La casa di carta. A proposito di Chiesa e finanza: commento a «Oeconomicae et pecuniariae quaestiones»

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

I rapinatori benefattori

Come molti altri, mi sono visto anch’io in queste settimane La casa de papel (La casa di carta, in italiano), la serie tv trasmessa da Netflix che racconta del colpo alla Zecca spagnola da parte di  otto rapinatori che avevano l’obiettivo non di rubare ma di stampare qualche miliardo di euro. La mente della banda è “il professore” che in un confronto serrato con l’ispettrice Raquel Murillo così giustifica le ragioni del colpo: “Nel 2011 la Banca centrale europea ha creato dal nulla 171 mila milioni di euro; dal nulla, proprio come stiamo facendo noi. Però alla grande: 185 milioni nel 2012, 145 mila milioni nel 2013. Sai dove sono finiti tutti quei soldi? Alle banche! Direttamente dalla zecca ai più ricchi. Qualcuno ha detto che la Bce è una ladra? Iniezione di liquidità l’hanno chiamata. E l’hanno tirata fuori dal nulla, Raquel, dal nulla. Cos’è questa? Non è niente, Raquel, è carta, lo vedi? È carta! Io sto facendo un’iniezione di liquidità, ma non alla banca, la sto facendo qui nell’economia reale di questo gruppo di disgraziati, perché è quello che siamo, Raquel, per scappare da tutto questo. Tu non vuoi scappare?”

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Detengono armi da fuoco, si sentono vittime

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

L’immagine messa online qualche giorno fa era stata pensata e costruita con cura e poi diffusa largamente tramite i social. Si vede una giovane donna da dietro, dai capelli lunghi, che indossa un vestito bianco grazioso, scarpe col tacco e una grossa arma da fuoco che pende dalla schiena. Si tratta della neo-laureata Kaitlin Bennett, che voleva fare un gesto politico per sottolineare il suo diritto, come cittadina americana, di portare le armi, in questo caso un ArmaLite AR-10. In una seconda foto, gira la testa per guardarci con uno sguardo un po’ da flirt e ci fa vedere il suo cappellino di laureata sul quale ha disegnato la sua arma preferita insieme alla frase «Vieni a prenderlo».

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Avere pietà dei bisognosi

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Chi offende il povero offende colui che l’ha fatto ma chi ha pietà del bisognoso, lo onora.

Pr 14, 31

La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino.

Fil 4, 5

Perché mai Dio prende le parti, così spesso, dei poveri?

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Israele-Palestina. Le dichiarazioni delle Chiese dopo le vittime al confine con Gaza e l’apertura dell’ambasciata USA a Gerusalemme

Pubblichiamo le dichiarazioni dell’Assemblea degli Ordinari cattolici della Terra Santa, quelle delle principali sigle luterane mondiali e quelle del Consiglio nazionale delle chiese statunitensi sulle violenze di questi giorni.

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I nonni dell’arcobaleno

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Sono cresciuto nell’ingenua convinzione che il razzismo fosse una cosa morta e sepolta, roba da libri di storia, traccia letteraria di tragedie passate, anche se da poco. Insomma un argomento da tenere a mente il tempo necessario per passare l’interrogazione, ma senza nessuna attinenza con la (allora) giovane vita della mia generazione. Cose da vecchi, “di una volta”. Una conferma mi venne da Luigi Luca Cavalli-Sforza, lo scienziato di fama internazionale che tanto ha scritto per mostrare, dal punto di vista strettamente genetico, l’esistenza di una sola razza umana. Quindi nessuna base scientifica per il razzismo: tutti gli elementi che sono serviti a costruire teorie razziali, come il colore della pelle e altri prominenti tratti somatici, non sono che l’effetto di adattamenti climatici. La nuova eruzione di sentimenti razzisti, così dilaganti e virulenti, mi ha quindi dapprima solo stupito. Poi spaventato.

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