Livio Labor: l’omaggio delle Acli al grande aclista e politico “difensore dei deboli” a INS2018

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

La storia, la politica, la società e la cultura di un Paese spesso si plasmano, tracciano percorsi, compiono svolte, grazie alle personalità che le hanno attraversate, alla vita che hanno vissuto, ai valori che hanno fatto propri, alle idee per cui si sono battuti e che hanno divulgato.

Livio Labor, politico, sindacalista e indimenticato presidente delle Acli, è innegabilmente una delle grandi personalità che hanno attraversato il ‘900: una vita, una storia che hanno indicato una strada e lasciato un segno importante nel mondo cattolico, del lavoro, del sindacato, contribuendo in maniera importante a delineare la presenza cattolica nel dibattito politico e sindacale.

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Difensore dei deboli – Testimonianza di Willi Labor, figlio di Livio Labor all’inaugurazione della “Scuola centrale di formazione Livio Labor” delle ACLI

da Rendicontare.blogspot.it, rendiamociconto il blog di Paola Villa.

Sono Willi, sono il secondo figlio di Livio Labor, i miei fratelli Marcello ed Enzo sono qui in prima fila e mi hanno dato l’onore e l’onere di dire due parole su papà. Non è facile. Non parlo abitualmente in pubblico. Sono un povero giornalista. Non è facile, dopo le belle parole di Mons. Galantino. La brutta notizia è che non sono abituato. La buona è che sarò breve, perché ho scritto qualcosa.

Volevo ringraziare le Acli e il Presidente per aver scelto di dedicare questa scuola alle Acli. Ci sono varie sedi Acli in giro che hanno pensato di dedicare il nome. Anche in Svizzera c’è una sede Acli dedicata a papà. A Roma c’è anche un piccolo parco che prende il suo nome, nella zona dei sindacalisti, vicino c’è anche Viale Sacco e Vanzetti, rivoluzionari, la prendiamo come un auspicio. Per dire, papà ha avuto riconoscimenti terreni. Ma sapere che le Acli nazionali, cioè il posto che è stato per lui la sua casa e seconda famiglia, hanno deciso di dedicargli la scuola centrale, lo capirete anche dalla inflessione della mia voce, questo è per noi motivo di orgoglio. Anche perché arriva a quasi 50 anni da quando lasciò la presidenza delle Acli. Lasciò perché aveva deciso che il suo contributo era richiesto nel campo della politica attiva. O meglio, della politica partitica, che anche le Acli erano politica attiva.  Continua a leggere