Come si deve intendere il giorno di Pasqua nell’arte? Una recensione di Tudor Petcu

Recentemente, ho avuto l’onore di ricevere da uno dei miei più importanti collaboratori e formatori, François Boespflug, il suo eccellente volume “Il giorno di Pasqua nell’Arte”, una vera raccolta artistica e iconografica su ciò che ha rappresentato la risurrezione di Gesù Cristo.

Il volume è tradotto in italiano dalla Professoressa Emanuela Fogliadini con la quale ho anche avuto il privilegio di collaborare negli anni.

Il professor Boespflug riesce a cogliere con particolare precisione e intelligenza storico-estetica i momenti essenziali della storia dell’arte in cui il Salvatore è rappresentato nelle sue varie pose, soprattutto dopo la Resurrezione, quando apparve alla folla.

Direi infatti che François Boespflug ci offre una vera e propria raccolta di teologia artistica e iconografica affinché noi, lettori comuni, comprendiamo che la Risurrezione del Signore ha indubbiamente suscitato emozioni immaginarie nei grandi pittori nel loro tentativo di penetrare nel profondo. di questo importante evento nella storia dell’umanità.

Lo scopo essenziale di questo libro è quello di attenersi all’eco data dall’arte a quanto, secondo i Vangeli canonici, avvenne il giorno di Pasqua, dall’alba al tramonto, e di sottolineare che fu un giorno in cui la notizia della risurrezione di Cristo suscitò molto resistenza tra gli stessi apostoli.

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D’altra parte, l’originalità di questo libro è quella di trattare il giorno di Pasqua nell’arte senza ricorrere ai due soggetti più frequenti per affrontare questo mistero, ovvero l’Anastasi dei bizantini-ortodossi e l’uscita dalla tomba dell’Occidente. Nessuna delle tavole con nessuno di questi soggetti è stata riprodotta. E in un certo senso, Oriente e Occidente vengono rimandati indietro.

Certo, la ricerca di François Boespflug mira a mettere in luce il fatto che l’arte iconografica stessa è più di un gioco dell’immaginazione, un’estetica che addolcisce la realtà, spesso veicolata da straripamenti totalitari. Il suo volume, infatti, ci mostra indubbiamente l’autenticità della stessa Resurrezione che ha ispirato tante preoccupazioni artistiche, quest’ultime essendo comprensioni personali più o meno soggettive della realtà storica evocata.

Ovviamente anche François Boespflug sta sviluppando una teologia dell’icona, vista l’enfasi che pone sui dettagli e sui motivi che stanno alla base del messaggio spirituale che questi veicolano.

In ogni caso, questo volume merita non solo l’attenzione che gli è dovuta, ma soprattutto una valorizzazione storica, intellettuale e spirituale da parte dei lettori, per comprendere da un lato il miraggio artistico della rappresentazione del Risurrezione del Signore, ma anche come questo evento segnato dalla volontà divina abbia influito in modo decisivo sul destino dell’umanità.

Mi congratulo sinceramente con François Boespflug ed Emanuela Fogliadini per il loro duro lavoro su questo volume, dimostrando in qualche modo che il tentativo di comprendere Gesù Cristo crocifisso, risorto ed esaltato è probabilmente un’alta disciplina di vita.

Tudor Petcu

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