I confini del Paradiso

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Le identità religiose e culturali non nascono nel vuoto, questo è chiaro. Come le vite individuali, anch’esse si radicano in un territorio. E’ naturale. Poi però dalle radici spuntano paletti, ed è a questo punto che esplodono i problemi.

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La storia della religione Bahá’í in Germania. Intervista a Gisbert Schaal a cura di Tudor Petcu

Nell’intervista a Gisbert Schaal a cura di Tudor Petcu si parla di religione Bahá’í in Germania. La religione Bahai conta 7 milioni di fedeli sparsi in duecento paesi del mondo. Gli aderenti a questa fede sono chiamati Bahà’ì. E’ una fede abramitica monoteista, nata in Iran durante la seconda metà del XIX secolo in seno all’islamismo, i cui fedeli seguono gli insegnamenti del fondatore Bahà’Ullàh (1817-1892). Tale religione sottolinea l’unione spirituale di tutta l’umanità.

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Profumata pazienza

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Gelido mattino di febbraio a Damasco. Alle spalle del Museo Nazionale m’imbatto in un uomo vecchio e piagato, seduto a terra sul nudo marciapiede, tra le gambe incrociate un sacco di tela grezza pieno di saponette di fabbricazione artigianale. “Ya sabr Ayyub” mi viene da dirgli chinandomi a sceglierne tre: Pazienza di Giobbe! Fin lì ce l’hanno portato, e da lì non se ne andrà da solo, questo è sicuro, ma a parlarci si riceve l’impressione di una personalità forte, padrona di sé, sapiente del vivere. “Jamil huwa al-sabr”, bella è la pazienza, mi risponde sorridendo tra i denti che gli rimangono. Ecco, ho compreso qual è il suo segreto.
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Forza (e debolezza) di una prodigiosa memoria

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Appena fuori da al-Azhar m’imbatto in un gruppo di ragazzini freschi come rose nell’afa spaventosa del Cairo. Sono appena usciti dalla loro scuola coranica, dove hanno trascorso il pomeriggio a mandare a memoria versetti su versetti. Un esercizio della testa che sembra averli riempiti di un’energia e allegria incontenibili. Uno di loro mi spiega compìto e in un arabo perfetto (lo studio del Corano contribuisce potentemente a radicare la lingua letteraria in tutti gli strati sociali) che il Libro è stampato nei cuori e solo secondariamente sulla carta. Dagli inizi dell’islam ogni generazione di musulmani ha dunque il sacro dovere di apprendere il testo sacro e tramandarlo oralmente a quella successiva. Tra loro, mi dicono, c’è chi sa già due terzi del Corano, altri la metà o poco meno, tutti vogliono arrivare a poterlo recitare integralmente. La cosa mi stupisce e aumenta in me l’imbarazzo per la figuraccia di qualche giorno prima.

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Perché Steve Bannon vuole una Chiesa Cattolica diversa da quella di Francesco?

da Aleteia.org, Rete Globale Cattolica.

Non è facile seguire le dinamiche ecclesiali per come esse si diramano e si intrecciano in giro per il mondo, la Chiesa americana poi è – per dimensioni e importanza – già di suo un mondo a sé: essere il cattolicesimo nel paese più potente del mondo cambia il modo di percepirsi e di percepire il mondo circostante. Nell’era della presidenza Trump, preparata ideologicamente dallo spostamento radicale provocato dal cosiddetto Tea Party nel partito Repubblicano, il ruolo di kingmaker lo ha svolto Steve Bannon.

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