Cristiani senza Cristo o senza mondo?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Il 4 maggio scorso, Matteo Matzuzzi, vaticanista del Foglio, firmava un lungo articolo sui “Cristiani senza Cristo”. L’ipotesi di fondo dell’articolo era che a partire da un certo punto della storia la Chiesa avesse perso Cristo – la parte divina di Gesù – e la crisi di fede di oggi ne fosse la conseguenza. Di fatto questo modo di pensare ipotizza che prima di un certo punto storico la Chiesa fosse fedele alla divinità di Cristo e il popolo europeo – almeno nella sua gran parte – fosse convintamente cristiano (assai diverso dall’essere naturaliter cristiano), mentre dopo sia la Chiesa che il popolo cristiano abbiano smarrito Cristo e la sua divinità. Per dimostrare tale infedeltà si richiamano le chiese vuote, la perdita di influenza etica nella società e la destrutturazione di una salda dottrina, il calo delle vocazioni sacerdotali e dell’organizzazione della vita comunitaria di fede. Insomma, il diluvio universale del laicismo.

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Il filo d’oro. Raimon Panikkar. Documentario intervista a cura di Werner Weick e Andrea Andriotto

Fin dai tempi più antichi, il filo d’oro è il simbolo di un sapere che nasce dall’esperienza personale e che è libero dai condizionamenti istituzionali. È un filo perché rappresenta la continuità di un’esperienza sempre antica e sempre nuova ed è esile perché in ogni generazione questa consapevolezza viene mantenuta da una minoranza di individui. Questo filo è d’oro perché è immortale, rimane sempre anche nei periodi più caotici e oscuri, a volte più apparente, a volte più nascosto.

Raimon Panikkar

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L’unicità dell’ortodossia georgiana. Intervista al sacerdote Elias Schlepegrell di Tudor Petcu

Il dottor Tudor Petcu ci invia una intervista al sacerdote Elias Schlepegrell, tedesco appartenente ad una comunità ortodossa georgiana, sul tema della unicità dell’ortodossia della Georgia.

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Vaccini, le parole che fingiamo di non capire

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

“Nello spirito di un “internazionalismo dei vaccini”, esorto l’intera comunità internazionale a un impegno condiviso per superare i ritardi nella loro distribuzione e favorirne la condivisione, specialmente con i Paesi più poveri” (Papa Francesco, messaggio Urbi et Orbi di Pasqua, 4 aprile 2021)

“Condividiamo il pensiero di Papa Francesco: vaccinarsi è un obbligo morale” (Joe e Jill Biden, auguri di Pasqua agli Stati Uniti, 4 aprile 2021)

A Pasqua – nel messaggio Urbi et Orbi – Papa Francesco è tornato a ribadire quanto ripete da mesi: e cioè che i vaccini contro il Covid-19 sono un bene globale che va condiviso con i Paesi poveri, dove le conseguenze del virus non sono meno gravi che da noi. Nelle stesse ore dall’India arrivava quest’immagine che mi ha lasciato senza parole: due giovani pazienti costretti a condividere un solo letto nel pronto soccorso di un ospedale a Nagpur, nello Stato indiano del  Maharashtra. E’ India, ma potrebbe benissimo essere il Brasile o qualunque altro tra i tanti Paesi dove in questi giorni la nuova ondata del virus sta facendo registrare numeri mai visti prima nei contagi causati dalla pandemia. Per noi, però, la loro resta un’altra malattia, qualcosa di abissalmente diverso rispetto al “nostro” problema.

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Fratelli tutti #4 – Populismo e popolarismo

da Apiceuropa.com, Associazione Per l’Incontro delle Culture in Europa.

Apice è lieta di presentare il quarto ed ultimo approfondimento del ciclo dedicato all’enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti”, pubblicata il 4 ottobre scorso. Quattro commentatori analizzeranno alcune delle principali tematiche “civili” affrontate dal Pontefice nell’enciclica. Le analisi sono state pubblicate sul periodico cuneese “La Guida”, e successivamente riprese dal nostro sito.

Nel quarto approfondimento, che riportiamo integralmente di seguito, Paolo Borgna approfondisce i temi del populismo e del popolarismo.

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Fratelli tutti #3 – Senza fraternità, cosa resta di libertà e uguaglianza?

da Apiceuropa.com, Associazione Per l’Incontro delle Culture in Europa.

Apice è lieta di presentare il terzo approfondimento del ciclo dedicato all’enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti”, pubblicata il 4 ottobre scorso. Quattro commentatori analizzeranno alcune delle principali tematiche “civili” affrontate dal Pontefice nell’enciclica. Le analisi sono state pubblicate, a partire dal numero del 5 novembre, sul periodico cuneese “La Guida”, e successivamente riprese dal nostro sito.

Nel terzo approfondimento, che riportiamo integralmente di seguito, il magistrato Alberto Perduca approfondisce i temi della libertà, dell’uguaglianza, della fraternità e della solidarietà.

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Fratelli tutti #2 – Papa Francesco per un mondo di autentica fratellanza

da Apiceuropa.com, Associazione Per l’Incontro delle Culture in Europa.

Apice è lieta di presentare il secondo approfondimento del ciclo dedicato all’enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti”, pubblicata il 4 ottobre scorso. Quattro commentatori analizzeranno alcune delle principali tematiche “civili” affrontate dal Pontefice nell’enciclica. Le analisi sono state pubblicate, a partire dal numero del 5 novembre, sul periodico cuneese “La Guida”, e successivamente riprese dal nostro sito.

Nel secondo approfondimento, che riportiamo integralmente di seguito, Adriana Longoni approfondisce il tema della fratellanza, della giustizia sociale e del multilateralismo.

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Ortodossia e Italia o rinascita di una Chiesa locale. Un articolo di Tudor Petcu

La storia, nella dimensione della sua vocazione spirituale, ha facilitato alcuni eventi la cui profondità è stata spesso trascurata da quelle coscienze che avrebbero dovuto essere più acutamente responsabili della struttura e della verità del passato. Da questo punto di vista mi riferisco soprattutto alla storia del cristianesimo europeo, definita in termini di delineare un polmone occidentale (cattolico e protestante) e un polmone orientale. Quindi oggi parliamo solo di un’Europa cattolico-protestante e di un’Europa ortodossa, quest’ultima associata solo all’Oriente, identità e geografia. Ma è giunto il momento di far conoscere il fatto che ci sono anche alcune chiese ortodosse di rito occidentale, con una storia ricca ma allo stesso tempo tormentata, tra cui la Chiesa ortodossa italiana.

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Il turismo può giovare all’identità

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Viviamo nella stagione del Covid 19, ma anche a livello europeo in quella dei “manifesti”. Spesso si tratta di documenti programmatici che provano a immaginare in Europa un mondo diverso per il dopo-Covid; tutti ovviamente guardano al Next Generation Eu e al Green Deal europeo, cioè alla programmazione che l’Unione europea sta cercando di darsi, e alle linee di sostenibilità ambientale che si vorrebbero seguire.

In questa dimensione recentemente è stato reso pubblico il Manifesto del turismo europeo (maggio 2020/ultimo aggiornamento febbraio 2021) sottoscritto da numerose realtà anche italiane (tra gli altri, in un elenco di quasi 70 istituzioni, sono presenti Europa nostra, Federturismo, la via Francigena, European Historic House, European Tourism Association). Un documento su cui si sta lavorando soprattutto in Germania, dove per esempio i musei legati a Lutero, e risistemati per il 2017, stanno pagando alla pandemia uno scotto alto, peraltro come le varie “vie” legate alla Riforma riunite in Europa nelle Route of Reformation.

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Italia e libertà religiosa. Recensione di un libro di Massimo Giusio a cura di Tudor Petcu

Di recente ho avuto modo di prendere possesso di un volume estremamente interessante, firmato dal professor Massimo Giusio, con il quale ho il privilegio di collaborare all’Università San Giovanni Crisostomo di Roma.

Il titolo di questo volume è “La libertà religiosa in Italia”, un tema, infatti, estremamente interessante se si pensa alla storia un po’ tumultuosa del paese dell’umanesimo rinascimentale.

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L’America e la democrazia da difendere

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

L’assedio a Capitol Hill, durante quella che doveva essere la conclusione formale di un processo democratico, è un fatto gravissimo perché si è colpito il cuore del sistema democratico: c’è stato un voto popolare espresso in maniera libera e democratica e il responso delle urne va rispettato, sempre. Invece è andato in scena un atto eversivo a tutti gli effetti, teso ad interrompere un cerimoniale che, solitamente, dura pochi minuti ma che ha una grande rilevanza in questa fase politica in cui il Presidente uscente non ha mai riconosciuto la sconfitta delle elezioni presidenziali di novembre. Un atto che non è stato solo dimostrativo ma un’irruzione violenta che è costata la perdita di quattro vite e il ferimento di altre tredici persone. Come ha detto Joe Biden “la democrazia è fragile” ed è per questo che la dobbiamo difendere con maggiore forza, anche qui in Europa, perché non è un elemento scontato ed irreversibile.

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Martin Lutero su epidemie e fede. Il coronavirus da un punto di vista storico-ecclesiastico – un’analisi possibile?

da Voceevangelica.ch, Chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera.

Il fatto che la maggior parte dei paesi in tutti i continenti sia colpita da un nuovo virus, è senza precedenti. Il nostro mondo globalizzato e la conseguente mobilità, assai elevata e rapida, di così tante persone, è un fattore che un tempo non c’era. La questione, però, va oltre: esistono analogie, esperienze, risorse a cui sia possibile riallacciarsi, per esempio nel modo di far fronte alle epidemie? È ciò che andremo a esaminare in questa sede, da una prospettiva decisamente contemporanea.

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“Il villaggio rumeno: dalla trascendenza idealizzata alla rappresentazione dell’identità nazionale”. Un articolo di Tudor Petcu

La cultura rumena, spesso segnata durante la sua evoluzione dalle fiamme mistificanti della fede nel Misterioso Invisibile, abbondava dell’amore emblematico per l’ambiente rurale che incorniciava in un orizzonte speciale che merita un’attenzione particolare. Niente che rappresenti l’universo delle creazioni artistiche, letterarie e filosofiche nello spazio rumeno sembra essere più presente del villaggio percepito, senza esagerare, come una magia della nostra matrice identitaria. Dove e perché questo culto per il villaggio rumeno potrebbe non essere una domanda da porsi, poiché un amore non deve necessariamente avere delle basi, essendo basato semplicemente sull’estasi dell’abbandono. E se ricordava ancora le creazioni culturali romene, un tale abbandono si è manifestato con forza, facendoci comprendere in qualche modo il significato di semplicità proprio dell’ambiente rurale come paradossale ricchezza di vita.

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La Barba di Aronne. Episodio Undicesimo: Il ghetto di Roma

Ci pare bello e significativo e invitiamo perciò a vederlo, “La Barba di Aronne”, un ciclo di brevi video dove Fra Simone fa scoprire ai cristiani l’ebraismo.

La Barba di Aronne è il nuovo progetto che vuole fare piccoli passi all’interno del mondo ebraico; un mondo ricco di cultura e di tradizioni, visto dall’esterno: con gli occhi di un cristiano.

Tra metà del ‘500 e la fine dell’800 in tutta Italia gli ebrei sono costretti ad abitare in questi quartieri chiusi, recintati, dove vivevano in situazioni di estremo disagio. Era la “soluzione” della Chiesa al problema della conversione dei giudei. Il ghetto di Roma, ancora oggi uno dei quartieri più caratteristici della città, nasce nel 1555 ad opera di Paolo IV Carafa, proprio con l’intento di accelerare la conversione degli ebrei dello stato Pontificio.

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Edith Stein: una grande donna!

da Iltuttonelframmento.blogspot.com, il blog di Fabio Cittadini.

Edith Stein nacque a Breslavia nel 1891. Ultima di sette fratelli di un’agiata famiglia ebrea, percorse con successo gli studi, occupandosi di psicologia e di ricerca filosofica nell’università della sua città natale e poi in quelle di Gottinga e di Friburgo, come allieva prima e assistente del fino noto filosofo Edmund Husserl.

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