«Le ombre di San Pietro». Un romanzo di Tudor Petcu. Introduzione e capitolo I

Il professor Tudor Petcu sta lavorando ad un romanzo di cui pubblicheremo in anteprima alcuni frammenti e capitoli. Cominciamo dall’introduzione e dal capitolo I.

Introduzione: Il Cammino verso le Ombre

di Tudor Petcu

In questo romanzo, cerco di esplorare il confine invisibile dove la ragione scientifica si scontra con il dolore dell’anima. Il protagonista, Robert Donovan, non è solo un accademico; è un uomo che ha trasformato il suo dolore in un’arma ideologica contro il Divino. Ma cosa succede quando il mistero bussa alla porta sotto forma di un antico codice e di un’amicizia che non si è mai arresa? “Le Ombre di San Pietro” è un viaggio tra New York e Roma, tra il nichilismo e la speranza, dove ogni scoperta accademica è, in realtà, un passo verso la guarigione interiore.

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«Torino non diventi la città delle armi». Il messaggio del card. Roberto Repole per il primo maggio e le reazioni

Messaggio del cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e Susa, in occasione della Festa del Lavoro nella memoria liturgica di san Giuseppe artigiano (Torino-Susa, 1° maggio 2026).

Carissimi,

il nostro cuore in questo tempo di guerra è turbato e deve vigilare per non abituarsi, deve restare inquieto.

Anche la Festa del Lavoro, che i cristiani vivono guardando all’esempio mite di san Giuseppe artigiano, contiene quest’anno motivi di inquietudine: desidero condividervi il mio turbamento al pensiero che le guerre seminano morte nel mondo eppure qui a Torino, a Susa e in Piemonte rappresentano un vantaggio economico per le aziende che producono forniture militari e si offrono come motore di rilancio dell’occupazione.

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La guerra? Allucinante, assurda, insana

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Silvio Ziliotto, traduttore, interprete e insegnante di lingua serba, croata e bosniaca, è autore del volume Daytonska stanica (la stazione di Dayton). Viaggio nella pace che non c’è, Infinito edizioni 2025. Ha risposto ad alcune domande sulla sua esperienza di attivista della pace.

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«Tornarono a Gerusalemme con grande gioia». Una proposta per vivere la vocazione della Chiesa in Terra Santa. Una lettera pastorale del Patriarca dei latini di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa

Lo scorso 25 aprile 2026, il Patriarca di Gerusalemme dei latini, card. Pierbattista Pizzaballa, ha pubblicato la sua lettera pastorale alla diocesi dal titolo: «Tornarono a Gerusalemme con grande gioia»: una proposta per vivere la vocazione della Chiesa in Terra Santa.

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Immoralità della guerra USA in Iran

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Nelle ultime settimane negli Stati Uniti si è svolto un dibattito vivace e acceso sulla moralità dell’avvio e del proseguimento della guerra contro l’Iran.

La dottrina morale cattolica è stata al centro di questo dialogo nazionale, e le dichiarazioni di papa Leone XIV sulla guerra con l’Iran sono state accolte con favore da molti cattolici, reinterpretate da alcuni e totalmente respinte da altri.

Poiché la guerra è una questione altamente delicata nella nostra società polarizzata, è particolarmente importante che la dottrina cattolica sia chiara e ben compresa mentre cerchiamo di avanzare verso la pace.

Per questo motivo, è essenziale identificare e respingere tre principali distorsioni della dottrina cattolica su guerra e pace che si sono insinuate nel nostro dibattito nazionale.

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La Parola è la mia casa: [26/04/2026] IV dom TP anno A

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

Cristo porta viva: salvezza che custodisce, apertura che invia

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 10, 1-10)

In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

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La Parola è la mia casa: [19/04/2026] III dom TP anno A

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

Chiesa in ricerca: uscire dalla delusione alla luce della Parola

Dal vangelo secondo Luca (Lc 24, 13-35)

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

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La Parola è la mia casa: [12/04/2026] II dom TP anno A

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

Vedere il risorto nei segni della Chiesa

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 20, 19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

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«La madre del partigiano». Una poesia di Gianni Rodari

Sulla neve bianca bianca
c’è una macchia color vermiglio;
è il sangue, il sangue di mio figlio,
morto per la libertà.

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Bonhoeffer e la stupidità: perché il nemico più pericoloso del bene non è il male

da Chiesaluterana.it, il sito della Chiesa Evangelica Luterana in Italia.

Quando la vita diventa precaria

Alla fine del 1942, nella Germania nazista, Dietrich Bonhoeffer scrisse un saggio breve destinato a una cerchia ristretta di amici. Si intitolava “Dopo dieci anni” (“Nach zehn Jahren”) — un bilancio privato, filosofico e teologico, composto da capitoli brevissimi: “Senza terra sotto i piedi”, “Che cosa resiste?”, “Coraggio civile”, e poi quello che ci riguarda qui: “Della stupidità”.

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Il consumatore “difettoso”. Un testo di Zygmunt Bauman

I poveri di oggi (e cioè coloro che costituiscono un “problema” per gli altri) sono prima di tutto e soprattutto dei “non consumatori”, più che dei “disoccupati”. Essi vengono definiti innanzi tutto dal fatto di essere consumatori difettosi: infatti, il più basilare dei doveri sociali cui vengono meno è il dovere di essere acquirenti attivi ed efficaci dei beni e servizi offerti dal mercato. […]

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«Non ci sarà pace … ». Una poesia di p. David Maria Turoldo

Non ci sarà pace sul pianeta finché non ci sarà pace in Gerusalemme!

card. Carlo Maria Martini

Perdonami se ora vien meno l’amore
d’un tempo, e tentazione mi assale
di sdegnato ripudio, Israele.

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«Fermatevi! È il tempo della pace!». La riflessione di Papa Leone XIV alla Veglia di preghiera per la pace

Cari fratelli e sorelle,

la vostra preghiera è espressione di quella fede che, secondo la parola di Gesù, sposta le montagne (cfr Mt 17,20). Grazie per avere accolto questo invito, radunandovi qui, presso la tomba di San Pietro, e in tanti altri luoghi del mondo a invocare la pace. La guerra divide, la speranza unisce. La prepotenza calpesta, l’amore solleva. L’idolatria acceca, il Dio vivente illumina. Basta un poco di fede, una briciola di fede, carissimi, per affrontare insieme, come umanità e con umanità, quest’ora drammatica della storia. La preghiera, infatti, non è rifugio per sottrarci alle nostre responsabilità, non è anestetico per evitare il dolore che tanta ingiustizia scatena. È invece la più gratuita, universale e dirompente risposta alla morte: siamo un popolo che già risorge! In ognuno di noi, in ogni essere umano, il Maestro interiore insegna infatti la pace, sospinge all’incontro, ispira l’invocazione. Alziamo allora lo sguardo! Rialziamoci dalle macerie! Niente ci può chiudere in un destino già scritto, nemmeno in questo mondo in cui sembrano non bastare i sepolcri, perché si continua a crocifiggere, ad annientare la vita, senza diritto e senza pietà.

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«Più non abitate conventi di pietra». Una poesia di p. David Maria Turoldo

Più non abitate conventi di pietra
perché il cuore non sia di sasso!
E anche voi, uomini, non fate
artigli delle vostre mani.

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La Parola è la mia casa: [05/04/2026] dom Pasqua TP anno A

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

Al sepolcro vuoto: inerti come morti o in corsa verso la vita?

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 28, 1-10)

Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto». Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

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Papa Leone vs Hegseth: sull’uso del nome di Dio

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Si può chiedere nella preghiera la benedizione di Dio per una guerra che non risparmia civili indifesi e senza colpa alcuna? Il Segretario della Difesa Peter Hegseth, rinominato Segretario della Guerra dal desiderio di potenza dell’attuale amministrazione americana, ritiene non solo che sia possibile ma anche dovuto.

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Johann Baptist Metz e la teologia politica (oggi)

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Nel quadro di una teologia della storia caratterizzata da una nuova lettura degli eventi, decifrati e interpretati con tutte le risorse delle scienze umane, nel Novecento si innestava il progetto di una nuova Teologia politica, che, erigendosi sulla critica alla filosofia esistenziale, ispiratrice della antropologia rahneriana, reagiva alla visione personalistica ed esistenziale per proporre una teologia del mondo e della società.

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Conoscenza e saggezza. Una riflessione di Isaac Asimov

The saddest aspect of life right now is that science gathers knowledge faster than society gathers wisdom.

L’aspetto più triste della vita attuale è che la scienza raccoglie conoscenza più velocemente di quanto la società raccolga saggezza.

Isaac Asimov

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Il battesimo degli adulti

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

In questo ultimo scorcio della Quaresima, i settimanali cattolici sono pieni di notizie sugli adulti che saranno battezzati nella notte di Pasqua.

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La Parola è la mia casa: [29/03/2026] dom Palme TQ anno A

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

Le guardie, involontari testimoni del mistero pasquale

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo (Mt 26,14-27,66)

Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».

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