La cattedra dei piccoli e dei poveri. 3. La Parola. Testi di p. Pio Parisi

Ho già detto che la cattedra dei piccoli e dei poveri, come cerchiamo di comprenderla e di viverla, non è un’invenzione umana, un elaborato della nostra cultura ,ma un elemento importante del mistero rivelatoci da Dio nel primo e nel nuovo Testamento.

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USA: quando il potere è immorale

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Alla luce dei recenti episodi di controlli sull’immigrazione che hanno causato la perdita di vite umane, il vescovo Daniel E. Garcia, presidente della Sottocommissione per la promozione della giustizia razziale e della riconciliazione della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, e il vescovo Brendan J. Cahill, presidente della Commissione per le migrazioni, hanno pubblicato la seguente riflessione pastorale.

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«La peste è tornata». Il discorso alla città dell’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice

402° Festino in onore di Santa Rosalia – Piazza Marina – 15 luglio 2026 – “La peste è tornata, Palermo reagisci, rialzati, non piegarti alla mafia stupida e meschina”

Il forte Discorso alla Città dell’Arcivescovo Mons. Corrado Lorefice durante la Processione delle reliquie della Santuzza

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La cattedra dei piccoli e dei poveri. 2. Una prima definizione di cattedra dei piccoli e dei poveri. Testi di p. Pio Parisi

Chi sono i piccoli e i poveri?

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«Se devo morire». Una poesia di Refaat Alareer, intellettuale, poeta e accademico palestinese

Se devo morire,
tu devi vivere
per raccontare
la mia storia
per vendere le mie cose
per comprare un po’ di carta
e qualche filo,
per farne un aquilone
(fallo bianco con una lunga coda)
cosicché un bambino,
da qualche parte a Gaza,
guardando il cielo
negli occhi
in attesa di suo padre che
se ne andò in una fiamma
senza dare l’addio a nessuno
nemmeno alla sua stessa carne
nemmeno a se stesso
veda l’aquilone, il mio
aquilone che tu hai fatto,
volare là sopra
e pensi per un momento
che un angelo sia lì
a riportare amore.
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La cattedra dei piccoli e dei poveri. 1. Un’esperienza di tutti. Testi di p. Pio Parisi

Gianni, un carissimo amico, mi ha detto; ti ho sentito più volte parlare di cattedra dei piccoli e dei poveri, mi vuoi spiegare che cosa vuoi dire con questa espressione? Gli ho risposto più o meno in questo modo.

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Resistenza e Costituzione. Il contributo dei Costituenti comaschi, Achille Grandi e Mario Martinelli. Un contributo di Beppe Livio

Scheda usata per l’incontro del Comune di Cadorago del 1 giugno 2026 su “Resistenza e Costituzione. Il contributo dei Costituenti comaschi, Achille Grandi e Mario Martinelli”.

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Quando un bambino ti chiede: che cos’è la guerra?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

tavo parlando con Domenica di mio nipote, quel bambino che ha appena undici anni, quando è stato sorpreso dal rumore degli aerei militari israeliani sopra il cielo del Libano. La sua voce tremava mentre mi diceva: «Ho avuto tanta paura… così tanta che per poco non mi facevo la pipì addosso». Lo ha detto come solo i bambini sanno dire la paura: senza abbellirla, senza orgoglio, senza cercare di nascondere il terrore. Lo ha detto come se il suo piccolo cuore non riuscisse più a contenere tutto quel rumore, tutta quella notte, tutte quelle domande che non sa nemmeno come fare.

Raccontavo tutto questo cercando di nascondere il dolore tra le parole, quando si è avvicinata la nipotina di Domenica, la bellissima Sofia, di nove anni. Mi guardava con i suoi occhi grandi, occhi che non erano ancora stati sporcati dalle immagini della distruzione, né attraversati dai telegiornali come se fossero un destino quotidiano. Mi ha chiesto con innocenza: «E perché ha avuto paura?» Le ho risposto a bassa voce: «Per la guerra». Non ha aspettato molto. Mi ha lanciato subito la sua domanda successiva, come se avesse gettato una piccola pietra nel lago del mio cuore: «E che cos’è la guerra?»

Mi sono fermato.

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Siete carne, non codice. Lettera ai giovani sull’AI di mons. Antonio Staglianò

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Cari ragazzi e ragazze,

vi scrivo da adulto, da teologo, ma soprattutto da uomo che ogni giorno vi incontra. Vi vedo con il telefono in mano, con ChatGPT aperto, con mille schede attive. Vi vedo intelligenti, veloci, pieni di risorse. E vi vedo stanchi. Stanchi di dover decidere, stanchi di dover pensare, stanchi di dover cercare.

Per questo voglio dirvi una cosa semplice: l’Intelligenza Artificiale può essere un grande aiuto, ma può diventare anche la vostra gabbia. Dipende da come la usate. Dipende se la fate crescere con voi, o se vi fate sostituire da lei.

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Repubblica democratica e Chiesa: quale rapporto?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Sotto il sinistro bagliore della guerra che li avvolge, nel cocente ardore della fornace in cui sono imprigionati, i popoli si sono come risvegliati da un lungo torpore. Essi hanno preso di fronte allo Stato, di fronte ai governanti, un contegno nuovo, interrogativo, critico, diffidente. Edotti da un’amara esperienza, si oppongono con maggior impeto ai monopoli di un potere dittatoriale, insindacabile e intangibile, e richiedono un sistema di governo, che sia più compatibile con la dignità e la libertà dei cittadini. Queste moltitudini, irrequiete, travolte dalla guerra fin negli strati più profondi, sono oggi invase dalla persuasione — dapprima, forse, vaga e confusa, ma ormai incoercibile — che, se non fosse mancata la possibilità di sindacare e di correggere l’attività dei poteri pubblici, il mondo non sarebbe stato trascinato nel turbine disastroso della guerra e che al fine di evitare per l’avvenire il ripetersi di una simile catastrofe, occorre creare nel popolo stesso efficaci garanzie.

papa Pio XII

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MH: il cantiere dell’umano

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Presentare un’Enciclica importante e voluminosa come Magnifica humanitas in poche battute potrebbe esporre chi scrive al rischio della banalità o della parzialità. Cinque capitoli, duecentoquarantacinque numeri, unitamente a un significativo proliferare di recensioni e articoli – sia nel mondo laico che nel mondo cattolico – fanno di questa prima Lettera Enciclica di Leone XIV un evento, più che un semplice documento; un evento che potremmo definire “architettonico”.

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Ontologia del Vuoto ed Estetica dell’Imperfezione: Punti di Riferimento Ermeneutici nella Filosofia Giapponese. Un articolo di Tudor Petcu

Il presente studio si propone un’incursione analitica nelle strutture fondamentali del pensiero filosofico nipponico, seguendo l’articolazione tra la metafisica buddista di tipo Zen e le configurazioni etico-estetiche autoctone (Shinto).

Al di là di una semplice ricezione esotica, la filosofia giapponese si rivela come una decostruzione radicale del sostanzialismo occidentale. Attraverso concetti-chiave come Mu (il Vuoto primordiale), Wabi-Sabi (la metafisica dell’imperfezione) e Mono no Aware (il pathos della trasformazione), lo spazio nipponico propone un’ontologia della relazionalità pura, dove l’Essere non si definisce attraverso la permanenza, ma mediante una dinamica interconnessa e l’impermanenza (Mujo).

Parole chiave: Ontologia, Ermeneutica, Scuola di Kyoto, Mu (Vuoto), Wabi-Sabi, Impermanenza, Alterità.

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A chi è più adulto il malessere giovanile domanda: “Che mondo stiamo lasciando?”. Discorso di papa Leone XIV all’università “Sapienza” di Roma

Magnifica Rettrice,
Autorità politiche e civili,
illustri docenti, ricercatori e personale tecnico amministrativo
e, soprattutto, cari studenti e studentesse!

Ho accolto con grande gioia l’invito a incontrare la comunità universitaria della Sapienza – Università di Roma. La vostra Università si caratterizza come polo d’eccellenza in diverse discipline e, al contempo, per il suo impegno in favore del diritto allo studio, anche di chi ha minori disponibilità economiche, delle persone con disabilità, dei detenuti e di chi è fuggito da zone di guerra. Ad esempio, apprezzo molto che la Diocesi di Roma e la Sapienza abbiano firmato una convenzione per l’apertura di un corridoio umanitario universitario dalla striscia di Gaza. È dunque importante per me, che sono Vescovo di Roma da poco più di un anno, potervi incontrare. Con cuore di pastore vorrei rivolgermi dapprima agli studenti e poi ai docenti.

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«L’analfabeta politico». Una poesia di Bertolt Brecht

Il peggiore analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla,
né s’importa degli avvenimenti politici.

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La guerra? Allucinante, assurda, insana

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Silvio Ziliotto, traduttore, interprete e insegnante di lingua serba, croata e bosniaca, è autore del volume Daytonska stanica (la stazione di Dayton). Viaggio nella pace che non c’è, Infinito edizioni 2025. Ha risposto ad alcune domande sulla sua esperienza di attivista della pace.

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Immoralità della guerra USA in Iran

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Nelle ultime settimane negli Stati Uniti si è svolto un dibattito vivace e acceso sulla moralità dell’avvio e del proseguimento della guerra contro l’Iran.

La dottrina morale cattolica è stata al centro di questo dialogo nazionale, e le dichiarazioni di papa Leone XIV sulla guerra con l’Iran sono state accolte con favore da molti cattolici, reinterpretate da alcuni e totalmente respinte da altri.

Poiché la guerra è una questione altamente delicata nella nostra società polarizzata, è particolarmente importante che la dottrina cattolica sia chiara e ben compresa mentre cerchiamo di avanzare verso la pace.

Per questo motivo, è essenziale identificare e respingere tre principali distorsioni della dottrina cattolica su guerra e pace che si sono insinuate nel nostro dibattito nazionale.

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«La madre del partigiano». Una poesia di Gianni Rodari

Sulla neve bianca bianca
c’è una macchia color vermiglio;
è il sangue, il sangue di mio figlio,
morto per la libertà.

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Bonhoeffer e la stupidità: perché il nemico più pericoloso del bene non è il male

da Chiesaluterana.it, il sito della Chiesa Evangelica Luterana in Italia.

Quando la vita diventa precaria

Alla fine del 1942, nella Germania nazista, Dietrich Bonhoeffer scrisse un saggio breve destinato a una cerchia ristretta di amici. Si intitolava “Dopo dieci anni” (“Nach zehn Jahren”) — un bilancio privato, filosofico e teologico, composto da capitoli brevissimi: “Senza terra sotto i piedi”, “Che cosa resiste?”, “Coraggio civile”, e poi quello che ci riguarda qui: “Della stupidità”.

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Il consumatore “difettoso”. Un testo di Zygmunt Bauman

I poveri di oggi (e cioè coloro che costituiscono un “problema” per gli altri) sono prima di tutto e soprattutto dei “non consumatori”, più che dei “disoccupati”. Essi vengono definiti innanzi tutto dal fatto di essere consumatori difettosi: infatti, il più basilare dei doveri sociali cui vengono meno è il dovere di essere acquirenti attivi ed efficaci dei beni e servizi offerti dal mercato. […]

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«Non ci sarà pace … ». Una poesia di p. David Maria Turoldo

Non ci sarà pace sul pianeta finché non ci sarà pace in Gerusalemme!

card. Carlo Maria Martini

Perdonami se ora vien meno l’amore
d’un tempo, e tentazione mi assale
di sdegnato ripudio, Israele.

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