per tutti i lavoratori. Per tutti. Perché a nessuna persona manchi il lavoro e che tutti siano giustamente pagati e possano godere della dignità del lavoro e della bellezza del riposo.

Omelia

«E Dio creò» (Gen 1,27). Un Creatore. Creò il mondo, creò l’uomo, e diede una missione all’uomo: gestire, lavorare, portar avanti il creato. E la parola lavoro è quella che usa la Bibbia per descrivere questa attività di Dio: «Portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro» (Gen 2,2). E consegna questa attività all’uomo: “Tu devi fare questo, custodire quello, quell’altro, tu devi lavorare per creare con me – è come se dicesse così – questo mondo, perché vada avanti” (cfr Gen 2,15.19-20). A tal punto che il lavoro non è che la continuazione del lavoro di Dio: il lavoro umano è la vocazione dell’uomo ricevuta da Dio alla fine della creazione dell’universo.

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Per il 1° maggio la statua del Gesù Divino Lavoratore (o San Giuseppe Lavoratore) nella cappella di Santa Marta

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani e  Aclimilano.it, ACLI milanesi le Acli di Milano, Monza e Brianza.

Papa Francesco ha accolto la richiesta delle ACLI di ospitare la statua di San Giuseppe lavoratore durante la Messa che celebrerà domattina 1° maggio alle 7.00 (in diretta su TV 2000), presso la cappella di Santa Marta in Vaticano. L’opera, che solitamente è posizionata all’ingresso della sede nazionale di palazzo Grandi a Roma, è stata realizzata dalle ACLI e nel 1956 fu trasportata in elicottero da piazza del Duomo, a Milano, a piazza San Pietro in occasione della festa cristiana del lavoro intitolata a San Giuseppe lavoratore. “Siamo contenti che il Santo Padre abbia accolto la nostra richiesta – ha dichiarato il Presidente delle Acli, Roberto Rossini – in occasione del 65° dell’istituzione della festa di San Giuseppe lavoratore, voluta da San Pio XII nel 1° maggio del 1955, in occasione del decennale della fondazione dell’associazione. Parteciperemo alla messa dalle nostre case, insieme al Papa e a tutta la Chiesa, uniti in preghiera per il lavoro e per i lavoratori in un momento così delicato per il nostro Paese ”.

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Il Pensiero Economico in Caritas in Veritate – con Giorgio Campanini – 15. Un’enciclica al passo con i tempi

da Caritas-ticino.ch, il sito di Caritas Ticino.

Questa straordinaria enciclica terrà compagnia ai telespettatori per molte puntate, attraverso una rubrica, in cui diversi esponenti del mondo culturale, locale e internazionale, ci aiuteranno a comprenderne la vastità e l’impatto sulla vita concreta di molti uomini. Giorgio Campanini fa emergere l’attualità dell’enciclica e la capacità di leggere il tempo contemporaneo. Non solo la Chiesa con la Caritas in veritate non è ripiegata sul passato ma da una sua visione profetica con cui val la pena di confrontarsi.

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Giuseppe Toniolo: voglio essere santo

da Korazym.org, quotidiano non profit on line.

Il 7 ottobre 1918 moriva Giuseppe Toniolo, proclamato beato nel 2012, il maggiore esponente del pensiero sociale cattolico tra Ottocento e Novecento.

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Il Pensiero Economico in Caritas in Veritate – con Giulia Paola Di Nicola – 14. Economia e relazione umana

da Caritas-ticino.ch, il sito di Caritas Ticino.

Questa straordinaria enciclica terrà compagnia ai telespettatori per molte puntate, attraverso una rubrica, in cui diversi esponenti del mondo culturale, locale e internazionale, ci aiuteranno a comprenderne la vastità e l’impatto sulla vita concreta di molti uomini. Giulia Paola Di Nicola illustra la dimensione relazionale e umana dell’economia messa in evidenza oggi da autori come Zamagni e Luigino Bruni, coniugandola come affidabilità, fiducia, reciprocità.

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Si ferma l’economia civile ma quella incivile continua a lavorare

da Paxchristi.it, movimento cattolico internazionale per la pace.

Il Decreto Nuove misure per l’emergenza coronavirus chiede un sacrificio molto grande non solamente ai cittadini e alla famiglie, ma anche alle aziende. Le aziende dell’Economia civile aderiscono con grande serietà al fermo delle loro attività e si stanno attivando in ogni modo per riuscire a salvaguardare la salute dei lavoratori e della cittadinanza.

A fronte di un impegno diffuso e sofferto e del costo economico che tante aziende dovranno pagare nei prossimi mesi, come portavoci di un tessuto sano di imprese civili e sociali, constatiamo che l’industria incivile delle armi potrà invece continuare a lavorare anche in questo momento drammatico. Come si legge nel Decreto, sono infatti “consentite le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto della provincia ove sono ubicate le attività produttive”.

Ci pare un pessimo segnale, che denunciamo con forza.

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