Morti nere, non bianche

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

«Sono oltre 600 i morti sul lavoro dall’inizio dell’anno. Un bollettino di guerra e una “mattanza” quotidiana che non conosce soste. Le chiamano “le stragi nell’indifferenza” e mai parole furono più vere. Morti che avvengono, dicono, per “tragiche fatalità”. Non esistono “fatalità”, solo responsabilità», afferma Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza a Firenze.

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Riflessioni su lavoro, precarietà e vita quotidiana: Conseguenze delle trasformazioni del lavoro nella vita quotidiana delle persone

Poiché l’attività economica è per lo più realizzata in gruppi produttivi in cui si uniscono molti uomini, è ingiusto e inumano organizzarla con strutture e ordinamenti che siano a danno di chiunque vi operi. […] Occorre dunque adattare tutto il processo produttivo alle esigenze della persona e alle sue forme di vita; innanzitutto della sua vita domestica […]. Ai lavoratori va assicurata inoltre la possibilità di sviluppare le loro qualità e di esprimere la loro personalità nell’esercizio stesso del lavoro. Pur applicando a tale attività di lavoro, con doverosa responsabilità, tempo ed energie, tutti i lavoratori debbono però godere di sufficiente riposo e tempo libero che permetta loro di curare la vita famigliare, culturale, sociale e religiosa.

Gaudium et spes, n. 67

Posta dunque la persona al centro del lavoro, è necessario analizzare come le nuove forme di lavoro atipico influenzino e mettano in questione gli altri ambiti di vita dell’uomo. A titolo di esempio e cogliendo ispirazione dal passo della Gaudium et spes sopracitato, si accennerà ai seguenti ambiti:

  1. Effetti psicologici dell’instabilità del lavoro;

  2. Progettualità e identità – «vocazione» lavorativa e di vita;

  3. Famiglia e vita di coppia.

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Chico Mendes. “L’albero cadendo, ha sparso i suoi semi …”

da Giovaniemissione.it, il sito nato dal percorso comboniano del GIM (Giovani Impegno Missionario).

Il 22 dicembre 1988 moriva Chico Mendez. Assassinato dai latifondisti che volevano costruire la strada sulla “sua” Amazzonia. Un piccolo indio della foresta, che andava a Washinton a parlare al Congresso con il vestito imprestato da un amico. Il padre del grande movimento ecologista che ha portato fino al Summit mondiale di Rio, nel ’92. Ecco la sua storia, raccontata in escusiva da una testimone privilegiata, che ha vissuto sette anni con lui nella foresta.

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The flatters

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

L’aliquota unica della flat tax è un gran vantaggio per le “partite Iva”, già ora. A chi intende collaborare con un’impresa, la partita Iva garantisce un’imposizione fiscale non superiore all’aliquota della flat tax. A chi invece collabora sotto forma di contratto a tempo determinato o indeterminato, l’imposizione fiscale applicata è quella prevista dagli scaglioni: il 27% fino ai 28mila euro e il 38% fino ai 55mila. Messa così, non c’è partita: perde senza dubbio il contratto di subordinazione.

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Think green

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Un’altra narrazione è possibile, magari scritta con inchiostro verde. È quanto potrebbe emergere dalla ricerca sui valori degli europei condotta dall’EVS, coordinata da un’équipe internazionale di cui fa parte anche la giovane Vera Lomazzi – brava sociologa italiana – e anticipata da alcuni organi di stampa.

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Riflessioni su lavoro, precarietà e vita quotidiana: Per una centralità non esclusiva

Il XVIII secolo segna la nascita del moderno concetto di lavoro, cioè “l’invenzione del lavoro astratto, del lavoro-merce1 ad opera dell’economia di mercato e delle nuove scienze economiche, che finisce per essere solo “ciò che crea ricchezza o, in termini più moderni, un fattore di produzione2.

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Il Santo Scolaro. L’unico maestro al mondo che ha messo lo scolaro sull’altare

da Donlorenzomilani.it, Fondazione Don Lorenzo Milani.

Nel 1961 don Lorenzo accompagnò i primi 6 ragazzi della sua scuola in Germania.

Era la prima volta che si recavano all’estero.

A Stoccarda e a Monaco visitarono musei, chiese, fabbriche e scuole. In una scuola di Monaco, si insegnava a fare mosaici di vetro: veniva messo un disegno sotto una lastra di vetro bianco e sopra si incollavano con una colla trasparente piccoli pezzi di vetro corrispondenti al colore del disegno fino a realizzare tutta la figura.

Un’arte povera e semplice, ma dai risultati sorprendenti.

Tornati a Barbiana, ogni ragazzo decorò qualche finestra di casa sua, poi fu deciso di decorare tutte le finestre della chiesa e della sacrestia con immagini sacre.

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