Sulla preghiera di Gesù. Riflessione di p. Georgy Kochetkov

Vorrei sollevare una questione che suscita un grande interesse nelle persone che frequentano la chiesa da poco tempo. E’ comprensibile perché si trova nella sfera del ascetismo e del misticismo dell’esistenza personale. Si tratta della preghiera di Gesù – una pratica di ripetizione continua della preghiera «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore!», o «me, peccatrice!», o «noi, peccatori!» – sono possibili anche altri varianti.

Il vescovo di Suroz Anoniy una volta ha chiamato questa pratica “yoga ortodossa”. Ha una brochure dedicata alla questione che si chiama proprio cosi: “yoga ortodossa”. Il vescovo descrive, in modo particolare per il suo talento, la pratica della preghiera di Gesù. Essa ,attraverso la concentrazione, purifica l’anima e pulisce la mente spirituale dell’uomo e, allo stesso tempo, raccoglie la sua attenzione di anima, di spirito e forze interiori. E’ una cosa estremamente fruttuosa, visto che siamo molto distratti e deboli.

Nella nostra fraternità sosteniamo e pratichiamo ampiamente la preghiera di Gesù, perché senza essa molti fanno fatica, anche semplicemente, a rimanere disciplinati e concentrati, per non perdere i doni spirituali. Senza questo diventa difficile rimanere cristiani, studiare, servire Dio, la Chiesa e il prossimo senza perdere di vista Cristo, per non perdere le forze per la preghiera e non cadere in tentazione, vizi e passioni.

Certo che questa preghiera può essere chiamata “yoga ortodossa”, però questa definizione è del tutto incompleta. Non è capace di afferrare tutti i lati di questo potente fenomeno spirituale legato anche alla dottrina di Gregorio Palamas sulle divine energie non create e sulla “Luce del Tabor”.(*)

I monaci di solito usano la preghiera di Gesù, ripetendola più volte e in modo ritmico. Questa pratica si basa sulla ripetizione di una preghiera molto breve, facile da tenere a mente in qualsiasi situazione. Una persona, qualunque cosa faccia, ovunque vada, qualunque cosa pensi – ha sempre in mente, come una melodia preferita, la stessa preghiera a Gesù: «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio» è la sua prima metà; e poi la seconda – «abbi pietà di me, peccatore!»

Evidentemente che questa preghiera ha un carattere di pentimento specifico per monachesimo («abbi pietà di me, peccatore») ed è anche una riflessione abbastanza precisa della dottrina dogmatica su Cristo ( «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio»)

Questa preghiera differisce dalle altre prima di tutto perché ha quattro caratteristiche o richieste principali.

In primo luogo, questa preghiera può essere ripetuta fino a mille volte al giorno. Nello stesso tempo non deve suscitare a una persona nessuna immagine o visione, neanche virtuosa. Non deve avere in mente nessun “quadro”, anche se quasi tutte le persone hanno una tendenza a ricordare delle immagini. Alcuni cercano di immaginare la croce, altri delle icone di Gesù Cristo, o qualcosa del genere, ma neanche questi immagini sono permesse. Ogni tipo di immagine viene considerato come un idolo. E se uno prega un idolo verrà considerato un idolatra. Quindi è una richiesta molto rigorosa ed è la prima caratteristica di una autentica preghiera di Gesù.

In secondo luogo, questa preghiera deve essere ritmica. E’ una richiesta che può essere interpretata in diversi modi, perciò per il ritmo della preghiera di Gesù, le persone stabiliscono un po’ a modo loro. A me più di altre piace l’interpretazione che di solito consiglio: dopo ogni decina di preghiere fare un inchino, dopo ogni cento preghiere fare una prostrazione. Bisogna farlo perché la preghiera non si trasformi in un meccanismo senza senso, una ripetizione priva di qualità, perché uno sia sempre lucido e composto. Un ritmo del genere può essere molto utile, perché l’essere umano è una creatura ritmica – gli piacciono danze e canzoni che sono caratterizzate da ritmi. L’uomo è come una antenna che riceve molti diverse energie, e queste energie hanno un certo carattere ritmico.

In terzo luogo, la preghiera di Gesù deve essere meditata, cioè fatta con riflessione. L’uomo deve riflettere sul senso di tutte le parole, altrimenti diventerà un mantra, che non va bene perché il mantra si fa senza riflessione. Un mantra è migliore quando uno che la sta praticando, non conosce il senso delle parole pronunciate in sanscrito. Cioè il mantra ha senso, però la maggior parte delle persone che lo praticano, non conosce il senso delle parole che si pronunciano. Anche se gli induisti mi dicevano che le parole che compongono il mantra possono essere tradotte tranquillamente. Comunque, per il mantra è importante che sia pronunciato nella loro lingua indiana antica, il sanscrito perché è una lingua sacra. Alcuni vorrebbero considerare la lingua antica russa come sacra, e si che è antica, ma molto più giovane rispetto a quelle. Insomma, pregando dobbiamo riflettere sul senso delle parole della preghiera.

L’ultima particolarità della preghiera di Gesù: deve essere pacifica. Per questo motivo raccomando a tutti prima di pregare fare uno “sforzo di fare pace” . Ogni volta bisogna verificare se stessi, cercando di capire se dentro di noi dimora del rancore, offesa o desiderio di vendetta ecc. Questa verifica si deve fare ogni giorno, visto che la preghiera è quotidiana. Ogni persona ha la propria regola di questa preghiera, una quantità particolare delle preghiere che va fatto al giorno, in qualsiasi sua parte, perché la preghiera di Gesù non è legata con una parte specifica del giorno – alba o tramonto, al contrario del mattutino e del vespro.

Ecco queste sono le quattro caratteristiche richieste per la particolarità della preghiera di Gesù. Quando si osserva tutto questo, la preghiera ha una effetto eccezionale. Ad ogni modo il suo effetto psicologico, etico, ascetico e mistico-spirituale è molto forte. Siccome l’uomo moderno ha vari problemi a diversi livelli, questa preghiera ha un significato importante ed rimane attuale anche oggi.

p. Georgy Kochetkov

(*) https://it.wikipedia.org/wiki/Gregorio_Palamas#Gli_studi_su_Palamas

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