Democrazia e diritti. Alcuni spunti dai discorsi del viaggio apostolico di sua Santità Francesco a Cipro e in Grecia

La perla

Incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico a Nicosia (Cipro)

Una perla, infatti, diventa quello che è perché si forma nel tempo: richiede anni perché le varie stratificazioni la rendano compatta e lucente. Così la bellezza di questa terra deriva dalle culture che nei secoli si sono incontrate e mescolate. Anche oggi la luce di Cipro ha molte sfaccettature: tanti sono i popoli e le genti che, con diverse tinte, compongono la gamma cromatica di questa popolazione. Penso pure alla presenza di molti immigrati, percentualmente la più rilevante tra i Paesi dell’Unione Europea. Custodire la bellezza multicolore e poliedrica dell’insieme non è facile. Richiede, come nella formazione della perla, tempo e pazienza, domanda uno sguardo ampio che abbracci la varietà delle culture e si protenda al futuro con lungimiranza. È importante, in questo senso, tutelare e promuovere ogni componente della società, in modo speciale quelle statisticamente minoritarie. Penso anche a vari enti cattolici che beneficerebbero di un opportuno riconoscimento istituzionale, perché il contributo che recano alla società attraverso le loro attività, in particolare educative e caritative, sia ben definito dal punto di vista legale.

Una perla porta alla luce la sua bellezza in circostanze difficili. Nasce nell’oscurità, quando l’ostrica “soffre” dopo aver subito una visita inattesa che ne mina l’incolumità, come ad esempio un granello di sabbia che la irrita. Per proteggersi reagisce assimilando quanto l’ha ferita: avvolge ciò che per lei è pericoloso ed estraneo e lo trasforma in bellezza, in una perla.

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Il Pianeta che speriamo, docu di Tv2000 in occasione 49° Settimana sociale dei cattolici

In occasione della 49esima Settimana sociale dei cattolici italiani, Tv2000 con il documentario ‘Il pianeta che speriamo’ propone un viaggio alla scoperta delle esperienze italiane che hanno saputo coniugare ambiente, lavoro e futuro.

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«Nella fine è l’inizio». Un dialogo con Chiara Giaccardi e Mauro Magatti

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Nella fine è l’inizio”: questa frase di Thomas S. Eliot dà il titolo al libro che i coniugi Chiara Giaccardi e Mauro Magatti, docenti all’Università Cattolica di Milano, hanno recentemente pubblicato per Il Mulino con l’intento di leggere “in che mondo vivremo” dopo lo scoppio della pandemia. Ed è anche il tema che hanno affrontato in un’intensa giornata di dialogo a Bose domenica 7 novembre 2021.

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Segnali di cambiamento dal mondo del lavoro

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Mentre ancora siamo alle prese con la quarta ondata della pandemia, le notizie che vengono dal mondo del lavoro, in queste settimane, confermano che in ogni caso essa non rimarrà soltanto una dolorosa parentesi da dimenticare, lasciandosela dietro le spalle per tornare alla vita di prima e di sempre, ma costituirà una frattura radicale, che già sta profondamente segnando gli stili di vita delle società occidentali, compresa quella italiana.

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Papa Francesco e i tre cartelli sulla strada della speranza. Messaggio del pontefice ai partecipanti alla 49ª Settimana sociale dei cattolici italiani

da ReteSicomoro.it, conoscere per crescere.

«La pandemia ha scoperchiato l’illusione del nostro tempo di poterci pensare onnipotenti, calpestando i territori che abitiamo e l’ambiente in cui viviamo. Per rialzarci dobbiamo convertirci a Dio e imparare il buon uso dei suoi doni, primo fra tutti il creato. Non manchi il coraggio della conversione ecologica, ma non manchi soprattutto l’ardore della conversione comunitaria.»

È con queste parole che Papa Francesco segnala il bisogno di speranza alla quarantanovesima Settimana sociale dei cattolici italiani intitolata “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro #tuttoèconnesso”, che si si è tenuta a Taranto dal 21 al 24 ottobre 2021.

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Leggere il bisogno dentro e oltre la richiesta: non mettere solo un “V”

Il Messaggio quotidiano di Sivan Rahav Meir: commento alla Parasha “CHAIEI SARA”.

Una volta qualcuno .alla vigilia di Pesach, si avvicinò al rabbino del paese e gli chiese se era possibile celebrare il Seder con quattro bicchieri di latte invece di quattro bicchieri di vino.

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Dalla Laudato si’ alla pandemia del coronavirus: quale conversione ecologica?

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Parrocchia Santo Stefano Sesto San Giovanni “Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Dalla Laudato si’ alla pandemia del coronavirus: quale conversione ecologica?”

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Comunità o moltitudine (di pochi)?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

In questo articolo affermavo che il primo tema che il sinodo dovrebbe affrontare sarebbe quello della condizione umana, pastorale e spirituale, dei nostri preti. Credo però che questo tema non sia disgiungibile da un altro che, se si vuole lavorare dignitosamente sul primo, non può non essere affrontato: le condizioni delle dimensioni umane, pastorali e spirituali delle nostre comunità, soprattutto quelle parrocchiali.

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La distruzione del pianeta

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

“Non maledirò più la Terra a causa dell’uomo, poiché il pensiero dell’animo dell’uomo tende al male fin dalla fanciullezza né colpirò più tutti i viventi come ho fatto. Finché la Terra sussisterà, non cesseranno semina e raccolto, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte”.

Bereshit 8;21-22

Domani mattina leggeremo la parashà di Noach, il brano di Torah che racconta la storia del diluvio, della distruzione di tutta la Terra e della ricostruzione di una nuova generazione.

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«Abbiamo prodotto armi per tutti, ma pane per nessuno» di mons. Lauro Tisi

da Diocesitn.it, il portale della diocesi di Trento.

“Le cronache di queste ore sanciscono l’ennesimo fallimento del potente di turno. Siamo di fronte all’impressionante ipocrisia occidentale capace di produrre armi per tutti,  ma pane per nessuno“. La drammatica situazione nell’Afghanistan abbandonato a se stesso e nuovamente preda dell’estremismo dell’Isis è motivo di grande amarezza per l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi, che ne ha parlato nell’omelia della solenne s. Messa dell’Assunta a Riva del Garda.

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Crescita economica e crescita sociale non possono essere disgiunte

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

La cosa più difficile del tempo che viviamo è, probabilmente, seguire la rapidità di evoluzione e la complessità dello scenario nel quale siamo immersi. L’inaugurazione della XXXII Olimpiade ci ha offerto un intero indice di argomenti per rappresentare tale complessità: il 23 luglio del 2021 si sono infatti aperte le Olimpiadi di Tokyo 2020. L’asincronia contenuta in tale denominazione segna la catastrofe che ha investito il mondo: probabilmente tale tragedia si è avviata nell’autunno del 2019. Nei primi mesi del 2020 l’epidemia di un oscuro virus originata in Cina ha cominciato a percorrere le rotte dei movimenti globali. L’11 marzo l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarò ufficialmente al mondo che era in corso una pandemia. Da allora, abbiamo assistito a stadi diversi della lotta al Covid-19: prove terribili per i sistemi sanitari; tentativi, fallimenti e progressi immani della scienza; errori – e speculazioni indegne – di natura politica che si sono alternati a decisioni di grande coraggio e lungimiranza di portata storica.

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Le armi sommerse

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

La sera del 20 luglio a Voghera Youns El Boussettaoui, 39 anni, è morto per un colpo di pistola sparato da Massimo Adriatici, assesore leghista alla Sicurezza del comune che, secondo alcune testimonianze e le sue stesse dichiarazioni, era solito girare armato per la città.

Sulla specifica dinamica dei fatti si esprimerà la giustizia, che al momento vede convalidato l’arresto di Adriatici per eccesso di legittima difesa. L’episodio ha però rinfocolato il dibattito pubblico sull’uso di armi in Italia, argomento spesso lasciato in disparte e forse abbinato più ad altri paesi (come gli Stati Uniti) che al nostro.

Giorgio Beretta, attivista di Opal (Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di Sicurezza e Difesa) e di Rete Italiana Pace e Disarmo smentisce, almeno in parte, questa visione.

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Messaggio dell’Arcivescovo Metropolita di Napoli mons. Domenico Battaglia ai partecipanti del G20

Sorelle e fratelli potenti, governanti di ricche nazioni e grandi Stati, nel darvi il benvenuto anche a nome della Chiesa napoletana in questa terra generosa e accogliente, vi chiedo perdono se in questo mio discorso oserò prendere la parola a nome vostro.

Prendo indebitamente in prestito il vostro prestigio e l’attenzione che esso comporta per rivolgermi a quanti non godono di alcun privilegio e di alcun diritto. A nome vostro, sorelle e fratelli primi, parlerò agli ultimi.

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Cristiani senza Cristo o senza mondo?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Il 4 maggio scorso, Matteo Matzuzzi, vaticanista del Foglio, firmava un lungo articolo sui “Cristiani senza Cristo”. L’ipotesi di fondo dell’articolo era che a partire da un certo punto della storia la Chiesa avesse perso Cristo – la parte divina di Gesù – e la crisi di fede di oggi ne fosse la conseguenza. Di fatto questo modo di pensare ipotizza che prima di un certo punto storico la Chiesa fosse fedele alla divinità di Cristo e il popolo europeo – almeno nella sua gran parte – fosse convintamente cristiano (assai diverso dall’essere naturaliter cristiano), mentre dopo sia la Chiesa che il popolo cristiano abbiano smarrito Cristo e la sua divinità. Per dimostrare tale infedeltà si richiamano le chiese vuote, la perdita di influenza etica nella società e la destrutturazione di una salda dottrina, il calo delle vocazioni sacerdotali e dell’organizzazione della vita comunitaria di fede. Insomma, il diluvio universale del laicismo.

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Stati Uniti: Protestantesimo e suprematismo bianco

da Voceevangelica.ch, Chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera.

Nelle settimane successive all’assalto al Campidoglio di Washington dello scorso 6 gennaio, molti americani si sono chiesti se quella violenza fosse un evento isolato, o se invece fosse la conseguenza di spinte più profonde. La storica Kelly J. Baker, studiosa di religione e odio razziale, ha individuato in quell’assalto elementi a lei ben noti: molti assalitori, prevalentemente bianchi, erano motivati da fervore religioso e si vedevano come partecipanti a una sorta di guerra santa. Alcuni brandivano bandiere confederate, altri croci. Tra coloro che invocavano il nome di Gesù c’erano membri di gruppi di estrema destra come i Proud Boys, animati da sentimenti misogini e xenofobi. Altri erano motivati da teorie cospirazioniste come QAnon, o spinti da una fede cristiana conservatrice.

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Due parole con … il vescovo serbo Andrej

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

TRIESTE 16 maggio 2021 Comunità serbo ortodossa. Intervista al vescovo Andrej (Ćilerdžić), ordinario per le parrocchie ortodosse serbe in Italia, a cura del monaco Massimo (Fabris).

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Leader religiosi per un vaccino ‘bene comune’. No al «nazionalismo dei vaccini» perché «ogni persona è preziosa»

da Voceevangelica.ch, Chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera.

“L’accesso ai vaccini contro il Covid-19 non può dipendere dalla ricchezza, dallo status o dalla nazionalità delle persone”: è quanto si legge in una lettera aperta firmata da 145 leader religiosi di tutto il mondo e resa pubblica ieri. L’appello di cristiani, musulmani, ebrei e buddisti è rivolto agli Stati e alle case farmaceutiche a cui viene chiesto di produrre e distribuire abbastanza vaccini per immunizzare l’intera popolazione mondiale contro il Covid-19. “Ogni persona è preziosa – si legge nella lettera -, raggiungere tutti è un obbligo morale”.

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Anba Antonio: grande gioia in tutto il mondo ortodosso per la Festa della Resurrezione

da Notiziediocesicoptamilano.it, Comunicati Stampa ufficiali della Diocesi Copta Ortodossa di Milano.

Gli ortodossi in tutto il mondo festeggiano la gloriosa festa della Resurrezione, nonostante la complicata situazione dovuta al Covid. Sua Eminenza Anba Antonio, vescovo della Diocesi Copta ortodossa di Milano e abate del Monastero Anba Shenuda, ha celebrato la Divina Liturgia nella Chiesa di Sant’Antonio e della Santa Vergine Maria nonchè sede vescovile della Diocesi. Durante la celebrazione, con un numero ristretto di fedeli, e nel rispetto delle norme in vigore, il vescovo rivolge un messaggio d’augurio e di speranza a tutti i fedeli.

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