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11-12 giugno 2024 – Cenacolo mariano – Borgonuovo di Sasso Marconi (Bo)
Nell’avvicinarsi dell’ottantesimo anniversario dell’eccidio di Monte Sole, si è pensato di iniziare un percorso di riflessione con un interessante convegno dal titolo: “Guerra, violenza e Pace nei Padri della Chiesa”.
Quando Cristo è raffigurato in un’icona, è come se fosse descritto nelle Scritture, e il nostro udito non è mai sazio del suo suono; né i nostri occhi possono mai essere sazi di vederlo, perché stiamo ascoltando e vedendo Dio che si è fatto uomo; l’eterno che è apparso sulla terra come un bambino; Colui che sostiene l’universo bevendo il latte di sua madre; colui che non può essere contenuto che è contenuto nelle sue braccia; Colui che è al di là della divinità eppure si è fatto uomo; la Profondità della Sapienza immersa nell’acqua del battesimo, che fa le cose che sono proprie sia di Dio che dell’uomo, pur essendo al di là di ogni essenza e di ogni essere; il Signore della gloria inchiodato alla croce; la vita del mondo sepolta e risuscitata; Colui che l’universo non può contenere assunto in cielo come uomo.
Abbiamo intitolato questo intervento Il mistero dell’icona perché, normalmente, il pubblico occidentale è abituato a pensare all’icona come a un’opera d’arte. Se si prende un dizionario, di solito, alla voce “icona” si troverà che è “l’espressione tipica dell’arte sacra dell’Oriente cristiano”. Questa definizione, per quanto non falsa, è molto parziale ed estremamente limitativa. L’Occidente sta oggi riscoprendo l’icona come l’approccio ad un tipo di arte che sia veramente sacra, che cioè mantenga il senso della distanza, il senso della trascendenza, che non sia l’idolo a cui si chiede perché in ogni caso risponda. Ma anche una tale accezione risulta riduttiva.