Achille Grandi, una memoria capace di futuro

Nella ricorrenza degli 80 anni dalla morte di Achille Grandi, il format Dialoghi dello spirito dedica la 40esima puntata al Padre Costituente e fondatore delle Acli: dialogano con Daniele Rocchetti la storica Mariangela Maraviglia, il giornalista e saggista Claudio Sardo, il Coordinatore nazionale dei Giovani delle ACLI, Simone Romagnoli e il Presidente Fondazione Achille Grandi, Antonio Russo.

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La gente semplice e i testi sacri tradotti in volgare. Un testo di Erasmo da Rotterdam

C’è chi non vuole che la gente semplice legga i testi sacri tradotti in volgare. Con costoro mi trovo in robusto dissenso: come se Cristo avesse insegnato cose così astruse da poter essere intese a malapena da tre o quattro teologi, o come se la tutela della religione cristiana consistesse nell’ignoranza della religione cristiana. I misteri dei re, quelli sì, sarà preferibile tenerli occulti; Cristo invece ha voluto che i suoi misteri avessero la massima diffusione.

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«L’oca e er cigno». Una poesia di Trilussa

Trilussa, pseudonimo di Carlo Alberto Camillo Salustri, (Roma, 26 ottobre 1871 – Roma, 21 dicembre 1950), è stato un poeta, scrittore e giornalista italiano. Trilussa in questa poesia prende in giro chi si lascia ingannare dalle apparenze e dalle mode. «Il giudizio degli altri non cambia la vera natura delle cose». L’Oca può essere considerata un cigno dal Critico, ma rimane comunque un’oca.

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«Disobbedite». Un post di Alberto Fois

Disobbedite quando vi chiedono di odiare qualcuno.
Quando vi dicono che un popolo vale più di un altro.
Quando vi dicono di dividere le persone tra italiani e stranieri anziché tra diseredati ed oppressi. Continua a leggere

«Elogio della mitezza». Un testo di Norberto Bobbio

La mitezza consiste “nel lasciar essere l’altro quello che è”. È il contrario della protervia e della prepotenza. Il mite non entra nel rapporto con gli altri con il proposito di gareggiare, di confliggere, e alla fine di vincere. Ma la mitezza non è remissività: mentre il remissivo rinuncia alla lotta per debolezza, per paura, per rassegnazione, il mite invece rifiuta la distruttiva gara della vita per un profondo distacco dai beni che accendono la cupidigia dei più, per mancanza di quella vanagloria che spinge gli uomini nella guerra di tutti contro tutti.

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Aree interne, Acli: territori strategici per il futuro sociale, economico e ambientale del paese

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

«Le aree interne sono una risorsa straordinaria, sono le radici più profonde del nostro Paese e possono dare nuovi frutti». Le parole pronunciate dal cardinale Matteo Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, al termine dell’incontro dei Vescovi delle aree interne, svoltosi a Benevento due giorni fa, richiamano una questione decisiva per il futuro dell’Italia. Spopolamento, invecchiamento della popolazione, progressiva riduzione dei servizi e partenza dei giovani non possono essere considerati processi inevitabili. Le ACLI condividono la prospettiva indicata dalla CEI: le aree interne non sono territori da accompagnare verso un declino ritenuto irreversibile, ma luoghi nei quali investire, valorizzando le risorse ambientali, economiche e culturali, i saperi locali e, soprattutto, il patrimonio di relazioni e di vita comunitaria che ancora custodiscono.

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«La preghiera come lotta». Un testo di p. David Maria Turoldo

Uno dei luoghi comuni più stolti e funesti è che la preghiera sia “alienazione”, fuga dal mondo, / “abdicazione delle proprie responsabilità” e via dicendo sciocchezze in proposito.

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«Giornalisti o pennivendoli?». Una testimonianza di Paolo Landi su don Lorenzo Milani e la scuola di Barbiana

(…) Leggevamo i reportage degli inviati dei diversi giornali sull’apartheid in Sud Africa o negli Stati Uniti, per capire la differenza tra la penna di un vero giornalista, che scava nella notizia per dare informazioni veritiere, e quella di coloro che davano informazioni banali, superficiali, demagogiche o preconfezionate da altri. Ci insegnava a distinguere il giornalista con la G maiuscola dal pennivendolo, cioè dal giornalista capace solo di riportare, come un babbeo, notizie e informazioni senza curarsi che fossero vere o false, distorte, o mera propaganda.
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«Come sacerdoti non possiamo assistere in silenzio … ». Lettera aperta a Roberto Vannacci

dalla pagina facebook Cristiani nella contemporaneità

Egregio Generale Vannacci,

Le scriviamo come sacerdoti, quotidianamente impegnati a servire il Vangelo, per esprimere il nostro profondo dissenso e sconcerto di fronte alle sue recenti dichiarazioni. Ci riferiamo, nello specifico, alla conferenza stampa tenutasi alla Camera dei Deputati nei giorni scorsi, per presentare le proposte politiche ed energetiche del movimento “Futuro Nazionale”, durante la quale Lei ha esplicitamente definito l’apostolo Paolo come un “camerata”, richiamando un fantomatico “principio economico paolino” che troverebbe fondamento sulle parole dell’apostolo delle genti: “chi non vuol lavorare neppure mangi”, per giustificare l‘abolizione o il forte ridimensionamento dei sussidi sociali.

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In difesa della “Gaudium et spes”

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Il seguente contributo prende le mosse da una breve riflessione di Enzo Bianchi, Dopo lo scisma, «bisogna andare avanti», pubblicata su Vita Pastorale, agosto-settembre 2026, dove l’autore liquida un po’ perentoriamente l’attualità della costituzione pastorale. La riflessione critica del teologo milanese Marco Vergottini prende spunto dalla pubblicazione: Al cuore del Concilio. Una ri-lettura teologico fondamentale, Queriniana 2026, che considera le quattro costituzioni: DV (F.G. Brambilla), SC (A. Grillo), LG (Vito Impellizzeri), GS (M. Vergottini).

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Agostino e la pace: tra Mancuso e Leone XIV

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

In data 28 luglio 2026 è apparso sul quotidiano La Stampa un articolo di Vito Mancuso dal titolo «Sì alla pace di Agostino e Kant, ma non disarmata» − dove con pacatezza l’autore intende dimostrare come «l’espressione di papa Leone sulla ‘pace disarmata e disarmante’ esprime un concetto problematico»; che se da un lato risulta «popolarmente efficace», dall’altro lato si allontana dalla stessa tradizione cattolica, «primo fra tutti Agostino».

Non è mio intento entrare nell’intero contenuto dell’articolo, condivisibile su molti aspetti, soprattutto sul dovere di uno Stato di difendere i suoi cittadini anche con il ricorso alle armi. Dunque non sul piano del realismo politico, ma sul piano teologico e in particolare sulla presunta discordanza di posizione tra papa Leone e Agostino desidero fare qualche considerazione critica.

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Assunzione. Brano dall’omelia di don Lorenzo Milani, 15 agosto 1954

Son 4 anni che è stato definito (il dogma dell’Assunzione, ndr) e il sindaco di Firenze scriveva in quell’occasione che la definizione di questo dogma dovrebbe rappresentare una rivoluzione totale per l’umanità.

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«Dialogo della Chiesa». Una poesia di p. David Maria Turoldo

E l’Abside dice
Io sono il confine della tenebra.

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Guccini, un ricordo

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Ogni percorso umano e ogni seria ricerca culturale (inclusa quella “musica leggera” che poi tanto leggera non è) va accolta per la coerenza intrinseca, verificando se viene da lontano ed è capace di andare al di là di mode e convenienze; non è molto felice, ad esempio, l’espressione “cantautori di Dio” messa in giro da qualcuno; soprattutto se la patente rischia di esser rilasciata senza valutare adeguatamente la consistenza musicale, la poetica dei testi, lo spessore culturale dei messaggi.

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La cattedra dei piccoli e dei poveri. 4. La Parola che illumina tutto. Testi di p. Pio Parisi

Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non c’è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e coperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo render conto.

Ebr. 4,12-13

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«Condizionamenti». Un testo di Günther Anders

Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna essere violenti. I metodi del genere di Hitler sono superati. Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l’idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più alla mente degli uomini. L’ideale sarebbe quello di formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate.

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Enrique Angelelli, il vescovo assassinato 50 anni fa

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

A La Rioja (Argentina) lo scorso primo agosto una folla di migliaia di persone ha celebrato la memoria del martirio di mons. Enrique Angelelli (1923-1976) assieme agli altri tre beati: Carlos de Dios Murias, Gabriel Longueville e Wenceslao Pedernera. Presiedeva la celebrazione mons. Marcelo Colombo, vescovo di Mendoza e presidente della Conferenza episcopale argentina, accanto al vescovo di La Rioja, mons. Dante Braida. In quella sede si è rinnovata la richiesta della canonizzazione dei quattro martiri. In occasione dei 50 anni dall’assassinio di Angelelli (4 agosto), beatificato nel 2019, Francesco Strazzari ne illumina la figura di pastore e testimone.

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«La voce della “Coscenza”». Una poesia di Gianni Rodari

Conosco un signore
di Monza o di Cosenza
che si vanta di dar retta
alla voce della coscenza.

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I protestanti e i dogmi

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Ci sono delle domande, delle curiosità sul protestantesimo che periodicamente ritornano nelle conversazioni, nelle mail che riceviamo in redazione, nelle telefonate. Una di queste domande ricorrenti è la seguente: “Caro pastore, anche i protestanti hanno i dogmi, riconoscono i dogmi?”

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