Aree interne, Acli: territori strategici per il futuro sociale, economico e ambientale del paese

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

«Le aree interne sono una risorsa straordinaria, sono le radici più profonde del nostro Paese e possono dare nuovi frutti». Le parole pronunciate dal cardinale Matteo Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, al termine dell’incontro dei Vescovi delle aree interne, svoltosi a Benevento due giorni fa, richiamano una questione decisiva per il futuro dell’Italia. Spopolamento, invecchiamento della popolazione, progressiva riduzione dei servizi e partenza dei giovani non possono essere considerati processi inevitabili. Le ACLI condividono la prospettiva indicata dalla CEI: le aree interne non sono territori da accompagnare verso un declino ritenuto irreversibile, ma luoghi nei quali investire, valorizzando le risorse ambientali, economiche e culturali, i saperi locali e, soprattutto, il patrimonio di relazioni e di vita comunitaria che ancora custodiscono.

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«Giornalisti o pennivendoli?». Una testimonianza di Paolo Landi su don Lorenzo Milani e la scuola di Barbiana

(…) Leggevamo i reportage degli inviati dei diversi giornali sull’apartheid in Sud Africa o negli Stati Uniti, per capire la differenza tra la penna di un vero giornalista, che scava nella notizia per dare informazioni veritiere, e quella di coloro che davano informazioni banali, superficiali, demagogiche o preconfezionate da altri. Ci insegnava a distinguere il giornalista con la G maiuscola dal pennivendolo, cioè dal giornalista capace solo di riportare, come un babbeo, notizie e informazioni senza curarsi che fossero vere o false, distorte, o mera propaganda.
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«Come sacerdoti non possiamo assistere in silenzio … ». Lettera aperta a Roberto Vannacci

dalla pagina facebook Cristiani nella contemporaneità

Egregio Generale Vannacci,

Le scriviamo come sacerdoti, quotidianamente impegnati a servire il Vangelo, per esprimere il nostro profondo dissenso e sconcerto di fronte alle sue recenti dichiarazioni. Ci riferiamo, nello specifico, alla conferenza stampa tenutasi alla Camera dei Deputati nei giorni scorsi, per presentare le proposte politiche ed energetiche del movimento “Futuro Nazionale”, durante la quale Lei ha esplicitamente definito l’apostolo Paolo come un “camerata”, richiamando un fantomatico “principio economico paolino” che troverebbe fondamento sulle parole dell’apostolo delle genti: “chi non vuol lavorare neppure mangi”, per giustificare l‘abolizione o il forte ridimensionamento dei sussidi sociali.

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In difesa della “Gaudium et spes”

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Il seguente contributo prende le mosse da una breve riflessione di Enzo Bianchi, Dopo lo scisma, «bisogna andare avanti», pubblicata su Vita Pastorale, agosto-settembre 2026, dove l’autore liquida un po’ perentoriamente l’attualità della costituzione pastorale. La riflessione critica del teologo milanese Marco Vergottini prende spunto dalla pubblicazione: Al cuore del Concilio. Una ri-lettura teologico fondamentale, Queriniana 2026, che considera le quattro costituzioni: DV (F.G. Brambilla), SC (A. Grillo), LG (Vito Impellizzeri), GS (M. Vergottini).

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Agostino e la pace: tra Mancuso e Leone XIV

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

In data 28 luglio 2026 è apparso sul quotidiano La Stampa un articolo di Vito Mancuso dal titolo «Sì alla pace di Agostino e Kant, ma non disarmata» − dove con pacatezza l’autore intende dimostrare come «l’espressione di papa Leone sulla ‘pace disarmata e disarmante’ esprime un concetto problematico»; che se da un lato risulta «popolarmente efficace», dall’altro lato si allontana dalla stessa tradizione cattolica, «primo fra tutti Agostino».

Non è mio intento entrare nell’intero contenuto dell’articolo, condivisibile su molti aspetti, soprattutto sul dovere di uno Stato di difendere i suoi cittadini anche con il ricorso alle armi. Dunque non sul piano del realismo politico, ma sul piano teologico e in particolare sulla presunta discordanza di posizione tra papa Leone e Agostino desidero fare qualche considerazione critica.

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Assunzione. Brano dall’omelia di don Lorenzo Milani, 15 agosto 1954

Son 4 anni che è stato definito (il dogma dell’Assunzione, ndr) e il sindaco di Firenze scriveva in quell’occasione che la definizione di questo dogma dovrebbe rappresentare una rivoluzione totale per l’umanità.

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La cattedra dei piccoli e dei poveri. 4. La Parola che illumina tutto. Testi di p. Pio Parisi

Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non c’è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e coperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo render conto.

Ebr. 4,12-13

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Enrique Angelelli, il vescovo assassinato 50 anni fa

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

A La Rioja (Argentina) lo scorso primo agosto una folla di migliaia di persone ha celebrato la memoria del martirio di mons. Enrique Angelelli (1923-1976) assieme agli altri tre beati: Carlos de Dios Murias, Gabriel Longueville e Wenceslao Pedernera. Presiedeva la celebrazione mons. Marcelo Colombo, vescovo di Mendoza e presidente della Conferenza episcopale argentina, accanto al vescovo di La Rioja, mons. Dante Braida. In quella sede si è rinnovata la richiesta della canonizzazione dei quattro martiri. In occasione dei 50 anni dall’assassinio di Angelelli (4 agosto), beatificato nel 2019, Francesco Strazzari ne illumina la figura di pastore e testimone.

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La cattedra dei piccoli e dei poveri. 3. La Parola. Testi di p. Pio Parisi

Ho già detto che la cattedra dei piccoli e dei poveri, come cerchiamo di comprenderla e di viverla, non è un’invenzione umana, un elaborato della nostra cultura ,ma un elemento importante del mistero rivelatoci da Dio nel primo e nel nuovo Testamento.

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A qualcuno piace il caldo

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Il negazionismo climatico è un fenomeno di disinformazione che nega o minimizza il riscaldamento globale di origine antropica, nonostante che oltre il 99% della comunità scientifica sia ormai concorde sulle cause industriali. Oggi il caldo anomalo e persistente che attanaglia l’Europa sembra convincere anche i più ostinati che qualcosa non va.

L’immagine di montagne e ghiacciai coperti da giganti protezioni anti-scioglimento sono emblematiche. Tuttavia, c’è ancora chi, e sono ancora in tanti, ritiene che l’uomo e la sua azione non siano i responsabili del cambiamento climatico e che tali cambiamenti, come il riscaldamento globale, siano causati al 95% dal Sole e da cicli naturali – attribuendo alle attività umane e alla CO₂ solo una frazione minima di condizionamento.

Abbiamo sentito il parere di Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana, direttore della rivista Nimbus, ambasciatore europeo del Patto per il Clima e autore del libro Breve storia del clima in Italia (Einaudi, 2025).

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USA: quando il potere è immorale

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Alla luce dei recenti episodi di controlli sull’immigrazione che hanno causato la perdita di vite umane, il vescovo Daniel E. Garcia, presidente della Sottocommissione per la promozione della giustizia razziale e della riconciliazione della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, e il vescovo Brendan J. Cahill, presidente della Commissione per le migrazioni, hanno pubblicato la seguente riflessione pastorale.

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«La peste è tornata». Il discorso alla città dell’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice

402° Festino in onore di Santa Rosalia – Piazza Marina – 15 luglio 2026 – “La peste è tornata, Palermo reagisci, rialzati, non piegarti alla mafia stupida e meschina”

Il forte Discorso alla Città dell’Arcivescovo Mons. Corrado Lorefice durante la Processione delle reliquie della Santuzza

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La cattedra dei piccoli e dei poveri. 2. Una prima definizione di cattedra dei piccoli e dei poveri. Testi di p. Pio Parisi

Chi sono i piccoli e i poveri?

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«L’ultima volta». Testimonianza di don Tonino Bello su p. David Maria Turoldo

L’ultima volta che che l’ho visto è stato l’anno scorso. Andai a trovarlo a Padova, in ospedale.
Vibrava sotto le flebo, come un leone incatenato. E anche quella volta mi ruggì versi d’amore per la Chiesa.

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La cattedra dei piccoli e dei poveri. 1. Un’esperienza di tutti. Testi di p. Pio Parisi

Gianni, un carissimo amico, mi ha detto; ti ho sentito più volte parlare di cattedra dei piccoli e dei poveri, mi vuoi spiegare che cosa vuoi dire con questa espressione? Gli ho risposto più o meno in questo modo.

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Omelia del Santo Padre Leone XIV a Lampedusa

Cari fratelli e sorelle,

Dio ci ama sempre per primo. La bellezza del mare, di quest’isola e dei vostri volti è un riflesso della sua iniziativa gratuita: l’amore ci precede, ci circonda e ci raduna. Sono grato al Signore di potervi visitare, sulle orme di Papa Francesco, che l’8 luglio 2013 volle venire a Lampedusa nel suo primo viaggio da Successore di Pietro.

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Siete carne, non codice. Lettera ai giovani sull’AI di mons. Antonio Staglianò

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Cari ragazzi e ragazze,

vi scrivo da adulto, da teologo, ma soprattutto da uomo che ogni giorno vi incontra. Vi vedo con il telefono in mano, con ChatGPT aperto, con mille schede attive. Vi vedo intelligenti, veloci, pieni di risorse. E vi vedo stanchi. Stanchi di dover decidere, stanchi di dover pensare, stanchi di dover cercare.

Per questo voglio dirvi una cosa semplice: l’Intelligenza Artificiale può essere un grande aiuto, ma può diventare anche la vostra gabbia. Dipende da come la usate. Dipende se la fate crescere con voi, o se vi fate sostituire da lei.

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Repubblica democratica e Chiesa: quale rapporto?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Sotto il sinistro bagliore della guerra che li avvolge, nel cocente ardore della fornace in cui sono imprigionati, i popoli si sono come risvegliati da un lungo torpore. Essi hanno preso di fronte allo Stato, di fronte ai governanti, un contegno nuovo, interrogativo, critico, diffidente. Edotti da un’amara esperienza, si oppongono con maggior impeto ai monopoli di un potere dittatoriale, insindacabile e intangibile, e richiedono un sistema di governo, che sia più compatibile con la dignità e la libertà dei cittadini. Queste moltitudini, irrequiete, travolte dalla guerra fin negli strati più profondi, sono oggi invase dalla persuasione — dapprima, forse, vaga e confusa, ma ormai incoercibile — che, se non fosse mancata la possibilità di sindacare e di correggere l’attività dei poteri pubblici, il mondo non sarebbe stato trascinato nel turbine disastroso della guerra e che al fine di evitare per l’avvenire il ripetersi di una simile catastrofe, occorre creare nel popolo stesso efficaci garanzie.

papa Pio XII

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MH: il cantiere dell’umano

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Presentare un’Enciclica importante e voluminosa come Magnifica humanitas in poche battute potrebbe esporre chi scrive al rischio della banalità o della parzialità. Cinque capitoli, duecentoquarantacinque numeri, unitamente a un significativo proliferare di recensioni e articoli – sia nel mondo laico che nel mondo cattolico – fanno di questa prima Lettera Enciclica di Leone XIV un evento, più che un semplice documento; un evento che potremmo definire “architettonico”.

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“Magnifica humanitas”: attendendo l’enciclica

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Si intitola Magnifica humanitas la prima lettera enciclica di Leone XIV. Lo ha reso noto lunedì 18 maggio la Sala stampa vaticana, aggiungendo che il documento «sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale» sarà pubblicato il 25 maggio e che reca la firma del Pontefice in data 15 maggio, 135° anniversario della promulgazione della Rerum novarum del predecessore Leone XIII. Giovanni Tridente, professore associato di Intelligenza artificiale applicata alla comunicazione presso la Pontificia Università della Santa Croce (Roma), offre alcune considerazioni preliminari che consentono di inquadrare il prossimo testo papale.

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