Pregare per la pace, non per la guerra. Presa di distanza dell’Ucebi dalla preghiera dei pastori evangelici nello Studio Ovale con il presidente Trump

Perché non vi è autorità se non da Dio, e quelle che esistono sono stabilite da Dio

Rm 13, 1

La scena dei pastori evangelici, alcuni dei quali battisti, che, riuniti nello Studio Ovale della Casa Bianca, pregano imponendo le mani sul presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha suscitato sconcerto non solo perché quella preghiera avveniva subito dopo la decisione di scatenare una guerra, quella contro l’Iran, fuori dal quadro delle regole e del diritto internazionale; ma anche perché in essa si chiedevano forza per il presidente, protezione per le truppe e successo nella missione militare in corso.

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Come se nulla fosse accaduto

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Nel 1933, all’indomani della presa del potere da parte di Adolf Hitler, qualcuno chiede al teologo Karl Barth come egli, da sempre politicamente socialista e precocemente consapevole delle potenzialità disgregatrici del Nazismo, anche per quanto riguarda la Chiesa, intenda reagire.

La risposta suona più o meno così: continuerò a fare teologia insieme ai miei studenti, «come se nulla fosse accaduto […]. Alla stessa maniera in cui i benedettini della vicina [a Bonn, dove Barth insegna] abbazia di Maria Laach continuano normalmente, anche nel Terzo Reich, la recita delle ore canoniche, senza avere dubbi, senza interrompersi o distrarsi».

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In quali mani è la pace nelle Americhe?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

l 3 gennaio 2026 l’America Latina è stata scossa dalla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores da parte dei reparti speciali statunitensi. Non è semplice comprendere la portata di quanto è accaduto: si è trattata di un’azione legittima per la liberazione di un popolo oppresso oppure di un’aperta violazione del diritto internazionale? Il Venezuela e l’America Latina vivranno meglio o peggio dopo questo evento? Per avere qualche strumento di comprensione in più, pur senza la pretesa di essere obiettivi ed esaustivi, abbiamo chiesto qualche commento a Mariella Tapella (che Vino Nuovo aveva già intervistato qui), missionaria laica di Pax Christi che dal 1986 vive e lavora con le comunità rurali di El Salvador, il tribolato paese di San Oscar Romero, crocevia tra Nord e Sud America. Alcune sue considerazioni lasciano intravedere uno scenario ben più cupo di quanto non possa sembrare, che tuttavia non riesce a soffocare la speranza di chi costruisce la pace giorno dopo giorno.

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La strategia americana: Trump vs. Leone

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Il 4 dicembre l’amministrazione Trump ha pubblicato la sua Strategia di sicurezza nazionale (SSN) Probabilmente ignorata nella sua patria, come la maggior parte delle pubblicazioni di questo tipo, sarà sicuramente letta con attenzione dai membri del corpo diplomatico dell’Unione Europea, desiderosi di valutare quanto gravemente stia vacillando l’alleanza euro-americana. Il documento strategico confermerà molti dei peggiori timori al riguardo.

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Trump: il bastone militare e la carota mariana

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Gli osservatori del ruolo internazionale della Casa Bianca, probabilmente concentrati sul documento della National Security Strategy, datato novembre 2025 e pubblicato il 4 dicembre, hanno prestato scarsa attenzione al Presidential Message on the Feast of the Immaculate Conception, che è stato diffuso l’otto dicembre scorso (cf. qui sul sito della Casa Bianca).

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Tradizionalismo, “disordine informativo”, interessi economici

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

I tradizionalisti (cattolici) radicali e i cattolici reazionari di oggi, pensano di essere veramente fedeli al Magistero, qualunque cosa esso significhi. L’analisi è di Mike Lewis, fondatore ed editor del sito Where Peter Is, che in questi giorni ha pubblicato un’analisi approfondita del bricolage caratteristico di questi anni.

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L’incontro Trump-Putin: cosa possiamo aspettarci? Un’articolo di Maria Rătescu

Tudor Petcu ci invia un articolo di Maria Rătescu, una brillante allieva della dodicesima classe presso il Liceo Internazionale King George di Bucarest, Romania, sul recente vertice di Anchorage, in Alaska.

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Antisemitismo o critica legittima?

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

L’accusa di antisemitismo mi è piovuta addosso all’istante, come previsto, da altri ebrei. Esprimendo sui social e nel romanzo La Metamorfosi dei Papaveri la mia totale disapprovazione della politica israeliana verso i palestinesi, ho chiamato la pioggia, che è divenuta burrasca, lo sapevo. Sono accusato di essere antisemita. Volendo continuare a camminare all’aperto, apro l’ombrello e… mi difendo.

Capita a chiunque osi tanto: governanti, giornalisti o persone comuni. A chi è solito analizzare i problemi con la ragione, può sembrare assurdo, ma su questo tema gli animi si accendono, il cuore parteggia e la mente si offusca.

Pur essendo ebreo nato in Israele, cerco di affrontare la questione fuori dalla mischia, nel modo più neutrale e sereno possibile.

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Don Camillo e il Vangelo

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

L’ordo amoris di JD Vance ha trovato il suo placet ecclesiastico nella singolare rilettura della parabola del figliol prodigo del cardinal Camillo Ruini. Con Francesco la Chiesa cattolica si sarebbe occupata troppo del figlio che se ne è andato: è giunta l’ora di rimettere le cose a posto e concentrarsi sul figlio che è rimasto sempre col padre.

Ci sarebbe dunque una schiera di (veri) cattolici che si sono sentiti esclusi dal pontificato di Francesco e che ora attendono la loro rivincita per mano del nuovo papa. Insomma, dopo Francesco il compito del nuovo papa sarebbe quello di far tornare davvero cattolica la Chiesa cattolica – oppure, detta con altre parole: Make the Catholic Church Great Again.

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C’era una volta il diritto internazionale

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Esiste ancora il diritto internazionale? L’interrogativo può risultare astrattamente teorico, ed è invece attualissimo. Le tumultuose vicende che hanno scosso l’ordine relativo del mondo occidentale, creato dopo la seconda guerra mondiale, hanno spinto gli osservatori a polarizzare la loro attenzione sui fatti e sulle loro implicazioni immediate.

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Vance, Tommaso e l’ordo amoris

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Non capita tutti i giorni che termini di teologia morale come quello dell’ordo amoris entrino nel ciclo delle notizie statunitensi, ma viviamo in tempi straordinari. In una recente intervista rilasciata a Fox News, il vicepresidente JD Vance ha invocato la tradizionale nozione teologica dell’ordine dell’amore per giustificare l’aggressiva cancellazione o sospensione da parte dell’amministrazione Trump di quasi tutti i programmi di aiuti esteri degli Stati Uniti. Altri commentatori, tra cui il redattore di First Things R.R. Reno, hanno pubblicamente appoggiato il modo in cui Vance ha ridimensionato le nostre responsabilità morali.

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La Parola è la mia casa: [16/02/2025] VI dom TO anno C

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

Il vangelo distorto della “prosperity theology” smentito dai “beati” e dai “guai” di Luca

Dal vangelo secondo Luca (Lc 6,17.20-26)

In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne. Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

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Una x su “X”?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

L’uomo più potente del mondo assieme all’uomo più ricco del mondo. Sul fatto che Trump sia il più potente avrei qualche riserva. Sulla ricchezza di Musk, invece, non ho dubbi. Ma quello che in questi giorni si sta vedendo mi ha lasciato molto perplesso. Chi per ripicca, chi per senso etico, chi per rivolta sociale, chi per questioni economiche; ognuno ha i suoi buoni motivi per lasciare la piattaforma X (ex Twitter). Anche dentro a Vinonuovo ne stiamo discutendo: se uscire, ed eventualmente in che modo.

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Religioni, messianismi, guerre

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Dinanzi alla lunga durata della seduzione della guerra, della «normalità» dei massacri, dell’accettazione rassegnata della deumanizzazione come modalità ordinaria dello sguardo, del paradigma amico-nemico tornato a reggere i rapporti tra i popoli, del riarmo forsennato come prospettiva economica e politica dei prossimi anni, della messa in conto delle tecnologie più raffinate al servizio della distruzione e del controllo sociale, dell’inganno sistematico dell’informazione, l’interrogativo che è giusto porsi è se tutto questo sia semplicemente il frutto di una (discutibile) razionalità geopolitica ancorata alla cultura del si vis pacem para bellum o se non vi siano altre energie che attraversano menti e cuori e li rendono disponibili alla regressione antropologica di questi tempi.

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Evangelicali-Trump: Bonhoeffer non è dei vostri. Lettera dei famigliari di Dietrich Bonhoeffer

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Da alcuni anni, grazie soprattutto alla biografia best seller scritta da Eric Metaxas, vita e opera di Dietrich Bonhoeffer sono state ideologicamente rilette per farne un paladino della nuova destra evangelicale americana – e di Donald Trump. Un gruppo di teologi tedeschi e americani ha pubblicato ieri sulla Zeit una lettera contro questa forma di appropriazione indebita del grande teologo luterano. Oggi sono pubblicamente intervenuti anche i familiari e gli eredi di Dietrich Bonhoffer, con una lettera firmata da quasi tutti i componenti della famiglia che qui pubblichiamo in traduzione italiana.

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Stati Uniti: Protestantesimo e suprematismo bianco

da Voceevangelica.ch, Chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera.

Nelle settimane successive all’assalto al Campidoglio di Washington dello scorso 6 gennaio, molti americani si sono chiesti se quella violenza fosse un evento isolato, o se invece fosse la conseguenza di spinte più profonde. La storica Kelly J. Baker, studiosa di religione e odio razziale, ha individuato in quell’assalto elementi a lei ben noti: molti assalitori, prevalentemente bianchi, erano motivati da fervore religioso e si vedevano come partecipanti a una sorta di guerra santa. Alcuni brandivano bandiere confederate, altri croci. Tra coloro che invocavano il nome di Gesù c’erano membri di gruppi di estrema destra come i Proud Boys, animati da sentimenti misogini e xenofobi. Altri erano motivati da teorie cospirazioniste come QAnon, o spinti da una fede cristiana conservatrice.

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L’America e la democrazia da difendere

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

L’assedio a Capitol Hill, durante quella che doveva essere la conclusione formale di un processo democratico, è un fatto gravissimo perché si è colpito il cuore del sistema democratico: c’è stato un voto popolare espresso in maniera libera e democratica e il responso delle urne va rispettato, sempre. Invece è andato in scena un atto eversivo a tutti gli effetti, teso ad interrompere un cerimoniale che, solitamente, dura pochi minuti ma che ha una grande rilevanza in questa fase politica in cui il Presidente uscente non ha mai riconosciuto la sconfitta delle elezioni presidenziali di novembre. Un atto che non è stato solo dimostrativo ma un’irruzione violenta che è costata la perdita di quattro vite e il ferimento di altre tredici persone. Come ha detto Joe Biden “la democrazia è fragile” ed è per questo che la dobbiamo difendere con maggiore forza, anche qui in Europa, perché non è un elemento scontato ed irreversibile.

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Più eguali. Orientamenti per il 26° congresso nazionale delle ACLI – 3) Lo strappo tra pensiero e azione. Strappo #04: Politica Vs. Democrazia

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Pubblichiamo in più puntate (per renderli più agevoli da leggere), gli orientamenti per il 26° congresso nazionale delle ACLI. Il titolo scelto è “ACLI 2020 Più eguali. Viviamo il presente, costruiamo il domani”. Con queste parole s’intende porre particolare attenzione all’uguaglianza e alla giustizia sociale, temi fondamentali nel nostro movimento, per declinare al presente e al futuro quelle politiche sociali che si rivolgono agli ultimi e ai penultimi, ad un ceto popolare sempre più schiacciato verso il basso a causa di anni di crisi e di scarsa attenzione da parte della politica. Continua a leggere

Come degooglizzare la nostra vita. Il controllo nell’epoca del Coronavirus: dopo sarà necessario ragionare sullo spazio in cui viviamo

da Voceevangelica.ch, Chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera.

Zoom ci spia. La piattaforma per videoconferenze tanto in voga durante la quarantena passa(va) le nostre informazioni a Facebook. Lo stesso vale per altre app, siti e software che grazie ai dati generati dalle nostre interazioni creano profili statici e dinamici, singoli o aggregati, della nostra persona digitale, quella che ci precede nelle interazioni online e che viene usata da Amazon per decidere il prezzo da proporci quando navighiamo tra i suoi prodotti.

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Profezia, conoscerla e riconoscerla nel nostro tempo

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

«Per abbracciare le possibilità di domani dobbiamo rifiutare i perenni profeti di sventura e le loro predizioni», secondo Donald Trump. Al Forum economico mondiale di Davos il presidente degli Stati Uniti ha annunciato l’impegno della sua amministrazione sulla questione ambientale e in particolare sul programma di rimboschimento che prevede un miliardo di alberi piantati in tutto il pianeta.

Colpisce che ancora una volta la profezia venga caricaturata. Da una parte viene dileggiata come fastidiosa presunzione di prevedere il (nero) futuro. Dall’altra, ma in altri contesti, viene esaltata acriticamente quale oracolo infallibile dell’inevitabile catastrofe. Nel primo caso è vissuta negativamente come voce disturbante da qualsiasi grande manovratore che presenta la sua soluzione al problema illudendo se stesso e gli altri di essere perfettamente padrone della situazione; nel secondo è coltivata narcisisticamente e custodita come una buona bottiglia, fino al giorno in cui si potrà dire: “Ecco, io l’avevo sempre detto che sarebbe andata a finire male”, con una sterile soddisfazione da nonno brontolone.

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