Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium. 4) La memoria e il futuro di SC: la Riforma liturgica. Dopo 50 anni, a che punto siamo?

Sacrosanctum Concilium 4 don Simone Piani don Nicholas NegriniA partire dal 2012-2013, in occasione del cinquantesimo del Concilio Vaticano II, alcune associazioni laicali della Diocesi di Como (Azione cattolica, MASCI, Gruppo Ascolto), su invito delle ACLI, hanno aderito alla proposta di approfondimento di contenuti, implicazioni e ricadute del Concilio stesso. L’esigenza di non lasciare passare invano questa ricorrenza, ha guidato, prima, verso la programmazione di questa iniziativa comune e poi al coinvolgimento della Diocesi di Como. Le associazioni laicali si sono così proposte come fermento per la chiesa locale.

Il progetto, la sua verifica e l’elaborazione che è conseguita, sono nati infatti dalla presa di coscienza della necessità di una maggiore corresponsabilità da mettere in atto nella vita della Chiesa, biunivocamente correlata alla fisionomia della Chiesa stessa da realizzare in questo tempo.

Quì sotto è scaricabile il pdf con l’incontro tenuto da don Simone Piani e don Nicholas Negrini:

Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium. 4) La memoria e il futuro di SC: la Riforma liturgica. Dopo 50 anni, a che punto siamo?

Tutto è quindi iniziato da qui. La direzione, lo scopo, è quello appunto di far crescere ogni giorno più la vita cristiana tra i fedeli. La riforma liturgica, il movimento liturgico non sono qualcosa che è consegnato al passato e di cui siamo più o meno testimoni, ma ne siamo parte: noi siamo riforma liturgica, noi siamo movimento liturgico, anche se in modo diverso da chi ha preso parte a tutto quel movimento titanico che ha messo mano, ad esempio, alla revisione dei libri liturgici. La storia della Chiesa non procede per salti, per interruzioni, ma per acquisizioni, per accumulo, quindi l’orizzonte di fondo è ancora questo: colmare ogni separazione tra navata e presbiterio (come afferma il Movimento liturgico), e far crescere ogni giorno più la vita cristiana tra i fedeli (Sacrosanctum Concilium). Quindi la liturgia è il luogo della crescita della vita cristiana.

don Simone Piani

L’uomo canta perché è fatto per cantare: abbiamo un corpo che è capace di molto di più di quello per cui lo usiamo, ad esempio abbiamo polmoni che usiamo pochissimo; siamo uno strumento fatto per produrre suoni.

Inoltre pensiamo che si può comunicare con tanti linguaggi: verbalmente – e si ricorda il 7% di quanto ascoltato -; cantando si sale al 37% perché la capacità di colpire l’ascoltatore è molto maggiore; questo lo sapevano bene gli antichi: pensiamo a Sant’Agostino e ad altri padri, che chiedevano alle loro comunità di cantare il salmo, così che esso rimanesse per loro memoria viva per tutta la settimana.

Cantare è un codice comunicativo che va molto aldilà di qualsiasi altro codice.

Il canto poi, se si canta quando ci si trova insieme, è espressione di comunità.

don Nicholas Negrini

L’approfondimento si declina in forma di percorso che, prendendo le mosse dalla Dei Verbum, approfondirà le quattro costituzioni conciliari (Dei Verbum, Sacrosanctum Concilium, Lumen Gentium, Gaudium et Spes) attraverso lettura dei testi, lezioni frontali svolte da esperti, momenti di confronto assembleare, attività laboratoriali, studio e riflessione personale. Dall’approfondimento dei documenti conciliari (prima fondamentale fase) emergeranno le ragioni/questioni che dovranno trovare la loro verifica e attualizzazione (seconda necessaria fase) poiché non solo il mutato contesto (storico, culturale, sociale, politico, economico) esige tale aggiornamento, ma soprattutto perché le intuizioni formidabili del concilio trovino sempre più pratica e diffusa attuazione.

Nel 2014 si è affrontato il secondo ciclo di incontri di approfondimento sul Concilio Vaticano II. Dopo l’interessante percorso del 2013 alla scoperta della Costituzione dogmatica “Dei Verbum” sulla rivelazione, si è analizzato il testo base sulla liturgia, che dopo decenni è tornata al centro delle attenzioni della Chiesa cattolica. La CEI osserva come “nonostante i tantissimi benefici apportati dalla riforma liturgica del Concilio Vaticano II, spesso uno dei problemi più difficili oggi è proprio la trasmissione del vero senso della liturgia cristiana”.

Il percorso ha avuto il seguente svolgimento:

  • lunedì 10 febbraio ore 21:00 don Rinaldo Valpolini Alle radici della SC: il Movimento liturgico
  • sabato 22 febbraio ore 16:00 La Messa della Domenica: celebrazione settimanale della Pasqua (SC cap.2 Il mistero eucaristico)
  • lunedì 10 marzo ore 21:00 don Maurizio Mosconi La liturgia come santificazione e come culto: dono di Dio e risposta dell’uomo (SC 5 e 6)
  • sabato 22 marzo ore 16:00 L’adattamento in lingua italiana del rito del Matrimonio (2004) – (SC cap.3 Gli altri sacramenti)
  • lunedì 5 maggio ore 21:00 don Maurizio Mosconi La “sacramentalità”: la santificazione e il culto “per mezzo di segni sensibili” (SC 7)
  • sabato 17 maggio ore 16:00 L’antropologia del rito cristiano: parole e gesti; tempi e luoghi della celebrazione (SC cap.4 L’Ufficio divino; SC cap.5 L’Anno liturgico; SC cap.6 Musica sacra; SC cap.7 Arte sacra)
  • lunedì 9 giugno ore 21:00 don Simone Piani La memoria e il futuro di SC: la Riforma liturgica. Dopo 50 anni, a che punto siamo?
  • sabato 21 giugno ore 16:00 L’adattamento in lingua italiana del rito delle Esequie (2011) – (SC cap.3: I sacramentali)

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