Testi di Antonio Doda pubblicati sul gruppo Facebook Kairos – Storia del cristianesimo
Proseguendo la breve sintesi senza pretese di “Un ebreo marginale”, di John P. Meier, siamo al secondo volume che si intitola: “Mentore, messaggio, miracoli.” Ricordo che è un volume di più di 1300 pagine avvincenti. Abbiamo parlato del mentore, Giovanni Battista, ora vediamo qual e’ per Meier il messaggio chiave.
Partiamo da come Gesù si distacca dal messaggio del Battista. Usiamo le parole di Meier
…..La predicazione di Gesù era contrassegnata molto meno da minacce di perdizione e molto più dalla buona notizia che Dio stava arrivando in potenza per salvare e restaurare il suo popolo peccatore e disperso.
Meier mette l’accento sull’espressione “regno di Dio” relativamente rara , che Gesù utilizza per evocare l’avvento trionfale di Dio come re per governare Israele negli ultimi giorni, come promesso in Isaia e nei Salmi. Gesù evoca negli uditori la storia della salvezza dell’intero dramma biblico, dove un popolo di disperati viene salvato dalla schiavitù, raccolto, guarito, perdonato, in preparazione del giudizio finale e della salvezza finale.
Gesù insegnò ai suoi discepoli a pregare il Padre: “Venga il tuo regno”. Con angoscia e insieme con fiducia Gesù disse ai suoi discepoli nel suo ultimo banchetto conviviale che non avrebbe più bevuto del frutto della vite finché non lo avesse bevuto nel regno di Dio. Il banchetto nel regno di Dio non era per lui soltanto, molti sarebbero venuti dall’oriente e dall’occidente…e allora, gli affamati sarebbero stati saziati, i piangenti finalmente consolati, e tutte le promesse delle beatitudini di Gesù realizzate. Se fosse rimasto a ciò Gesù non sarebbe stato diverso da alcuni profeti, e da Giovanni Battista, ma il regno che lui proclamava come futuro era il Regno che egli annunciava anche come realtà presente. “Il regno di Dio è in mezzo a voi”. Le sue parabole enigmatiche mettevano gli uditori a confronto con il Regno di Dio facendogli fare esperienza dell’avvento del Regno nella propria esistenza. Ma la sua non era solo una parola-evento in senso moderno, esistenzialistico. Egli rese presente e palpabile il banchetto finale del Regno nella comunione di mensa, che realizzò nel modo più sorprendente con gli emarginati sul piano sociale e religioso.
C’è poi una differenza sbalorditiva fra il ministero di Giovanni e quello di Gesù che quest’ultimo segnala ai discepoli di Giovanni venuti ad interrogarlo:” I ciechi vedono, gli storpi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono e i morti sono resuscitati”. Tutto come parte del più ampio programma di Gesù di proclamare la buona notizia della salvezza per i poveri di Israele.
Siamo già al terzo tema del secondo volume: i miracoli, che sarà oggetto della prossima sintesi.
Ho estesamente utilizzato le parole di Meier nelle utilissime ricapitolazioni dell’autore stesso al termine di ogni sezione.