Lo scandalo del cibo sprecato

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Con la quantità di pane sprecato ogni mese in Inghilterra si riuscirebbe a riempire l’imponente Cattedrale di St Paul; e il cibo buttato ogni anno sarebbe sufficiente a riempire ben nove volte lo Stadio di Wembley.

A fornire questi dati scioccanti è l’agenzia umanitaria Tearfund che giorni fa ha lanciato la campagna RenewOurFood, che cerca di ridurre lo spreco alimentare.

Lunedì 12 giugno il celebre panettiere Tom Herbert, star del programma Baker Brothers di Channel 4, ha visitato la cattedrale di St. Paul in compagnia del vescovo di Islington, Ric Thorpe. Partendo dal triste calcolo fornito da Tearfund, secondo il quale in un solo mese gli inglesi sprecano una quantità di pane tale da riempire l’enorme cattedrale londinese, Herbert ha invitato la gente a seguire l’esempio di Gesù che, in occasione del miracolo della moltiplicazione dei cinque pani e dei due pesci che sfamarono 5000 persone – così come riportato nel vangelo di Giovanni 6, 12 – raccomandò ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla venga sprecato».

«Sono stupito che mentre tante persone nel mondo soffrono la fame noi buttiamo via tutto questo cibo perfettamente commestibile – ha dichiarato il famoso panettiere –. Il Regno Unito spreca ogni anno 10 milioni di tonnellate di cibo e sappiamo che circa il 60% di questo spreco potrebbe essere evitato. Gesù ci ha detto di non sprecare cibo. Egli ha generosamente sfamato 5.000 persone, e tuttavia si è preoccupato che nulla andasse sprecato. Insieme possiamo raccogliere ciò che avanza dalle nostre tavole, impegnandoci a ridurre i nostri rifiuti alimentari e chiedendo ai supermercati di fare lo stesso».

Ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate senza arrivare neanche a tavola pur essendo prodotte perché vanno a male in azienda, si perdono, diventano immangiabili durante la distribuzione o vengono gettate via nei negozi alimentari al dettaglio, ristoranti e cucine (Fonte: Wwf). Si tratta di circa 4 volte la quantità di cibo necessaria a sfamare le quasi 800 milioni di persone sul pianeta che sono denutrite. Solo gli Stati Uniti buttano via 46 milioni di tonnellate di cibo l’anno, mentre il solo cibo buttato in Europa sfamerebbe circa 200 milioni di persone (Fonte: Fao).

La campagna contro lo spreco alimentare lanciata da Tearfund fa parte del più ampio progetto Renew Our World, che si occupa del cambiamento climatico.

Lo spreco di cibo ha, infatti, un effetto negativo anche sull’ambiente. L’impronta di carbonio dei rifiuti alimentari è pari a circa 3,3 giga tonnellate di gas serra, ossia 1/3 delle emissioni annuali derivanti dai carburanti fossili. E ancora, il gas metano prodotto dal cibo che finisce in discarica è 21 volte più dannosa della Co2. La riduzione dello spreco di cibo nei soli Stati Uniti del 20% in 10 anni si tradurrebbe in una riduzione delle emissioni serra annuali di 18 milioni di tonnellate. Insomma, quando si spreca del cibo è evidente che si sta facendo un danno anche al Pianeta.

Clare Lyons, di Tearfund, ha dichiarato: «Nessuno ama vedere il cibo sprecato, ma un terzo di tutto il cibo prodotto nel mondo non viene mai mangiato. Ciò non è giusto, soprattutto quando produrre cibo che non mangiamo genera enormi quantità di gas serra, che rende la vita più difficile per le persone in paesi più poveri a causa del cambiamento climatico. Se tutti nel Regno Unito smettessero di buttar via il cibo potremmo fare una vera e propria differenza». Tearfund sta sponsorizzando una serie di feste e incontri in tutto il Regno Unito, dove le persone potranno preparare dei pasti utilizzando prodotti che altrimenti sarebbero finiti nella spazzatura.

Evitare lo spreco alimentare è un atto di attenzione e cura verso il nostro pianeta e verso i milioni di uomini e donne che soffrono la fame. Per i cristiani di tutto il mondo è inoltre un modo per tradurre in gesti concreti la preghiera insegnataci da Gesù «Dacci oggi il nostro pane quotidiano».

Marta D’Auria

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