«Gli aclisti». Giovanni Bianchi. Eremo e Metropoli, gli eBook gratuiti editi dai Circoli Dossetti

da Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli.

Una grande associazione popolare non è soltanto organizzazione, storia, personale politico, orizzonte di senso. È anche rapsodia quotidiana. Le tessere più disparate si congiungono nel suo mosaico secondo un disegno provvidenziale e lungo un filo che solo a posteriori è dato scorgere.

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L’emergenza sicurezza non esiste

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

L’emergenza sicurezza non esiste, neppure nelle grandi città. È il risultato di un modo impressionistico di maneggiare i dati e dell’avversione molto italiana per la statistica. Si prende un fatto di cronaca, si cerca un qualunque dato che lo confermi e se ne traggono le conseguenze politiche: i sindaci di sinistra dicono che la colpa è della destra che non manda abbastanza poliziotti sul territorio, la destra dice che sono i sindaci di sinistra buonisti che non prendono sul serio la minaccia dell’immigrazione, regolare o irregolare.

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Una lettura della Fratelli tutti 1/3: Una mappa per orientarsi

«Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca … ci siamo tutti. Come quei discepoli che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: “Siamo perduti!”. Così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme». Queste parole della preghiera di papa Francesco fatta il 27 marzo 2020, venerdì santo, in una piazza San Pietro vuota a causa della pandemia rappresentano un’immagine che non riassume i tanti e complessi temi della Fratelli tutti, ma ne rende piuttosto bene l’atmosfera.

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La carne dei poveri nella “Dilexi te”

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Il vissuto di chi sta ai margini delle logiche di profitto e di produzione è provocazione per i credenti a lasciarsi misurare da coloro nei quali Cristo sceglie di farsi incontrare e toccare. Da questa carne di Cristo affamata, malata, carcerata, i teologi sono sollecitati a suscitare pratiche capaci di azioni trasformatrici e inclusive. Le riflessioni che seguono sono di Marzia Ceschia, docente di Teologia spirituale presso la Facoltà teologica del Triveneto.

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Vedere le “cose nuove” dalla periferia. Discorso di papa Leone XIV ai partecipanti all’incontro mondiale dei movimenti popolari (23 ottobre 2025)

Il dialogo di papa Leone con i Movimenti Popolari, sulla scia del vivo interesse già manifestato dal suo predecessore, papa Francesco, denota la considerazione che la Santa Sede nutre nei loro confronti, tanto da definire di «importanza profetica» la loro presenza nella società.

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«12 luglio 1980». Una poesia di Primo Levi

Questi versi di Primo Levi sono un piccolo miracolo di verità e pudore.

Non c’è romanticismo artificiale, nessuna idealizzazione: solo due vite intrecciate nel tempo, con la fatica, la tenerezza e le cicatrici che ogni amore maturo porta con sé.

Levi parla alla donna che gli è accanto non come a un simbolo, ma come a una compagna reale — affaticata, impaziente, viva.

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Il Fascismo. Un testo di p. David Maria Turoldo

Un giorno mi trovavo alla loggia dei mercanti accanto alla piazza del Duomo, ad un raduno di giovani del ‘Littorio’. Vi parlavano Vigorelli, Magliano ed altri. C’era anche un famoso cieco di guerra, di cui non ricordo il nome, che spronava a correre alle armi. Intervenni anch’io, come obiettore. Il mio intervento era sulla necessità di riscoprire la propria coscienza. Ricordo la risposta di Vigorelli che disse: “Come al solito è ancora un prete a sorprenderci, con la sua predicaccia da confessionale”. Era la prima uscita “sulla piazza”. Così ho cominciato il mio sacerdozio di guerra (…).

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Sulla tavola dei populisti

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

«Siamo quello che mangiamo» è un’affermazione del filosofo tedesco Ludwig Feuerbach. L’affermazione non solo sottolinea come la nostra alimentazione influenzi profondamente la salute fisica e mentale, ma potrebbe essere estesa a idee e principi etici che ispirano mente, cuore e prassi di tutti noi.

Detto questo, la domanda è: cosa «mangiano» i leader politici e istituzionali che stanno determinando questa fase delicata e pericolosa della nostra storia? Scelgo di non fare nomi, non solo perché sarebbero diversi, ma anche perché il menù è condiviso, in quantità e modi diversi, a destra come a sinistra. Lungi da me l’affermare che i menù sono identici, ma solo il ricordare che i duri e puri esistono solo nella fantapolitica e ognuno ha colpe personali per cui non può scagliare pietre contro l’altro.

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Aree interne: Lettera aperta al Governo e al Parlamento sottoscritta da 141 tra Cardinali, Arcivescovi, Vescovi e Abati

Pubblichiamo la “Lettera aperta al Governo e al Parlamento”, sottoscritta a conclusione dell’annuale convegno dei Vescovi delle Aree interne. Il documento, firmato al momento da 141 tra Cardinali, Arcivescovi, Vescovi e Abati, resta aperto per ulteriori adesioni. Il testo sarà consegnato all’Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, Isole e Aree Fragili”.

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Appello alle Istituzioni Italiane, ai cittadini e ai credenti in Italia. Di UCEI, CEI, COREIS, Moschea di Roma, UCOII

Questo appello nasce dalla convinzione dell’improrogabile necessità di favorire qualsiasi iniziativa di incontro per arginare l’odio, salvaguardare la convivenza, purificare il linguaggio e tessere la pace. Responsabilità di singoli e di soggetti collettivi!

È un appello che esprime il tanto che unisce, messo a dura prova da quanto sta accadendo, ma nella certezza che il dialogo deve trovare le soluzioni a quanto umilia le nostre fedi e resistere. Ciascuno di noi – primi firmatari – avrebbe certamente qualcosa da aggiungere per esprimere il dolore che proviene dalle rispettive comunità, nelle quali vi sono posizioni e convinzioni diverse, così come aspettative rispetto a determinati fatti e scelte.

L’appello è aperto a quanti condividono questa preoccupazione unitaria che genera responsabilità comune, mettendo da parte, in questo documento, quanto divide, per rafforzare ciò che ci unisce, nello sforzo comune di capire il dolore e le ragioni dell’altro, generando un impegno rinnovato per trovare soluzioni giuste e durature per tutti. In modo particolare, l’appello è aperto al “Tavolo delle religioni” che da tre anni si trova presso la sede della CEI nell’intento di cercare una “Via italiana del dialogo interreligioso”.

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Dichiarazione congiunta del Patriarcato Greco Ortodosso di Gerusalemme e del Patriarcato Latino di Gerusalemme

Sui sentieri della giustizia si trova la vita, la sua strada non va mai alla morte” (Proverbi 12,28).

Qualche settimana fa, il governo israeliano ha annunciato la sua decisione di prendere il pieno controllo della città di Gaza. Negli ultimi giorni, i media hanno ripetutamente riferito di una massiccia mobilitazione militare e dei preparativi per un’imminente offensiva. Le stesse notizie indicano che la popolazione della città di Gaza, dove vivono centinaia di migliaia di civili – e dove si trova la nostra comunità cristiana – sarà evacuata e trasferita a sud della Striscia. Al momento della presente dichiarazione, sono già stati emessi ordini di evacuazione per diversi quartieri della città di Gaza. Continuano ad arrivare notizie di pesanti bombardamenti. Si registrano ulteriori distruzioni e morti in una situazione già drammatica prima dell’inizio dell’operazione. Sembra che l’annuncio del governo israeliano secondo cui «si apriranno le porte dell’inferno» stia effettivamente assumendo contorni tragici. L’esperienza delle passate campagne a Gaza, le intenzioni dichiarate dal governo israeliano riguardo all’operazione in corso e le notizie che ci giungono dal terreno dimostrano che l’operazione non è solo una minaccia, ma una realtà che è già in fase di attuazione.

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«Se non per Dio, fatelo per ciò che d’umano resta nell’umanità…». Intervento sulla pace di don Mimmo Battaglia

Il pianeta risuona tamburi di guerra da ogni direzione dell’orizzonte. In Ucraina tredicimila civili cancellati dal fuoco; a Gaza cinquantasette mila vite spente come candele nella corrente in ventuno mesi d’assedio; dal Sudan quattro milioni di corpi in marcia alla ricerca di un fazzoletto d’ombra; in Myanmar tre milioni e mezzo di volti dispersi fra cenere e giungla; e, sopra tutti, una città invisibile che non smette di crescere: centoventidue milioni di profughi lanciati nel vento come semi. Questi numeri — li sentite pulsare? — dovrebbero gelare il sangue, ma sfumeranno come bruma se non accostiamo l’orecchio al battito che custodiscono. Ogni cifra è una fronte che scotta, una fotografia sbiadita stretta in un pugno, una voce che domanda solo un minuto senza sirene.

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«Felicità: tra illusione e realtà». Un articolo di Tudor Petcu

Una delle domande fondamentali che l’uomo, in quanto entità razionale e riflessiva, si pone fin dalle prime fasi della sua esistenza è: “Possiamo davvero essere felici?”. O, più semplicemente: “Cos’è la felicità?”.

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Ribelli per amore. Il contributo dei cattolici alla Resistenza

La nona puntata dei Dialoghi dello Spirito delle ACLI nazionali è uno speciale dedicato al 25 aprile e alla Resistenza. Con la Presidente dell’ANPC, Mariapia Garavaglia e con lo storico, Giorgio Vecchio, il focus è sull’apporto originale dei cattolici alla liberazione del paese dal nazifascismo.

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L’incontro Trump-Putin: cosa possiamo aspettarci? Un’articolo di Maria Rătescu

Tudor Petcu ci invia un articolo di Maria Rătescu, una brillante allieva della dodicesima classe presso il Liceo Internazionale King George di Bucarest, Romania, sul recente vertice di Anchorage, in Alaska.

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Perché la guerra? Il carteggio tra Einstein e Freud

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Caputh è una piccola cittadina della regione dei laghi nel Brandeburgo, a una manciata di chilometri da Potsdam, in posizione idilliaca sulle rive del Templiner-See e dello Schwielowsee. Per alcuni anni, tra il 1929 e il 1932, Albert Einstein e la moglie Elsa trascorsero a Caputh i mesi dalla primavera al tardo autunno, in una bella villetta in pino dell’Oregon, oggi di proprietà dell’Università ebraica di Gerusalemme e sede dell’Einstein Forum[1]. In questa tranquilla località, Einstein poteva trovare rifugio dalle ore frenetiche della vita berlinese, dedicandosi allo studio e alla riflessione.

Lo scienziato si era trasferito dalla Svizzera a Berlino nel 1914 quando, chiamato a far parte dell’Accademia Reale Prussiana delle Scienze, gli era stata assegnata la cattedra universitaria di Fisica teorica e la direzione dell’Istituto Kaiser Wilhelm per la Fisica. L’assegnazione del premio Nobel per la Fisica, nel 1921, contribuì notevolmente ad accrescerne la popolarità; da tutto il mondo gli giungevano inviti per partecipare ad incontri e tenere conferenze, non solo in ambito propriamente scientifico.

Nel 1932 l’Istituto internazionale di cooperazione intellettuale[2] prese contatti con Einstein per proporgli di invitare a uno scambio di opinioni, in merito a una questione a sua scelta, uno scienziato o uno studioso di suo gradimento. Einstein accolse l’invito e, il 30 luglio 1932, inviò da Caputh una lettera a Sigmund Freud, che gli rispose da Vienna a settembre.

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La Buona novella. Un ministero che rottama le armi indesiderate

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Ogni venerdì e sabato, a Berkley, nel Michigan, un ministero cristiano aiuta le persone a liberarsi in modo sicuro delle proprie armi da fuoco. Si chiama Disarmory Ministries ed è il primo programma negli Stati Uniti dedicato al ritiro di armi indesiderate: chi consegna un’arma da fuoco riceve buoni regalo da utilizzare in negozi di alimentari locali. Un’iniziativa particolarmente significativa in uno Stato, come il Michigan, segnato negli ultimi anni da gravi episodi di violenza armata, anche all’interno di scuole e università.

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Per una lettura nonviolenta dei propri testi sacri

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Pubblichiamo gli appunti per una relazione orale di Fabrizio Mandreoli svolta in una tavola rotonda – insieme a interventi di Marco Giovannoni, Miriam Camerini, Shahrzad Houshmand e diversi altri/e – svoltasi presso la giornata di formazione “Mediterraneo laboratorio di Pace” presso l’ISSR di Rimini coordinato dal professor Marco Casadei e dalla professoressa Abir Hanna.

Desideriamo indagare – per poterlo disinnescare – quel fenomeno per cui il mistero di Dio – rivendicato da tutti i figli di Abramo, ebrei, cristiani e musulmani, come l’unico, il trascendente, il sempre più grande – viene singolarmente tribalizzato ed etnicizzato (“il nostro Dio”), territorializzato (la “nostra terra santa”), politicizzato (“Dio è con noi qualsiasi cosa facciamo”) e, per così dire, reso coloniale (la “nostra giusta e necessaria superiorità e supremazia”).

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Nella morsa del consumismo. Il soggetto (ciascun uomo) oggetto del mercato e dei bisogni indotti da esso

da Persona e comunità, blog di riflessione culturale, filosofica, religiosa, pedagogica, estetica.

Z. Bauman ha lasciato una ricca ed efficace disamina della società del consumismo, scritta nel 2007, quando ormai risultava articolata e composita la sua pianta. Aveva avuto modo di osservarla ed analizzarla applicando gli strumenti della sociologia critica, portandosi oltre una reazione strettamente morale.

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