Porti chiusi alle armi, non alle persone

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Sui nostri giornali se ne è parlato davvero troppo poco. Il 21 maggio scorso dal porto di Genova la navecargo dell’Arabia Saudita – Bahri Yanbu – che avrebbe dovuto caricare materiale bellico di produzione francese e italiana è partita senza essere riuscita a portare armi a bordo. È il risultato di una mobilitazione a livello europeo e soprattutto allo sciopero indetto dai lavoratori portuali – sostenuti dai sindacati – che si sono rifiutati di trasferire il carico.

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Legge ebraica e donazione di organi: salvaguardia della vita al centro

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Il principio della salvaguardia della vita umana come valore assoluto è uno dei fondamenti della tradizione ebraica. Il tema della donazioni di organi è in questa prospettiva uno degli ambiti più delicati, dove si vanno a esplorare gli interrogativi più profondi legati alla concezione della vita e della morte tra etica, Halakhah (legge ebraica) e scienza medica.

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Il voto, la messa e la fabbrica

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

L’operaio del nord Italia iscritto alla Cgil che vota Lega e va a messa la domenica: è l’immagine che Nando Pagnoncelli ha usato per spiegare una componente del recente voto di maggio, in un’intervista a Famiglia Cristiana.

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Rappresentare il lavoro, ricostruire ragioni d’unità

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

In questi giorni si ricorda il Patto di Roma, firmato in una “città aperta” il 9 giugno 1944 ma antedatato al 3 per ricordare l’ultimo giorno di vita di Bruno Buozzi, ucciso dai nazisti ormai in fuga. Il Patto precede e sostiene politicamente il successivo compromesso costituzionale tra le tre grandi componenti della Resistenza italiana: la socialista di Buozzi, la comunista di Giuseppe Di Vittorio, la cristiano-democratica di Achille Grandi. Potremmo dire che il Patto è il padre putativo della Costituzione della Repubblica. Che indicazioni possiamo trarne per l’oggi? Cosa dire a distanza di 75 anni? Limitiamoci ad un paio di considerazioni.

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Rapporto sullo stato sociale, Rossini: emergenza minori

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

“Il welfare non può essere solo un’erogazione di bonus – dichiara Roberto Rossini, Presidente nazionale delle Acli – Facciamo nostro il richiamo del presidente Mattarella a commento della presentazione della XIII edizione del rapporto sullo stato sociale, per sottolineare che la povertà e l’emarginazione si combattono con interventi multidimensionali, effettuati da più soggetti istituzionali e sociali”.

La proposta delle ACLI: Riequilibrare il Reddito di Cittadinanza

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Frode (lettura popolare della Bibbia)

da Profeziaeliberazione.blogspot.com, Profezia e Liberazione “L’uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà” (GS 17).

Ci sono situazioni in cui promuovere il bene comune diventa un peso opprimente, ad esempio quando viene il momento di pagare le tasse. Da sempre infatti il contributo economico alla collettività, reso attraverso il sistema fiscale o in obbedienza a prescrizioni etiche, magari motivate religiosamente, che impongono ai più abbienti di soccorrere i più indigenti (è il caso del dovere di elemosina che accomuna tante religioni), è avvertito come un’ingerenza, come una mano altrui indebitamente infilata nel proprio portafogli. Perché condividere con estranei un guadagno frutto del proprio lavoro, del proprio commercio, della propria attività artigianale, professionale, imprenditoriale? Perché ci deve essere una collettività, civile o religiosa, che impone in qualche modo di contribuire a un bene comune che si finisce per percepire sempre per l’altrui vantaggio e mai per il proprio? Per questo da sempre si studia come “evadere” tale “obbligo”.

Siamo soliti definire questo tentativo con la categoria della frode, che è utilizzata anche per l’inganno ai danni della propria controparte in affari: ad esempio quando si consegna all’acquirente una cosa diversa, per qualità o quantità, da quella pattuita, o si dichiara il falso rispetto all’origine e alla qualità di ciò che si vuol vendere. Il tutto con un solo scopo: guadagnare, avere di più, naturalmente a spese di qualcun altro.

Così, condanniamo senz’altro la disonestà di questi comportamenti, ma tendiamo talvolta a giustificarne le motivazioni. Per evitare questa ambivalenza, l’ebraico medioevale propone le parole geneivat da’at per indicare la “frode”. Tale interessante espressione può essere tradotta con latrocinio della mente, della conoscenza. Non nel senso di furto di quella che oggi chiameremmo proprietà intellettuale, ma di raggiro della buona fede e della conoscenza reciproca. Nel parlare di frode si fa cioè riferimento alla manipolazione della relazione interpersonale a proprio vantaggio: per questo la geneivat da’at è considerata dai rabbini il peggior caso di furto possibile, perché afferisce alla persona più che ai beni. Il valore alla base dell’interpretazione e della condanna della frode è quello relazionale (in senso sociale e religioso) ben più che il riferimento al rispetto della norma. Questa visione trova le sue radici nella Bibbia.

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Nazione, Stato, Stato Nazione

da Pass.va, Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

Sessione Plenaria 1-3 maggio 2019 | Nota concettuale – Oggi il mondo si trova ad affrontare la crescente minaccia di una rinascita nazionalista, la cui ideologia esclusivista porta inevitabilmente al rifiuto reciproco e a una conflittualità continua. Eppure la storia stessa dell’umanità ci insegna che, quando le nazioni mettono in comune le proprie potenzialità, esse possono coesistere, cooperare e perfino prosperare insieme.

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