A proposito del maestro di Goethe (Über Goethes Meister). Un testo di Friedrich Schlegel

Tudor Petcu ci invia una nuova traduzione da lui fatta dal tedesco all’italiano di un testo di Friedrich Schlegel il cui titolo è “Über Goethes Meister”. Ecco il link con il testo originale in tedesco http://www.zeno.org

Karl Wilhelm Friedrich von Schlegel (Hannover, 10 marzo 1772 – Dresda, 12 gennaio 1829) è stato un filosofo, critico e traduttore tedesco, come suo fratello Wilhelm August von Schlegel. È considerato uno dei fondatori del Romanticismo.

La storia chiara inizia senza presunzione e senza rumore, come si svolge silenziosamente la formazione di uno spirito in lotta e come il mondo in via di sviluppo sorge silenziosamente dall’interno. Quello che sta succedendo qui e quello che viene detto qui non è straordinario, e le figure che emergono per prime non sono né grandi né meravigliose: una vecchia intelligente che considera il vantaggio ovunque e parla per l’amante più ricco; una ragazza che può solo strapparsi dagli intrecci del pericoloso leader per darsi violentemente al suo amante; una gioventù pura che dedica il bel fuoco del suo primo amore a un’attrice. Intanto tutto sta lì davanti ai nostri occhi, ci attrae e ci parla. I contorni sono generali e leggeri, ma sono precisi, nitidi e sicuri. Il più piccolo movimento è significativo, ogni linea è un leggero accenno e tutto è sollevato da contrasti luminosi e vivaci. Non c’è niente qui che potrebbe accendere violentemente la passione, o contemporaneamente spazzare via con la forza la partecipazione. Ma i dipinti in movimento si attaccano come se fossero da soli nella mente che era dell’umore giusto per un godimento calmo. Quindi un paesaggio dal fascino semplice e poco appariscente, che un’illuminazione stranamente bella o uno stato d’animo meraviglioso hanno prestato ai nostri sentimenti un bagliore istantaneo di novità e unicità, rimane stranamente luminoso e indelebile nella memoria. Lo spirito si sente ovunque dolcemente toccato, silenziosamente e spesso stimolato dal racconto allegro. Senza conoscerli completamente, considera ancora queste persone come dei conoscenti prima ancora di conoscerli veramente o di chiedersi come ha fatto a conoscerli. È come lui come gli attori nel loro divertente viaggio sull’acqua con estranei. Pensa di averli visti perché sembrano persone e non come Hinz o Kunz. Devono questo aspetto non precisamente alla loro natura e alla loro formazione: perché solo con l’uno o con l’altro questo si avvicina alla generalità in modi diversi e in gradi diversi. È il modo di rappresentazione che fa sembrare allo stesso tempo anche il più limitato un essere del tutto indipendente per se stesso, e tuttavia solo un altro lato, un nuovo cambiamento nella natura umana generale, che è uno sotto tutte le trasformazioni, una piccola parte di il mondo infinito. Questa è precisamente la grande cosa in cui ogni persona istruita crede di poter solo ritrovare se stessa, mentre è innalzata molto al di sopra di se stessa; il che è proprio come se dovesse essere così, eppure molto più di quanto si possa chiedere.
Con un sorriso benevolo, l’allegro lettore segue i ricordi pieni di sentimento di Wilhelm degli spettacoli di marionette, che hanno deliziato il ragazzo curioso più di ogni altra delicatezza, quando ha disegnato in ogni dramma e immagine di ogni tipo come gli veniva in mente con la stessa pura sete con che il neonato riceve il dolce nutrimento dal seno della madre carezzevole.

La sua fede lo rende il bonario racconto per bambini di quel tempo, quando desiderava sempre vedere tutto ciò che era nuovo per lui e ciò che aveva visto, ora cercava di fare o imitare o si sforzava di essere importante, persino santo, il suo amore dipinge lei con i colori più belli, e la sua speranza dà loro il significato più lusinghiero. Sono proprio queste belle proprietà che formano il tessuto del suo pensiero preferito, per elevare le persone dal palcoscenico, per illuminarle e nobilitarle e per diventare il creatore di una nuova, più bella età sulla scena patriottica, per la quale la sua inclinazione infantile , intensificato dalla virtù e raddoppiato dall’amore si accende in fiamme luminose. Se la partecipazione a questi sentimenti e desideri non può essere esente da ansia, allora è, d’altra parte, non poco attraente e deliziosa, come Wilhelm in un piccolo viaggio in cui i suoi padri lo mandano per il primo tentativo, un’avventura del genere che si è realizzato seriamente e in modo buffo, incontri in cui vede il riflesso della propria impresa, certo non dipinta nel modo più vantaggioso, senza che ciò possa renderlo infedele al suo entusiasmo. Tuttavia, inosservata, la storia è diventata più vivace e appassionata, e nella calda notte in cui Wilhelm, credendosi così vicino a un legame eterno con la sua Mariane, è amorevolmente delirante per il suo appartamento, l’ardente desiderio di perdersi in se stesso sorge nel Il godimento dei propri toni sembra lenirli e rinfrescarli, al massimo, fino a quando il bagliore viene improvvisamente spento dalla triste certezza e dalla lettera bassa di Norberg, e l’intero bellissimo mondo dei pensieri del giovane amorevole viene distrutto in un colpo solo.

Il primo libro si chiude con questa aspra disapprovazione, la cui fine somiglia alla musica spirituale, dove le voci più varie, così come i tanti echi invitanti del nuovo mondo, le cui meraviglie devono dispiegarsi davanti a noi, cambiano rapidamente e violentemente; e il tocco tagliente può ravvivare la tensione irritata inizialmente meno, poi più del previsto, con l’aggiunta di impazienza, senza mai disturbare il più calmo godimento del presente, o anche i tratti più fini dell’addestramento secondario, il minimo cenno alla percezione si ritira che vuole comprendere ogni sguardo, ogni espressione dello spirito del poeta visibile attraverso l’opera.

Ma affinché non solo il sentimento si protenda verso un infinito vuoto, ma anche l’occhio possa calcolare sensualmente la distanza secondo un ampio punto di vista, e in una certa misura circoscrivere l’ampia visuale, sta lo straniero che è giustamente chiamato lo straniero . Solo e incomprensibile, come un fenomeno di un altro nobile mondo, che può essere tanto diverso dalla realtà che circonda Wilhelm quanto lo è dalla possibilità che sogna, serve come misura dell’altezza a cui dovrebbe salire ancora l’opera ; un’altezza in cui forse l’arte sarà una scienza e la vita un’arte.

La mente matura di quest’uomo istruito è separata, come da un grande divario, dall’immaginazione fiorente dell’amorevole giovinezza. Ma anche il passaggio dalla serenata di Wilhelm alla lettera di Norberg non è agevole, e il contrasto tra la sua poesia e l’ambiente prosaico, anzi basso, di Mariana è abbastanza forte. Come parte preparatoria dell’intera opera, il primo libro è una serie di mutate posizioni e contrasti pittorici, ognuno dei quali mostra il carattere di Wilhelm da un lato diverso, notevole, sotto una nuova luce più brillante; e le masse ei capitoli più piccoli, chiaramente separati, formano ciascuno più o meno un tutto pittorico per se stessi. Anche adesso vince tutta la benevolenza del lettore, al quale lui, come lui, dovunque cammini e stia, esprime in abbondanza di splendide parole i sentimenti più nobili. Tutto il suo fare ed essere consiste quasi nello sforzo, nel volere e nel sentire, e sebbene prevediamo che agirà come un uomo in ritardo o mai, la sua illimitata plasticità promette che uomini e donne renderanno la sua educazione un affare e un piacere e quindi, forse senza saperlo o volerlo, per stimolare in molti modi la ricettività morbida e versatile che dona alla sua mente una magia così alta, e per dispiegare in lui il pregio del mondo intero in un bellissimo quadro. Deve essere in grado di imparare ovunque e non mancherà mai di provare le tentazioni. Se un destino favorevole o un amico esperto con una grande visione ora gli sta accanto favorevolmente e lo guida verso la meta con ammonimenti e promesse, i suoi anni di apprendistato devono finire felicemente.

Il secondo libro inizia con la ripetizione musicale dei risultati del primo, comprimendoli in pochi punti e, per così dire, portandoli all’estremo. In primo luogo, il lento ma completo annientamento della poesia di Wilhelm, dei suoi sogni d’infanzia e del suo primo amore, è visto con attenta generalità di rappresentazione. Allora lo spirito, che con Wilhelmen è sprofondato in questa profondità, e con lui, per così dire, è diventato inattivo, viene rianimato e potentemente risvegliato per strapparsi dal vuoto, attraverso il ricordo più appassionato delle Isole Marianne, e attraverso i giovani l’elogio entusiastico dell’uomo alla poesia, che dimostra la realtà del suo sogno originale di poesia attraverso la sua bellezza, e ci trasporta nel passato più sospetto dei vecchi eroi e nel mondo ancora innocente dei poeti.

Ora segue il suo ingresso nel mondo, che non è né misurato né precipitoso, ma dolce e silenzioso come il libero passeggiare del piacere di chi, diviso tra malinconia e attesa, oscilla da ricordi dolorosamente dolci a desideri ancora più punitivi. Si apre una nuova scena e un nuovo mondo si diffonde in modo seducente davanti a noi. Tutto qui è strano, significativo, meraviglioso e avvolto nella magia segreta. Gli eventi ei personaggi si muovono più velocemente e ogni capitolo è come un nuovo atto, anche gli eventi che non sono in realtà insoliti fanno un’apparizione sorprendente. Ma questi sono solo gli elementi delle persone in cui lo spirito di questa massa dell’intero sistema è rivelato più chiaramente. Anche in loro si esprime quella presenza fresca, quel magico fluttuare tra avanti e indietro. Philine è il simbolo seducente della sensualità più leggera; Anche il mobile Laerte vive solo per il momento; e così che l’allegra compagnia è completa, il biondo Friedrich rappresenta una sana e vigorosa cattiveria. Tutto ciò che il ricordo e la malinconia e il rimorso hanno solo toccato, il vecchio respira e si lamenta come da una sconosciuta profondità senza fondo di dolore e ci prende con selvaggia malinconia. Il bambino santo, al cui aspetto la sorgente più intima dello strano lavoro sembra improvvisamente libero, suscita brividi ancora più dolci e, per così dire, un bellissimo orrore. Ogni tanto esce l’immagine di Mariana, come un sogno importante; improvvisamente lo strano straniero appare e scompare rapidamente come un fulmine. Anche le meline tornano, ma si trasformano, cioè completamente nella loro forma naturale. La goffa vanità della donna sensibile contrasta abbastanza piacevolmente con la leggerezza della graziosa peccatrice. In generale, la conferenza del Ritterstück ci offre uno sguardo profondo dietro le quinte della magia teatrale come in un mondo comico sullo sfondo. Il divertente e il commovente, il segreto e il seducente sono meravigliosamente intrecciati nel finale, e le voci che litigano suonano in modo lampante l’una accanto all’altra. Questa armonia di dissonanze è ancora più bella della musica con cui terminava il primo libro; è più delizioso e ancora più lacerante, è più travolgente e tuttavia è più prudente.

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