Lavoro: mettere la persona al centro

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

L’articolo 1 della Costituzione è noto: l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. I padri costituenti come intendevano il lavoro? La risposta si trova nella Costituzione stessa all’articolo 41, dove ci viene detto che l’attività economica «non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana».

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La casa di carta. A proposito di Chiesa e finanza: commento a «Oeconomicae et pecuniariae quaestiones»

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

I rapinatori benefattori

Come molti altri, mi sono visto anch’io in queste settimane La casa de papel (La casa di carta, in italiano), la serie tv trasmessa da Netflix che racconta del colpo alla Zecca spagnola da parte di  otto rapinatori che avevano l’obiettivo non di rubare ma di stampare qualche miliardo di euro. La mente della banda è “il professore” che in un confronto serrato con l’ispettrice Raquel Murillo così giustifica le ragioni del colpo: “Nel 2011 la Banca centrale europea ha creato dal nulla 171 mila milioni di euro; dal nulla, proprio come stiamo facendo noi. Però alla grande: 185 milioni nel 2012, 145 mila milioni nel 2013. Sai dove sono finiti tutti quei soldi? Alle banche! Direttamente dalla zecca ai più ricchi. Qualcuno ha detto che la Bce è una ladra? Iniezione di liquidità l’hanno chiamata. E l’hanno tirata fuori dal nulla, Raquel, dal nulla. Cos’è questa? Non è niente, Raquel, è carta, lo vedi? È carta! Io sto facendo un’iniezione di liquidità, ma non alla banca, la sto facendo qui nell’economia reale di questo gruppo di disgraziati, perché è quello che siamo, Raquel, per scappare da tutto questo. Tu non vuoi scappare?”

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I diamanti della Torah II: Ecco la challà, il pane sabbatico che non mangeremo mai

Dopo il successo della prima edizione, torna on line la web series I Diamanti della Torah. Nella seconda stagione il Rabbino Shalom Hazan con Fabio Perugia scaverà nell’anima dei precetti ebraici. La puntata è dedicata al precetto della Challà. Cos’è, in fondo, la challà?

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Detengono armi da fuoco, si sentono vittime

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

L’immagine messa online qualche giorno fa era stata pensata e costruita con cura e poi diffusa largamente tramite i social. Si vede una giovane donna da dietro, dai capelli lunghi, che indossa un vestito bianco grazioso, scarpe col tacco e una grossa arma da fuoco che pende dalla schiena. Si tratta della neo-laureata Kaitlin Bennett, che voleva fare un gesto politico per sottolineare il suo diritto, come cittadina americana, di portare le armi, in questo caso un ArmaLite AR-10. In una seconda foto, gira la testa per guardarci con uno sguardo un po’ da flirt e ci fa vedere il suo cappellino di laureata sul quale ha disegnato la sua arma preferita insieme alla frase «Vieni a prenderlo».

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Avere pietà dei bisognosi

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Chi offende il povero offende colui che l’ha fatto ma chi ha pietà del bisognoso, lo onora.

Pr 14, 31

La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino.

Fil 4, 5

Perché mai Dio prende le parti, così spesso, dei poveri?

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Le tre passioni di Paolo VI

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo.

In questi giorni Papa Francesco ha tenuto il concistoro pubblico durante il quale ha annunciato le date e i luoghi decisi per la canonizzazione di alcuni beati tra i quali Paolo VI e Oscar Arnulfo Romero (14 ottobre a Roma – ndr.). Monsignor Guido Mazzotta, decano della facoltà di Filosofia alla Pontificia Università Urbaniana, è stato relatore della causa per Giovan Battista Montini ed ha lavorato alla “positio” fin dal 1999. Ci riceve nella sua abitazione nel rione Monti, accanto alla chiesa dedicata alla Madonna, per approfondire la figura di questo grande Papa, a volte incompreso.

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Nativi Precari

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Molti dei giovani nati negli ultimi venti o trent’anni hanno visto e vissuto storie di disoccupazione, di precarietà, di instabilità. A partire da quelle vissute dai loro genitori o dai loro fratelli maggiori. Sono quelli che una recente ricerca delle Acli descrive come “nativi precari”, cioè giovani nati in famiglie nelle quali i genitori hanno perso stabilità lavorativa, reddituale, di status. Gianfranco Zucca, che ha curato questa ricerca assieme a un gruppo di ricercatori sociali, ha messo in luce alcuni aspetti interessanti. Qui ci limitiamo a citarne due e a fare un breve commento.

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