Lettura del libro di Ester: Lectio di Est 3,1-4,17 della Prof.sa m. Teodora Tosatti

Madre Teodora Tosatti è biblista, teologa, traduttrice di testi sacri dall’ebraico, dall’aramaico dal greco koiné, dallo spagnolo; autrice di varie pubblicazioni e presbitera della Chiesa Cristiana Vetero Cattolica in Italia.

Venerdì 24 novembre 2017 a Perugia presso il teatro sotto la chiesa dell’Oasi di Fontivegge si è svolta con la Prof.sa m. Teodora Tosatti la lettura di una parte del libro di Ester.

Audio – Lectio di Est 3,1 – 4,17 – Prof. Teodora Tosatti – Incontro SAB 24 novembre 2017

Video – Lectio di Est 3,1 – 4,17 – Prof. Teodora Tosatti – Incontro SAB 24 novembre 2017

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La storia dell’Ortodossia in Ungheria

Come molti altri paesi situati tra l’Europa orientale e occidentale, il passato ortodosso dell’Ungheria è molto nascosto e dimenticato. Sebbene, come la Polonia, l’Ungheria sia stata illuminata solo in un periodo più tardo nella storia dell’Ortodossia europea, molti santi sono sorti dal suo territorio. Ciò è dovuto al fatto che in tempi più antichi, prima della venuta degli ungheresi o magiari, questo territorio era noto come Pannonia ed era anticamente associato all’apostolo Andrea. Come tale, nel IV, V e VI secolo, produsse anche alcuni dei più grandi tra tutti i santi ortodossi, come san Martino di Tours e san Martino di Braga.

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Giuseppe Dossetti. Frammenti di un racconto autobiografico

Un lavoro di Alberto Melloni, Fabio Nardelli e Federico Ruozzi.

Giuseppe Dossetti ha raccontato a diversi destinatari e in tempi diversi alcuni tratti della sua vita: l’ha fatto in occasioni pubbliche e private, su sollecitazione di amici o di studiosi, a volte per spiegare, altre per dar conto del suo percorso davanti a Dio dentro la storia. Questo materiale è ora nelle Teche Rai, nell’archivio della Fondazione per le Scienze Religiose, in mani di persone che l’hanno salvato quasi per caso. Un patrimonio di grandi proporzioni quantitative e qualitative. Un materiale che merita di essere ascoltato, visto.

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A proposito dell’etica dell’autenticità o della responsabilità morale nei confronti delle ferite della storia

La storia, così come si è manifestata attraverso gli eventi che l’hanno caratterizzata e seguita, è la lezione più difficile che una coscienza morale e spirituale può imparare. È difficile perché apprenderlo significa rinunciare all’abitudine più passionale dell’uomo, ovvero al comportamento storico che non è mai stato deciso.

Il filosofo tedesco Martin Heidegger ha affermato che l’essere in quanto tale è specifico per ogni epoca storica, cioè differisce da un’epoca storica all’altra, ma il tempo in quanto entità della storia ci ha mostrato che invano si è verificata un’evoluzione della tecnologia o dell’etica. Discorso adottato dagli “scultori e pittori di metafora”, purché la sofferenza della storia non sia ricevuta autenticamente dalla coscienza dei posteri.

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«Benvenuto, futuro!», la fiducia che viene dalla speranza cristiana

da Chiesadimilano.it, il Portale della Diocesi Ambrosiana.

«Io non sono ottimista, io sono fiducioso. Non mi esercito per una retorica di auspici velleitari e ingenui. Intendo dar voce piuttosto a una visione dell’uomo e della storia che si è configurata nell’umanesimo cristiano. Credo nella libertà della persona e quindi alla sua responsabilità nei confronti di Dio, degli altri, del pianeta. E credo nella imprescindibile dimensione sociale della vita umana, perciò credo in una vocazione alla fraternità». Sono le parole conclusive del Discorso alla città che l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, ha pronunciato nella Basilica di Sant’Ambrogio questa sera, alla vigilia della festa del Santo patrono.

Sant’Ambrogio 2019. Mons. Mario Delpini, Discorso alla città di Milano: “Benvenuto futuro!” (testo completo in pdf)

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L’iconostasi: elementi di storia, teologia e antropologia

da Ortodossia, sito con serie di articoli di carattere storico-teologico e patristico per promuovere il dibattito e la cultura.

La storia

L’iconostasi è un elemento dell’arredo interno d’una chiesa “bizantina” e si colloca tra il santuario (ossia tra il presbiterio dov’è situato l’altare) e la navata. L’iconostasi è sostanzialmente una parete divisoria che sorregge un certo numero di icone.

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J. B. Metz e la teologia del Novecento

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Si è spento il 2 dicembre, a 91 anni, Johann Baptist Metz, pensatore cattolico-romano, noto nel postconcilio come araldo della «nuova teologia politica», che ha il proprio manifesto nel volume Sulla teologia del mondo, uscito in tedesco nel 1968 e tradotto alcuni anni dopo. La branca della disciplina che Metz coltiva, la “teologia fondamentale”, consiste nell’esposizione delle ragioni di plausibilità della fede cristiana, in serrato dialogo con la filosofia. Il maestro di Metz, Karl Rahner, svolge questo compito mediante concetti derivati dall’esistenzialismo: l’essere umano è per sua natura aperto all’infinito, che costituisce la sua aspirazione profonda, anche quando non è consapevole: il messaggio cristiano si inserisce, per così dire, in tale dinamica, incontrando ed esaudendo tale desiderio.

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