Lettera ai mercanti della morte. Lettera aperta ai responsabili della nuova spirale di violenza che avvolge l’umanità. Del card. Domenico Battaglia

Ai mercanti della morte,
a voi che fate affari con il sangue degli uomini,
a voi che contate i profitti mentre le madri contano i figli,
a voi che chiamate “strategia” ciò che il Vangelo chiama scandalo,
rivolgo parole che non nascono dalla diplomazia, ma dalla ferita.

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La Parola è la mia casa: [22/02/2026] I dom TQ anno A

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

Un cammino di fedeltà alla Parola e di resistenza al male ingannatore

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 4, 1-11)

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

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La Parola è la mia casa: [15/02/2026] VI dom TO anno A

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

La Parola che rivela, che porta a pienezza, che salva smaschera le parole false di confusione, paura, violenza

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 5,20-22a.27-28.33-34a.37)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

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Come se nulla fosse accaduto

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Nel 1933, all’indomani della presa del potere da parte di Adolf Hitler, qualcuno chiede al teologo Karl Barth come egli, da sempre politicamente socialista e precocemente consapevole delle potenzialità disgregatrici del Nazismo, anche per quanto riguarda la Chiesa, intenda reagire.

La risposta suona più o meno così: continuerò a fare teologia insieme ai miei studenti, «come se nulla fosse accaduto […]. Alla stessa maniera in cui i benedettini della vicina [a Bonn, dove Barth insegna] abbazia di Maria Laach continuano normalmente, anche nel Terzo Reich, la recita delle ore canoniche, senza avere dubbi, senza interrompersi o distrarsi».

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La scuola non è un’isola

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

A leggere non pochi ‘articoli’ usciti via via sulla terribile vicenda accaduta in una scuola di La Spezia — con la morte di Youssef Abanoud, ucciso in classe da un compagno—, insieme ad altri episodi simili di aggressività giovanile di cui la ‘cronaca’ non perde una notizia, viene lo sconforto. Non solo per il fatto in sé, certamente gravissimo, certamente segno di una situazione giovanile complessa, ma per tutta la retorica che ne segue; perché poi agli eventi drammatici si unisce la solita squallida trafila di speculazioni, politiche e comunicative,  per raccattare qualche misero punti di consenso, per animare le discussioni da bar o da serale di Rete4… ed emerge, in modo più o meno subdolo, che, insomma, la colpa è della scuola e degli insegnanti che non hanno fatto, non hanno agito per tempo, etc… Come se, ad esempio, stando a quanto pare sia successo nei mesi scorsi a La Spezia grazie a un insegnante, mettere in cerchio degli adolescenti per far esprimere delle emozioni profonde, anche contraddittorie o ‘di morte’, comporterebbe subito l’avviso dell’autorità giudiziaria. Non vedendo, invece, l’utilità di un simile esercizio, che cerca di esternalizzare, dare spazio anche a pulsioni negative: e oggi, sinceramente, chi lo fa con i ragazzi e le ragazze?

Perché, in fondo, che siano comportamenti aggressivi o auto-aggressivi, in crescita tra gli adolescenti, c’è sempre del disagio da accogliere, comprendere, gestire; c’è sempre un percorso educativo che da una parte chiede e chiama alla responsabilità seria dei propri gesti, ma poi domanda anche ascolto.

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L’emergenza sicurezza non esiste

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

L’emergenza sicurezza non esiste, neppure nelle grandi città. È il risultato di un modo impressionistico di maneggiare i dati e dell’avversione molto italiana per la statistica. Si prende un fatto di cronaca, si cerca un qualunque dato che lo confermi e se ne traggono le conseguenze politiche: i sindaci di sinistra dicono che la colpa è della destra che non manda abbastanza poliziotti sul territorio, la destra dice che sono i sindaci di sinistra buonisti che non prendono sul serio la minaccia dell’immigrazione, regolare o irregolare.

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Dichiarazione congiunta del Patriarcato Greco Ortodosso di Gerusalemme e del Patriarcato Latino di Gerusalemme

Sui sentieri della giustizia si trova la vita, la sua strada non va mai alla morte” (Proverbi 12,28).

Qualche settimana fa, il governo israeliano ha annunciato la sua decisione di prendere il pieno controllo della città di Gaza. Negli ultimi giorni, i media hanno ripetutamente riferito di una massiccia mobilitazione militare e dei preparativi per un’imminente offensiva. Le stesse notizie indicano che la popolazione della città di Gaza, dove vivono centinaia di migliaia di civili – e dove si trova la nostra comunità cristiana – sarà evacuata e trasferita a sud della Striscia. Al momento della presente dichiarazione, sono già stati emessi ordini di evacuazione per diversi quartieri della città di Gaza. Continuano ad arrivare notizie di pesanti bombardamenti. Si registrano ulteriori distruzioni e morti in una situazione già drammatica prima dell’inizio dell’operazione. Sembra che l’annuncio del governo israeliano secondo cui «si apriranno le porte dell’inferno» stia effettivamente assumendo contorni tragici. L’esperienza delle passate campagne a Gaza, le intenzioni dichiarate dal governo israeliano riguardo all’operazione in corso e le notizie che ci giungono dal terreno dimostrano che l’operazione non è solo una minaccia, ma una realtà che è già in fase di attuazione.

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Perché la guerra? Il carteggio tra Einstein e Freud

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Caputh è una piccola cittadina della regione dei laghi nel Brandeburgo, a una manciata di chilometri da Potsdam, in posizione idilliaca sulle rive del Templiner-See e dello Schwielowsee. Per alcuni anni, tra il 1929 e il 1932, Albert Einstein e la moglie Elsa trascorsero a Caputh i mesi dalla primavera al tardo autunno, in una bella villetta in pino dell’Oregon, oggi di proprietà dell’Università ebraica di Gerusalemme e sede dell’Einstein Forum[1]. In questa tranquilla località, Einstein poteva trovare rifugio dalle ore frenetiche della vita berlinese, dedicandosi allo studio e alla riflessione.

Lo scienziato si era trasferito dalla Svizzera a Berlino nel 1914 quando, chiamato a far parte dell’Accademia Reale Prussiana delle Scienze, gli era stata assegnata la cattedra universitaria di Fisica teorica e la direzione dell’Istituto Kaiser Wilhelm per la Fisica. L’assegnazione del premio Nobel per la Fisica, nel 1921, contribuì notevolmente ad accrescerne la popolarità; da tutto il mondo gli giungevano inviti per partecipare ad incontri e tenere conferenze, non solo in ambito propriamente scientifico.

Nel 1932 l’Istituto internazionale di cooperazione intellettuale[2] prese contatti con Einstein per proporgli di invitare a uno scambio di opinioni, in merito a una questione a sua scelta, uno scienziato o uno studioso di suo gradimento. Einstein accolse l’invito e, il 30 luglio 1932, inviò da Caputh una lettera a Sigmund Freud, che gli rispose da Vienna a settembre.

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Cosa ha da dire la Bibbia ebraica sui crimini di guerra?

da Sguardoasion.com, spazio virtuale dedicato alla riflessione libera sui temi legati alla Bibbia ebraica (Tanakh) e all’Ebraismo in generale.

Il rapporto tra l’Ebraismo, la guerra e l’etica militare è oggi più che mai al centro dell’attenzione mediatica, con i molti dibattiti infuocati relativi ai conflitti in cui è attualmente coinvolto lo Stato d’Israele.

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La Buona novella. Un ministero che rottama le armi indesiderate

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Ogni venerdì e sabato, a Berkley, nel Michigan, un ministero cristiano aiuta le persone a liberarsi in modo sicuro delle proprie armi da fuoco. Si chiama Disarmory Ministries ed è il primo programma negli Stati Uniti dedicato al ritiro di armi indesiderate: chi consegna un’arma da fuoco riceve buoni regalo da utilizzare in negozi di alimentari locali. Un’iniziativa particolarmente significativa in uno Stato, come il Michigan, segnato negli ultimi anni da gravi episodi di violenza armata, anche all’interno di scuole e università.

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Per una lettura nonviolenta dei propri testi sacri

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Pubblichiamo gli appunti per una relazione orale di Fabrizio Mandreoli svolta in una tavola rotonda – insieme a interventi di Marco Giovannoni, Miriam Camerini, Shahrzad Houshmand e diversi altri/e – svoltasi presso la giornata di formazione “Mediterraneo laboratorio di Pace” presso l’ISSR di Rimini coordinato dal professor Marco Casadei e dalla professoressa Abir Hanna.

Desideriamo indagare – per poterlo disinnescare – quel fenomeno per cui il mistero di Dio – rivendicato da tutti i figli di Abramo, ebrei, cristiani e musulmani, come l’unico, il trascendente, il sempre più grande – viene singolarmente tribalizzato ed etnicizzato (“il nostro Dio”), territorializzato (la “nostra terra santa”), politicizzato (“Dio è con noi qualsiasi cosa facciamo”) e, per così dire, reso coloniale (la “nostra giusta e necessaria superiorità e supremazia”).

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Religioni, messianismi, guerre

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Dinanzi alla lunga durata della seduzione della guerra, della «normalità» dei massacri, dell’accettazione rassegnata della deumanizzazione come modalità ordinaria dello sguardo, del paradigma amico-nemico tornato a reggere i rapporti tra i popoli, del riarmo forsennato come prospettiva economica e politica dei prossimi anni, della messa in conto delle tecnologie più raffinate al servizio della distruzione e del controllo sociale, dell’inganno sistematico dell’informazione, l’interrogativo che è giusto porsi è se tutto questo sia semplicemente il frutto di una (discutibile) razionalità geopolitica ancorata alla cultura del si vis pacem para bellum o se non vi siano altre energie che attraversano menti e cuori e li rendono disponibili alla regressione antropologica di questi tempi.

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La difesa non è sempre legittima

È sempre legittima la difesa? Con qualunque mezzo e in qualunque situazione? Le questioni morali e giuridiche sono molte e complesse. Le storie e i racconti di chi per legittima difesa ha finito con l’uccidere uno sconosciuto introdottosi nella propria casa, non raccontano solo grandi sofferenze dal punto di vista psicologico, ma esprimono tutto il travaglio della coscienza che non è riducibile alla licenza di difendersi con qualunque mezzo. Continua a leggere

Yemen. La crisi dimenticata | Finis Terrae S2:E7

Il riemergere sulla scena mediorientale dei ribelli Houthi dello Yemen sta aggravando le condizioni di un popolo già colpito da nove anni di guerra. Un popolo dimenticato dal mondo, denuncia l’attivista Asia Al-Mashreqi, vincitrice del premio Nansen dell’Onu per il suo impegno a favore di sfollati, giovani e donne in un Paese dove l’80% della popolazione vive di aiuti umanitari. Tra le categorie più svantaggiate ci sono proprio le ragazze, in particolare nelle aree governate dagli Houthi. Eppure per Asia, che racconta la sua storia di emancipazione da una contesto povero e patriarcale, lo sviluppo potrebbe ripartire proprio da loro, a condizione che abbiano accesso a sicurezza, istruzione e modelli positivi. I consigli di Finis Terrae Il film Il fiore delle Mille e una notte di Pier Paolo Pasolini: http://www.mymovies.it/film/1974/ilfioredellemilleeunanotte/ Il graphic novel “La sposa yemenita” della reporter Laura Silvia Battaglia: http://www.beccogiallo.it/negozio/graphic-journalism/la-sposa-yemenita/ La raccolta di saggi “Lo Yemen raccontato dalle scrittrici e dagli scrittori”, curata da Isabella Camera d’Afflitto: http://www.orientalia-editrice.com/shop/Lo-Yemen-raccontato-dalle-scrittrici-e-dagli-scrittori-p192201530 Il film “Dieci giorni prima del matrimonio” diretto da Amr Gama:    • 10 Days Before The Wedding Video   Il cantante contemporaneo yemenita Ali al Ansi:    • Yemen Ali Al-Ansy Love and Coffee Mus…  

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Il Messaggio e la supplica per la pace del Card. Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, per l’Assunzione di Maria e la risposta dell’Imam Yahya Pallavicini

da Coreis.it, il sito della COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana), una comunità islamica nel cuore dell’occidente.

Messaggio del Card. Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, per l’Assunzione di Maria

Riportiamo di seguito il messaggio del Card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, in occasione della celebrazione cristiana della Assunzione di Maria Vergine in Cielo. Scarica il PDF in originale / Leggi qui la risposta dell’Imam Yahya Pallavicini


Gerusalemme, 9 agosto 2024

Carissimi fratelli e sorelle, il Signore vi dia pace!

Sono passati già molti mesi dall’inizio di questa terribile guerra. Non solo la sofferenza causata da questo conflitto e lo sgomento per quanto sta avvenendo sono ancora integri, ma sembrano anzi essere continuamente alimentati da odio, rancore e disprezzo che non fanno che aumentare la violenza e allontanare la possibilità di individuare soluzioni.

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Florenskij, ogni sparo è mirato al corpo di Cristo

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

A 85 anni dalla morte di Pavel Alexandrovic Florenskij, abbiamo chiesto al prof. Natalino Valentini, pioniere degli studi su Florenskij in Italia, appassionato e inesausto esploratore della teologia e spiritualità russo-ortodossa del Novecento, di raccontarci lo stato delle ricerche più recenti sulla vita e sull’opera del geniale pensatore russo, martire della Chiesa del XX secolo.

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Sud Sudan. Un futuro oltre la guerra | Finis Terrae S2:E6

In prima linea, in mezzo a tante emergenze, c’è il missionario Christian Carlassare, vescovo di Rumbek, che da quasi vent’anni condivide il travagliato cammino di questa terra. Compresa la violenza: nel 2021 un attentato lo ferì gravemente alle gambe. Ma il comboniano 46enne non si è lasciato scoraggiare: qui ci racconta la sua opera e quella della Chiesa sudsudanese per assistere la gente, promuovere l’istruzione dei giovani – in particolare le ragazze – e portare avanti un cammino di riconciliazione, unica via per un futuro di pace. Tra i servizi della puntata la storia della nazionale di basket sudsudanese, che volerà alle Olimpiadi di Parigi. I consigli di Finis Terrae: Il documentario For the Sake of Peace di Christophe Castagne e Thomas Sametin    • For The Sake of Peace new clip offici…   Il libro “Sud Sudan. Il lungo e sofferto cammino verso pace, giustizia e dignità”, di padre Daniele Moschetti https://www.ibs.it/sud-sudan-lungo-so… Le graphic novel “Farfalla kukupu, I colori dell’unione” e “Una notte di parole” realizzate dagli studenti dello IED di Milano con il supporto di Amref Health Africa https://www.ied.it/news/9-futuri-illu… L’opera di Jaiksana, attivista per i diritti umani e rapper sudsudanese https://www.jaiksana.com

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Israele – Palestina. Donne per la pace | Finis Terrae S2:E5

Mentre la violenza in Medio Oriente raggiunge livelli sconcertanti, le parole di odio rischiano di soffocare le voci di chi, su entrambi i fronti, non smette di lottare per la riconciliazione. Voci che spesso sono quelle delle donne. Come Layla Alsheikh, palestinese, che anni fa perse il suo bimbo neonato per colpa dei soldati israeliani ma oggi è impegnata per il dialogo, o Ariella Giniger, israeliana, fondatrice di una grande associazione di donne che rivendicano un accordo di pace. Anche di fronte alla tragedia in corso, Layla e Ariella, come tante altre, restano ferme nella propria convinzione: l’unica via per risolvere lo scontro che avvelena la loro terra è mettersi nei panni dell’altro. E spezzare il ciclo della violenza. La puntata contiene anche una scheda storica sul conflitto e tanti consigli per approfondire.  I consigli di questa puntata: Il libro Una storia di amore e di tenebra, di Amos Oz La graphic novel di Joe Sacco Palestina Il film Il figlio dell’altra, di Lorraine Lévy Il film 200 metri, del regista Ameen Nayfeh (https://www.primevideo.com/detail/200…) La serie tv Fauda (www.netflix.com/it/title/80113612) Il saggio Pop Palestine. Viaggio nella cucina popolare palestinese, di Fidaa Abuhamdiya e Silvia Chiarantini

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«Lo stile mite/nonviolento di Gesù». Un articolo di Lidia Maggi

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Siamo curiosi di sapere, di conoscere quale sia stato “il singolare modo di stare al mondo” di Gesù? – chiede l’autrice Lidia Maggi, teologa e pastora battista. Dove guardare “per scorgere lo stile nonviolento che caratterizzerebbe Gesù di Nazareth”? Uno stile che Gesù non spiega a parole ma testimonia con la sua vita.

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