Immoralità della guerra USA in Iran

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Nelle ultime settimane negli Stati Uniti si è svolto un dibattito vivace e acceso sulla moralità dell’avvio e del proseguimento della guerra contro l’Iran.

La dottrina morale cattolica è stata al centro di questo dialogo nazionale, e le dichiarazioni di papa Leone XIV sulla guerra con l’Iran sono state accolte con favore da molti cattolici, reinterpretate da alcuni e totalmente respinte da altri.

Poiché la guerra è una questione altamente delicata nella nostra società polarizzata, è particolarmente importante che la dottrina cattolica sia chiara e ben compresa mentre cerchiamo di avanzare verso la pace.

Per questo motivo, è essenziale identificare e respingere tre principali distorsioni della dottrina cattolica su guerra e pace che si sono insinuate nel nostro dibattito nazionale.

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«La madre del partigiano». Una poesia di Gianni Rodari

Sulla neve bianca bianca
c’è una macchia color vermiglio;
è il sangue, il sangue di mio figlio,
morto per la libertà.

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Bonhoeffer e la stupidità: perché il nemico più pericoloso del bene non è il male

da Chiesaluterana.it, il sito della Chiesa Evangelica Luterana in Italia.

Quando la vita diventa precaria

Alla fine del 1942, nella Germania nazista, Dietrich Bonhoeffer scrisse un saggio breve destinato a una cerchia ristretta di amici. Si intitolava “Dopo dieci anni” (“Nach zehn Jahren”) — un bilancio privato, filosofico e teologico, composto da capitoli brevissimi: “Senza terra sotto i piedi”, “Che cosa resiste?”, “Coraggio civile”, e poi quello che ci riguarda qui: “Della stupidità”.

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Il consumatore “difettoso”. Un testo di Zygmunt Bauman

I poveri di oggi (e cioè coloro che costituiscono un “problema” per gli altri) sono prima di tutto e soprattutto dei “non consumatori”, più che dei “disoccupati”. Essi vengono definiti innanzi tutto dal fatto di essere consumatori difettosi: infatti, il più basilare dei doveri sociali cui vengono meno è il dovere di essere acquirenti attivi ed efficaci dei beni e servizi offerti dal mercato. […]

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«Non ci sarà pace … ». Una poesia di p. David Maria Turoldo

Non ci sarà pace sul pianeta finché non ci sarà pace in Gerusalemme!

card. Carlo Maria Martini

Perdonami se ora vien meno l’amore
d’un tempo, e tentazione mi assale
di sdegnato ripudio, Israele.

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«Fermatevi! È il tempo della pace!». La riflessione di Papa Leone XIV alla Veglia di preghiera per la pace

Cari fratelli e sorelle,

la vostra preghiera è espressione di quella fede che, secondo la parola di Gesù, sposta le montagne (cfr Mt 17,20). Grazie per avere accolto questo invito, radunandovi qui, presso la tomba di San Pietro, e in tanti altri luoghi del mondo a invocare la pace. La guerra divide, la speranza unisce. La prepotenza calpesta, l’amore solleva. L’idolatria acceca, il Dio vivente illumina. Basta un poco di fede, una briciola di fede, carissimi, per affrontare insieme, come umanità e con umanità, quest’ora drammatica della storia. La preghiera, infatti, non è rifugio per sottrarci alle nostre responsabilità, non è anestetico per evitare il dolore che tanta ingiustizia scatena. È invece la più gratuita, universale e dirompente risposta alla morte: siamo un popolo che già risorge! In ognuno di noi, in ogni essere umano, il Maestro interiore insegna infatti la pace, sospinge all’incontro, ispira l’invocazione. Alziamo allora lo sguardo! Rialziamoci dalle macerie! Niente ci può chiudere in un destino già scritto, nemmeno in questo mondo in cui sembrano non bastare i sepolcri, perché si continua a crocifiggere, ad annientare la vita, senza diritto e senza pietà.

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Conoscenza e saggezza. Una riflessione di Isaac Asimov

The saddest aspect of life right now is that science gathers knowledge faster than society gathers wisdom.

L’aspetto più triste della vita attuale è che la scienza raccoglie conoscenza più velocemente di quanto la società raccolga saggezza.

Isaac Asimov

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La teologia della prosperità: Il Dio del Bancomat e lo Scandalo della Croce

Un uomo nudo, sospeso tra terra e cielo su due travi di legno grezzo, esala l’ultimo respiro mentre i soldati si giocano a dadi l’unica cosa che possiede: una tunica usata. Questa è l’immagine plastica del Vangelo. Eppure, se oggi entrassimo in una megachurch di Houston o seguissimo i post della “Faith Office” alla Casa Bianca, vedremmo sfilare jet privati, Rolex d’oro e la promessa che, se il tuo conto in banca piange, è perché la tua fede è anemica. Benvenuti nell’era della Teologia della Prosperità , dove Dio è stato promosso da Padre a consulente finanziario d’assalto.

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«Dilemmi d’Europa». Giovanni Bianchi. Eremo e Metropoli, gli eBook gratuiti editi dai Circoli Dossetti

da Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli.

“Urge un grado superiore di ordinamento internazionale”. È frase, non sufficientemente sottolineata, del discorso del Papa Polacco per la giornata della pace del primo gennaio 2004. Urge. Ma che c’è dietro? Ritardi, tradizioni, aporie, tentativi e sperimentazioni. Il quadro è monsonico, non privo di indicazioni. Nulla è casuale.

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Lettera ai mercanti della morte. Lettera aperta ai responsabili della nuova spirale di violenza che avvolge l’umanità. Del card. Domenico Battaglia

Ai mercanti della morte,
a voi che fate affari con il sangue degli uomini,
a voi che contate i profitti mentre le madri contano i figli,
a voi che chiamate “strategia” ciò che il Vangelo chiama scandalo,
rivolgo parole che non nascono dalla diplomazia, ma dalla ferita.

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Remigrazione e riconquista. Il commento del vescovo Giovanni Nerbini sulla manifestazione nazionale in programma a Prato

Il vescovo di Prato Giovanni Nerbini interviene con un commento sulla manifestazione nazionale «Remigrazione e Riconquista» in programma per sabato 7 marzo 2026, a Prato (da Diocesiprato.it) 

Parole come «remigrazione» e «riconquista» suscitano una certa inquietudine. Ho letto con attenzione le proposte contenute nel manifesto politico che è alla base della manifestazione nazionale in programma domani, sabato 7 marzo, a Prato. Si vuole introdurre l’istituto della remigrazione con l’obiettivo di recuperare sovranità e identità nazionali, alla base c’è dunque un chiaro intento di autodifesa, di concezione di un mondo fermo, statico, nel quale i flussi migratori vanno ostacolati e osteggiati. Il termine «riconquista», indicato esplicitamente tra i temi della mobilitazione convocata nella nostra città, è sintomo di una mentalità non solo chiusa ma dichiaratamente xenofoba.

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«Come polli d’allevamento». Un testo di Pier Paolo Pasolini

Da “Scritti Corsari” di Pier Paolo Pasolini [L’articolo completo era apparso sul “Corriere della Sera” il 10 marzo 1975 con il titolo “Non aver paura di avere un cuore”].

Non possiamo più usare contro di esso [il potere] gli argomenti – a cui ci eravamo tanto abituati e quasi affezionati – che tanto abbiamo adoperato contro il potere clerico-fascista, contro il potere repressivo.

Il nuovo potere consumistico e permissivo si è valso proprio delle nostre conquiste mentali di laici, di illuministi, di razionalisti, per costruire la propria impalcatura di falso laicismo, di falso illuminismo, di falsa razionalità. Si è valso delle nostre sconsacrazioni per liberarsi di un passato che, con tutte le sue atroci e idiote consacrazioni, non gli serviva più.

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Piemonte istituisce la Giornata della memoria delle regie patenti

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Il Piemonte istituisce la Giornata regionale della memoria delle regie patenti. Lo ha deciso il Consiglio regionale, approvando all’unanimità la legge che la istituisce: sarà celebrata il 17 febbraio di ogni anno. Come racconta l’agenzia Ansa, il provvedimento, presentato dalla consigliera Pd Monica Canalis, prevede che nell’anniversario della firma da parte di Carlo Alberto delle Regie lettere patenti che hanno posto fine a secoli di discriminazione e di persecuzione riconoscendo i diritti civili e la cittadinanza alle persone appartenenti alla minoranza religiosa valdese, e il 29 marzo 1848 a quella ebraica, la Regione promuova una serie di iniziative.

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«Figli dell’epoca». Una poesia di Wislawa Szymborska

Siamo figli dell’epoca,
l’epoca è politica.

Tutte le tue, nostre, vostre
faccende diurne, notturne
sono faccende politiche.

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Le comunità virtuali. Un testo di Zygmunt Bauman

Le comunità virtuali che hanno sostituto quelle naturali, creano solo l’illusione di intimità e una finzione di comunità.

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In quali mani è la pace nelle Americhe?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

l 3 gennaio 2026 l’America Latina è stata scossa dalla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores da parte dei reparti speciali statunitensi. Non è semplice comprendere la portata di quanto è accaduto: si è trattata di un’azione legittima per la liberazione di un popolo oppresso oppure di un’aperta violazione del diritto internazionale? Il Venezuela e l’America Latina vivranno meglio o peggio dopo questo evento? Per avere qualche strumento di comprensione in più, pur senza la pretesa di essere obiettivi ed esaustivi, abbiamo chiesto qualche commento a Mariella Tapella (che Vino Nuovo aveva già intervistato qui), missionaria laica di Pax Christi che dal 1986 vive e lavora con le comunità rurali di El Salvador, il tribolato paese di San Oscar Romero, crocevia tra Nord e Sud America. Alcune sue considerazioni lasciano intravedere uno scenario ben più cupo di quanto non possa sembrare, che tuttavia non riesce a soffocare la speranza di chi costruisce la pace giorno dopo giorno.

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La scuola non è un’isola

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

A leggere non pochi ‘articoli’ usciti via via sulla terribile vicenda accaduta in una scuola di La Spezia — con la morte di Youssef Abanoud, ucciso in classe da un compagno—, insieme ad altri episodi simili di aggressività giovanile di cui la ‘cronaca’ non perde una notizia, viene lo sconforto. Non solo per il fatto in sé, certamente gravissimo, certamente segno di una situazione giovanile complessa, ma per tutta la retorica che ne segue; perché poi agli eventi drammatici si unisce la solita squallida trafila di speculazioni, politiche e comunicative,  per raccattare qualche misero punti di consenso, per animare le discussioni da bar o da serale di Rete4… ed emerge, in modo più o meno subdolo, che, insomma, la colpa è della scuola e degli insegnanti che non hanno fatto, non hanno agito per tempo, etc… Come se, ad esempio, stando a quanto pare sia successo nei mesi scorsi a La Spezia grazie a un insegnante, mettere in cerchio degli adolescenti per far esprimere delle emozioni profonde, anche contraddittorie o ‘di morte’, comporterebbe subito l’avviso dell’autorità giudiziaria. Non vedendo, invece, l’utilità di un simile esercizio, che cerca di esternalizzare, dare spazio anche a pulsioni negative: e oggi, sinceramente, chi lo fa con i ragazzi e le ragazze?

Perché, in fondo, che siano comportamenti aggressivi o auto-aggressivi, in crescita tra gli adolescenti, c’è sempre del disagio da accogliere, comprendere, gestire; c’è sempre un percorso educativo che da una parte chiede e chiama alla responsabilità seria dei propri gesti, ma poi domanda anche ascolto.

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«L’Europa cerca se stessa». Giovanni Bianchi. Eremo e Metropoli, gli eBook gratuiti editi dai Circoli Dossetti

da Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli.

Se la visione dei padri fondatori si è smarrita per strada ed esaurita, bisognerà trovarne un’altra. Perché senza visione l’Europa non cresce, non si evolve e neppure si mantiene. L’Europa politica, con il suo destino democratico e il grande patrimonio del welfare, non l’Europa ridotta a moneta unica.

 

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Pace e guerra: rileggere Alex Langer

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Il sentiero di cresta su cui Alex si è mosso (e l’immagine gli si addice, uomo di montagna e di confine) è stato spinto fin quasi all’estremo […]. Di questo gli siamo grati, perché è anche a partire dalle riflessioni sulla sua scelta finale che si può ancora ricominciare, nella coscienza delle difficoltà e dei limiti delle nostre possibili scelte, della precarietà e fragilità della nostra condizione di uomini, dell’immane peso della storia ma anche della necessità di reagire e di dare un senso alla brutalità o al torpore della nostra vita con scelte degne, nobili, responsabili e chiare oggi più che mai.[1]

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