La Chiesa Copta di Alessandria

da Diocesicoptamilano.com, diocesi cristiana copta ortodossa di Milano.

​La promessa di Dio è verace ed incrollabile. Egli aveva rivelato in anticipo che sarebbe entrato in Egitto cavalcando una nube leggera (Is 19: 1) e che ci sarebbe stato un altare dedicato al Signore in mezzo al paese d’Egitto e una stele in onore del Signore presso la sua frontiera (Is 19: 19). Questo si è avverato con la fuga dal tiranno Erode della Sacra Famiglia, che ha trovato un rifugio tra i Gentili. È come se Cristo Signore fosse venuto, da bambino, a porre la pietra principale della sua Chiesa in Egitto, la Chiesa di Alessandria, che divenne una delle quattro Chiese primitive nel mondo insieme a quelle di Gerusalemme, Antiochia e Roma e a cui si aggiunse poi la Chiesa di Costantinopoli.

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I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 26 aprile 2020

da Caritas.diocesidicomo.it e Caritascomo.it, i  siti della Caritas diocesana di Como.

Sono stati predisposti i sussidi settimanali per introdurre la preghiera nei gruppi di incontro parrocchiali e vicariali Caritas per tutto l’anno liturgico. 

Le riflessioni che guidano il momento di condivisione di questo nuovo anno liturgico, sono proposte da Don Rocco Acquistapace, sacerdote diocesano che con la sua esperienza e saggezza saprà guidarci a fare della Parola il riferimento per ogni azione quotidiana, la guida alle nostre scelte e ai nostri cammini comunitari.

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I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 19 aprile 2020

da Caritas.diocesidicomo.it e Caritascomo.it, i  siti della Caritas diocesana di Como.

Sono stati predisposti i sussidi settimanali per introdurre la preghiera nei gruppi di incontro parrocchiali e vicariali Caritas per tutto l’anno liturgico. 

Le riflessioni che guidano il momento di condivisione di questo nuovo anno liturgico, sono proposte da Don Rocco Acquistapace, sacerdote diocesano che con la sua esperienza e saggezza saprà guidarci a fare della Parola il riferimento per ogni azione quotidiana, la guida alle nostre scelte e ai nostri cammini comunitari.

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I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 12 aprile 2020

da Caritas.diocesidicomo.it e Caritascomo.it, i  siti della Caritas diocesana di Como.

Sono stati predisposti i sussidi settimanali per introdurre la preghiera nei gruppi di incontro parrocchiali e vicariali Caritas per tutto l’anno liturgico. 

Le riflessioni che guidano il momento di condivisione di questo nuovo anno liturgico, sono proposte da Don Rocco Acquistapace, sacerdote diocesano che con la sua esperienza e saggezza saprà guidarci a fare della Parola il riferimento per ogni azione quotidiana, la guida alle nostre scelte e ai nostri cammini comunitari.

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Visita virtuale del Santo Sepolcro a Gerusalemme

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Quest’anno, purtroppo, non vedremo la basilica del Santo Sepolcro affollata come in questa foto per la cerimonia della Santa Luce, ma già da ora possiamo fare una visita virtuale della basilica attraverso questi due collegamenti …

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Perché si canta la canzone “Chad gadià”, “Un capretto”, alla fine del Seder?

da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.

Non tutti i testi delle haggadot shel Pesach concordano: alcuni pongono i piutim, gli inni finali, davvero alla fine, dopo che ci si è scambiati l’augurio: le-shanà ha-baà b-Yirushalayim, l’anno prossimo a Gerusalemme; ma altre edizioni a stampa li pongono subito prima (come il testo assai diffuso in Italia a cura di Alfredo Toaff). Per quasi tutti ormai il canto davvero conclusivo è l’Hatiqvà, l’inno nazionale dello Stato di Israele. Ma tradizionalmente il seder di Pesach si conclude con alcune canzoni di natura religioso-pedagogica, le cui melodie e parole sembrano cariche di affettuosi e indelebili ricordi familiari. Non essendo tecnicamente parte del seder, questi piutim sono a volte cantati non in ebraico o aramaico – come nell’originale – ma in lingua volgare, variando da comunità o comunità o addirittura da famiglia a famiglia (come le ricette del charoset). Il fatto che compaiano sin dall’inizio nelle versioni stampate attesta che la loro recitazione risale a un uso antico, sebbene i testi possano essere più recenti. E’ il caso probabilmente del popolare piut noto con il titolo di Chad gadià, “un capretto”, che per alcuni studiosi sarebbe stato diffuso in ambito ashkenazita, nel XV secolo, a imitazione di un canto popolare tedesco. Secondo gli storici (tra tutti va ricordato Josef Hayim Yerushalmi, che ha scritto una voluminosa storia delle haggadot pasquali), esso compare per la pima volta a Praga nel 1590.

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