Elogio dell’impurezza. Un testo di Primo Levi

Sulle dispense stava scritto un dettaglio che alla prima lettura mi era sfuggito, e cioè che il così tenero e delicato zinco, così arrendevole davanti agli acidi, che se ne fanno un solo boccone, si comporta invece in modo assai diverso quando è molto puro: allora resiste ostinatamente all’attacco. Se ne potevano trarre due conseguenze filosofiche tra loro contrastanti: l’elogio della purezza, che, protegge dal male come un usbergo; l’elogio dell’impurezza, che dà adito ai mutamenti, cioè alla vita.

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Il metodo midrash

Il midrash è la forma di interpretazione e commento ai testi sacri della tradizione ebraica, sviluppata principalmente nel periodo rabbinico (tra il II e il VI secolo d.C.), ma con radici più antiche. La parola midrash deriva dal verbo ebraico darash (דָּרַשׁ), che significa “indagare”, “cercare” o “esplorare”. Questo metodo consiste in un’esegesi creativa e approfondita che mira a svelare i molteplici significati e applicazioni delle Scritture nella vita religiosa e quotidiana.

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«e maria». Una poesia di Kurt Marti

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e maria cantava
al suo figlio nascituro:
l’anima mia magnifica il signore
io giubilo a dio mio liberatore

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La Parola è la mia casa: [29/12/2024] Sacra famiglia TN anno C

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

Due genitori in ricerca e un figlio speciale che trova il suo posto nella vita

Dal vangelo secondo Luca (Lc 2,41-52)

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

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Cristianesimo e potere

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

In questi giorni, riflettendo sulle sofferenze e le paure che il tempo presente ci riserva, mi sono sentito quasi obbligato a tornare al tempo della prima guerra giudaico-romana per visitare la memoria della decisione della comunità giudeo-cristiana di Gerusalemme di abbandonare Gerusalemme e rifugiarsi nella città di Pella, nella Decapoli, l’attuale Transgiordania. Un esodo così cruciale da sedurmi come se avesse un valore profetico e normativo per il nostro discernimento di fronte alle guerre devastanti che si abbattono su Ucraina e Palestina.

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«Solo chi ringrazia per íl poco, riceve anche grandi doni» – di Dietrich Bonhoeffer

«Paradossalmente, dobbiamo ringraziare la Gestapo se Bonhoeffer ha scritto Vita comune. Infatti la polizia segreta, alla fine di settembre del 1937, aveva chiuso, insieme ad altri istituti della chiesa confessante, anche il «seminario per predicatori» e la fraternità di Finkenwalde, diretti da Dietrich Bonhoeffer, nel cui ambito un gruppo di pastori alle prime armi aveva cercato di praticare una «vita comune». In questo modo aveva indotto Bonhoeffer a mettere per iscritto le sue idee circa la vita di una comunità cristiana» (prefazione dei curatori al vol. 5 dell’Edizione critica delle Opere di Dietrich Bonhoeffer). Il pastore Bonhoeffer scrisse Vita comune nell’estate del 1938 e lo pubblicò l’anno dopo. Ne proponiamo alcuni brani.

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«Il messaggio dell’imperatore». Un racconto di Franz Kafka

L’imperatore – così si racconta – ha inviato a te, a un singolo, a un misero suddito, minima ombra sperduta nella più lontana delle lontananze dal sole imperiale, proprio a te l’imperatore ha inviato un messaggio dal suo letto di morte. Ha fatto inginocchiare il messaggero al letto, sussurrandogli il messaggio all’orecchio; e gli premeva tanto che se l’è fatto ripetere all’orecchio. Con un cenno del capo ha confermato l’esattezza di quel che gli veniva detto. E dinanzi a tutti coloro che assistevano alla sua morte (tutte le pareti che lo impediscono vengono abbattute e sugli scaloni che si levano alti ed ampi son disposti in cerchio i grandi del regno) dinanzi a tutti loro ha congedato il messaggero.

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La Parola è la mia casa: [22/12/2024] IV dom TA anno C

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

In visita: disagi da ospite lontano da casa e sussulti danzanti di gioia

Dal vangelo secondo Luca (Lc 1,39-45)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

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Notre Dame, Madeleine Delbrêl e una cattedrale senza un popolo

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Mi sono trovato più volte, in queste settimane, a pormi una domanda: cosa avrebbe pensato, cosa avrebbe detto Madeleine Delbrêl della riapertura di Notre Dame?
Di fronte a quella bellezza ritrovata, ma, soprattutto, di fronte a quella sfilata di potenti del mondo, di uomini e donne di alto rango, uomini e donne di ricchezza e forza, cosa avrebbe detto la piccola donna delle periferie di Parigi? E di fronte alle 700 vesti ideate dallo stilista Jean-Charles de Castelbajac, cosa avrebbe scritto?

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«La patria non sono i confini, ma la Costituzione». Lettera sull’educazione civica

Lettera del prof. Giancarlo Burghi, docente di Filosofia e Storia del Liceo T. Tasso di Roma (per molti anni al Liceo Dante Alighieri, oltre che, per molte edizioni fino alle ultime, coautore e revisore del diffusissimo manuale di Filosofia Abbagnano-Fornero).

18 Dicembre 2024

Egregio Ministro, Le scrivo di nuovo dalla desolazione della “trincea”: quella in cui ogni giorno, con le studentesse e gli studenti, combattiamo l’eterna guerra contro la semplificazione e la superficialità. Oggi, però, le scrivo per ringraziarla delle Linee guida sull’insegnamento dell’educazione civica che ci ha inviato all’inizio dell’anno scolastico. Da oggi abbiamo un punto fermo nel nostro lavoro di docenti ed educatori: ci dirigeremo nella direzione esattamente opposta a quanto ci indica.

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La forza della speranza da Moltmann ad oggi

Daria Dibitonto è docente di Filosofia e Scienze Umane presso il Liceo Scientifico Carlo Cattaneo di Torino ed è anche Dottore di Ricerca in Filosofia dal 2005 presso l’Università del Piemonte Orientale Avogadro. Ha lavorato sul pensiero di Jürgen Moltmann e sul tema del desiderio in Ernst Bloch, svolgendo parte della sua ricerca a Tübingen, dove ha incontrato più volte il professor Moltmann, con il quale ha avuto un rapporto di lungo corso, collaborando come traduttrice in italiano di numerosi suoi articoli, conferenze, contributi e della sua stessa autobiografia. Tra i suoi libri, Dio nel mondo e il mondo in Dio. Jürgen Moltmann tra teologia e filosofia, Trauben, Torino, 2007.

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La Parola è la mia casa: [15/12/2024] III dom TA anno C

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

Mai stanchi di annunciare il Vangelo della gioia, se necessario anche con le parole

Dal vangelo secondo Luca (Lc 3,10-18)

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

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Gaza, restare umani sotto le bombe | Finis Terrae S2:E11

Mentre a Gaza, martellata dalle bombe, il fantasma della carestia si fa sempre più reale e la guerra rischia pericolosamente di allargarsi, parla suor Nabila Saleh, che per sei mesi è rimasta rifugiata nella parrocchia cattolica insieme a 635 sfollati cristiani, in condizioni umanitarie disperate, prendendosi cura dei più fragili. La religiosa della congregazione araba delle Rosary Sisters ha operato per tredici anni nella Striscia, dove dirigeva una grande scuola in cui 1.250 alunni, in maggioranza musulmani, imparavano i valori della convivenza e del pluralismo. Oggi pensa a come sarà possibile ricominciare tutto da capo e curare traumi inimmaginabili. Il primo passo? «Uguali diritti per israeliani e palestinesi».

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Sguardi – la nuova collana per un approfondimento e confronto sui temi sociali. Online il primo numero dedicato alla giustizia

da Diaconiavaldese.org, Diaconia Valdese CSD.

La Facoltà Valdese di Teologia e la Diaconia Valdese CSD presentano Sguardi, un nuovo strumento di approfondimento e confronto su temi sociali rilevanti.

Il primo numero di questa nuova collana, disponibile online,  è dedicato al tema della giustizia e propone quattro brevi contributi, che affrontano ciascuno con un approccio diverso il tema portante del documento. Concepiti per essere accessibili ma anche rigorosi, anche dal punto di vista teologico, sono stati pensati per stimolare l’approfondimento e il confronto.

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Introduzione alla Bibbia. Di don Luca Mazzinghi

Catechesi a casa – Corso di Introduzione alla Bibbia per catechisti, adulti, operatori pastorali. Il prof. Luca Mazzinghi, prete della diocesi Firenze, biblista, docente della Pontificia Università Gregoriana, ci guiderà alla lettura delle Scritture Ebraico Cristiane con serie di video da 10 minuti.

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«Ringraziare Dio per la comunione cristiana» – di Dietrich Bonhoeffer

«Paradossalmente, dobbiamo ringraziare la Gestapo se Bonhoeffer ha scritto Vita comune. Infatti la polizia segreta, alla fine di settembre del 1937, aveva chiuso, insieme ad altri istituti della chiesa confessante, anche il «seminario per predicatori» e la fraternità di Finkenwalde, diretti da Dietrich Bonhoeffer, nel cui ambito un gruppo di pastori alle prime armi aveva cercato di praticare una «vita comune». In questo modo aveva indotto Bonhoeffer a mettere per iscritto le sue idee circa la vita di una comunità cristiana» (prefazione dei curatori al vol. 5 dell’Edizione critica delle Opere di Dietrich Bonhoeffer). Il pastore Bonhoeffer scrisse Vita comune nell’estate del 1938 e lo pubblicò l’anno dopo. Ne proponiamo alcuni brani.

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La Parola è la mia casa: [08/12/2024] Immacolata concezione di Maria TA anno C

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

«Mi sono nascosto» vs «Eccomi!»

 Dal vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

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«Lasciate riposare la terra». Discorso alla città di mons. Mario Delpini

L’ottavo Discorso alla città di mons. Delpini nel corso del suo episcopato si intitola “Lasciate riposare la terra. Il Giubileo 2025, tempo propizio per una società amica del futuro”.

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Secolarizzazione, scristianizzazione, indifferenza religiosa. Il lento maturare di una consapevolezza. Una conferenza di don Saverio Xeres

Una conferenza di don Saverio Xeres sul tema “Secolarizzazione, scristianizzazione, indifferenza religiosa. Il lento maturare di una consapevolezza”.

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