Dal Dio senza nome – da “Predigten, Traktate, Sprüche” di Meister Eckhart

Tudor Pectu ci presenta la sua traduzione di alcuni pensieri in riferimento al Dio senza nome presenti in un libro molto noto di Meister Eckhart, “Predikten, Traktate, Sprüche”. Eckhart von Hochheim, meglio conosciuto come Meister Eckhart (Tambach-Dietharz o Hochheim, 1260 – Colonia o Avignone, 1327/1328), è stato un teologo e religioso tedesco. È stato uno dei più importanti teologi, filosofi e mistici renani del Medioevo cristiano, e ha segnato profondamente la storia del pensiero tedesco. La teologia di Eckhart si basava sul principio dei una unione mistica dell’anima con Dio, tesi che gli procurò accuse di panteismo. Scrivendo in tedesco oltre che in latino, Eckhart esercitò una profonda influenza sulla crescita della lingua tedesca. Gli idealisti tedeschi lo considerarono un precursore, mentre gli studiosi contemporanei hanno individuato la sua influenza sul protestantesimo e l’esistenzialismo, svelando persino analogie con il buddhismo Zen.

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Dalla creazione dei santi angeli: un’istruzione o la Porta Aperta del Paradiso – da “Aurora nascente” di Jakob Böhme

Tudor Pectu ci presenta la sua traduzione di un brano del capitolo 4 del testo “Aurora nascente” di Jacob Böhme (Alt Seidenberg, 24 aprile 1575 – Görlitz, 17 novembre 1624). Egli è stato un filosofo, teologo, mistico e luterano tedesco. Fu uno dei principali esponenti del misticismo cristiano moderno, ed era detto dai suoi contemporanei «Philosophus teutonicus». La sua opera prima, scritta di getto nel tentativo di esprimere in parole il contenuto della rivelazione mistica ricevuta, “Aurora nascente” è stata colpita da accusa di eresia subito dopo la sua stesura nel 1612. Da allora il libro è scomparso e riapparso nel corso dei secoli seguendo vicende storiche complesse e affascinanti, letto in cenacoli di pochi iniziati e conservato gelosamente dai discepoli che lo salvarono dal silenzio – se non dalle fiamme – della censura. A partire dal suo primo libro e fino agli ultimi scritti, Jacob Böhme tenta di sviluppare e comunicare in sempre nuove forme il contenuto della sua filosofia mistica, al cui centro si trova il problema della relazione tra opposti, tra positivo e negativo. Questo aspetto è rilevante in primo luogo per quanto riguarda la concezione del Divino, considerato sia come divinità immobile, Senza-Fondo, sia come Dio creatore. Tanto nella natura quanto in Dio stesso, Böhme rinviene la presenza di una radice di negatività che è concepita non solo come opposizione ma anche come motore di vita e movimento. Dopo una fase iniziale, in cui la diffusione degli scritti fu ostacolata da accuse di eresia, la filosofia böhmiana è stata riscoperta tra 1700 e 1800: famosi lettori di Böhme sono stati Schelling, Hegel e Coleridge.

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L’aquila. Favole di Gotthold Ephraim Lessing

Tudor Petcu, nell’intento di far conoscere e gustare a piccoli brani la bellezza della cultura tedesca, ci propone una sua traduzione di alcune favole di Gotthold Ephraim Lessing. Gotthold Ephraim Lessing (1729-1781), esponente di punta dell’illuminismo tedesco, letterato, drammaturgo, critico letterario, pensatore di una profonda religiosità laica, scrisse tragedie e commedie tra cui: Miss Sara Sampson (1755), Emilia Galotti (1772), Nathan il saggio (1779, fiaba drammatica in endecasillabi sciolti). Lessing pubblicò le Favole in tre libri nel 1759. Al genere, che non abbandonerà sino agli ultimi anni, s’era dedicato con studi ed esercizi di composizione già adolescente, sospinto dal gusto dell’epoca ma anche in opposizione ad esso. La moda corrente preferiva la favola alla La Fontaine, lunga, in versi, moraleggiante; Lessing componeva invece favole alla Esopo, in prosa, con personaggi animali, di brevità fulminante. Ciascuno dei tre libri si compone di trenta favole.

L’aquila

All’aquila è stato chiesto: “Perché stai alzando i cuccioli così in alto nell’aria?”
L’aquila rispose: “Avresti il ​​coraggio di crescere così vicino al sole se ti portassi su in profondità sulla terra?”

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Buddenbrook. Decadenza di una famiglia (Buddenbrooks. Verfall einer Familie)

Tudor Petcu, il nostro collaboratore, che abbiamo imparato a conoscere per le belle interviste e i testi suggestivi su temi religiosi, su aspetti particolari delle varie comunità, su argomenti culturali e filosofici, è allo stesso tempo professore di lingua tedesca a Bucarest. Comincerà a tradurre per il nostro blog alcuni frammenti letterari e filosofici tedeschi in italiano, mettendo in questo modo in evidenza la bellezza della cultura tedesca.

I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia (in tedesco Buddenbrooks. Verfall einer Familie) è il primo romanzo dello scrittore tedesco Thomas Mann, pubblicato a ventisei anni, nel 1901. Descrive la progressiva rovina di un’agiata famiglia della borghesia mercantile di Lubecca nel corso di quattro generazioni, negli anni dal 1835 al 1877, ritraendo lo stile di vita e i valori morali della borghesia anseatica. Mann trasse profonda ispirazione dalla propria storia familiare e dal milieu sociale che frequentò in gioventù.

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