“I segni della nostra Pasqua”, di don Primo Mazzolari

Don Primo Mazzolari (1890-1959): parroco, predicatore, conferenziere, scrittore, giornalista e polemista. In tutto e soprattutto, sempre: Sacerdote, uomo di Dio. Non ci sono schemi in cui possa essere racchiusa la sua opera, perché il suo metodo era l’amore, un amore senza misura. Nella sua vita don Primo aveva in realtà avvertito il Cristo e lo aveva fatto avvertire, oltre che nel mistero dell’Eucaristia, nella stessa presenza dei poveri: il tesoro come egli diceva della sua parrocchia. Aveva qualcosa del profeta che parla senza preoccuparsi dei rischi personali che la sua parola gli può far correre. Autentico scrittore sa interessare, conquistare, convincere; sa stabilire una giusta sintesi tra il passato e il nuovo, tra la cultura e la vita, rimanendo ancorato a sicuri principi che danno il senso esatto della situazione.

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«Fraternità, sviluppo economico e società civile». Commento della COREIS al terzo capitolo della “Caritas in veritate”

da Coreis.it, il sito della COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana), una comunità islamica nel cuore dell’occidente.

Nel 2006 il World Economic Forum ha invitato il Vice Presidente della COREIS Yahya Pallavicini a partecipare alla piattaforma C-100 West-Islamic Dialogue in preparazione all’incontro mondiale annuale con i protagonisti del mondo politico, economico, finanziario e commerciale a Davos e al successivo incontro sul Medio Oriente a Sharm el Sheikh in Egitto. Da questi incontri si è costituito un nuovo gruppo di lavoro della COREIS che ha elaborato un commento al terzo capitolo “Fraternità, Sviluppo Economico e Società Civile” dell’enciclica di Papa Benedetto XVI “Caritas in Veritate”.

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Il Vangelo per sentito dire

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Il Vangelo per sentito dire. Non si può che definire così l’uscita di Lorenzo Fontana, il ministro per le politiche della famiglia, che a Pisa due giorni fa ha giustificato la politica sovranista – «prima gli italiani» – del suo partito con l’insegnamento di Gesù. Sui migranti, ha affermato Fontana, “ci dicono che [noi leghisti] siamo cattivi cristiani. Però bisognerebbe anche guardare un po’ il catechismo. C’è un passaggio da tener conto: “ama il prossimo tuo”, cioè quello in tua prossimità. Quindi, prima di tutto cerchiamo di far star bene le nostre comunità».

Il ministro associa la parola “prossimo” alla parola “prossimità”, suggerendo che il mio prossimo è quello che mi sta e mi è più vicino. Una interpretazione ap-prossima-tiva, se vogliamo continuare con le assonanze, buona per chi si accontenta del Vangelo per sentito dire, ma non ha intenzione di leggere le Scritture.

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La Presentazione di Gesù al Tempio, di Aleksandr M. Kopirovskij

Lo incontrano il vecchio sacerdote Simeone e la profetessa Anna  – si sottolinea il riconoscimento da parte di Simeone del Salvatore del mondo in Cristo Bambino, dopo di che Simeone chiede di poter morire in pace (Luca 2:21-32).

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“Il Signore prese l’uomo e lo pose nel giardino dell’Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gen. 2, 15)

da Ortodossia.it, sito ufficiale della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta.

Il primo uomo decaduto, Adamo, secondo la sacra Scrittura, non possiede più il discernimento morale che aveva quando era innocente, prima della sua caduta, a causa del suo comportamento, che era stato un attentato alla sovranità di Dio, una rivolta manifestatasi con la trasgressione di un precetto posto da Dio all’uomo.

La rivolta del primo uomo, con la trasgressione del precetto divino, il peccato che merita la morte: “quando ne mangiassi, certamente moriresti” (Gen. 2, 17), tutta la sua condotta è contraria alla volontà di Dio, al suo ordine riguardo il creato: “Il Signore dio prese l’uomo e lo pose nel giardino dell’Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gen. 2, 15).

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Beato colui che sa resistere. Il fascismo non è solo quello di Mussolini. La vicenda delle Aquile Randagie e di don Giovanni Barbareschi

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Per Davide, il mio secondo figlio, la veglia di Natale in Val Codera, è un appuntamento obbligatorio. Lui e don Roberto Pennati mi hanno spiegato che la Val Codera è una valle secondaria della Valchiavenna. Pochi borghi, compresi interamente nel Comune di Novate Mezzola, in provincia di Sondrio. Un giorno o l’altro dovrò decidermi a salire. Qui, tra il 1944 e il 1945, lo scoutismo italiano – sciolto per decreto dal fascismo una quindicina di anni prima – ha scritto una delle sue pagine più gloriose.

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