da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
Non passa giorno, ormai, in cui il tema dell’intelligenza artificiale – con il suo equilibrio così delicato tra potenzialità e pericoli – non incroci gli ambiti più disparati delle nostre vite. Ma può diventare un tema anche per la nostra preghiera? È quanto provo a proporre nella Via Crucis di oggi. Non certo per crocifiggere gli algoritmi; ma per purificare il nostro cuore, riflettendo su alcune risonanze tra i racconti della Passione e l’uso che oggi facciamo di questi strumenti.
PRIMA STAZIONE
“CHE COS’È LA VERITA’?”
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Giovanni
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: “Sei tu il re dei Giudei?”. Gesù rispose: “Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?”. Pilato disse: “Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?”. Rispose Gesù: “Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù”. Allora Pilato gli disse: “Dunque tu sei re?”. Rispose Gesù: “Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”. Gli dice Pilato: “Che cos’è la verità?”.
Interroghiamo i nostri smartphone consegnando loro sempre più spesso le nostre domande. Pronti a raccogliere le risposte in pochi secondi. Abbiamo cominciato con quelle più banali e immediate. Ma ci abbiamo preso gusto e siamo passati in fretta anche a quelle che non hanno abbiamo il coraggio di porre a nessuno. Alla fine forse ci convinciamo che sì, basta mettere insieme tanti dati per trovare una verità. E che cercare insieme agli altri, o confrontarsi con le nostre contraddizioni, sia una fatica sprecata.
Signore, che cos’è la verità?
La domanda scettica
di Pilato oggi rischiamo
di non porcela nemmeno più.
Ridesta in noi la sete
di parole e gesti veri,
per camminare insieme a Te
anche sulle strade
del mondo digitale.
Padre Nostro…
SECONDA STAZIONE
GESU’ E’ CARICATO DELLA CROCE
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Giovanni
Allora Pilato lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota.
Sono piccoli e maneggevoli i nostri dispositivi. Hanno memorie sempre più potenti che con apparente facilità ci offrono prestazioni straordinarie. Pesano però anche loro sulle spalle di qualcuno. La rivoluzione digitale – e le sue sempre nuove applicazioni – hanno infatti bisogno di minerali sempre più contesi. Li chiamano “terre rare” non tanto perché siano poco diffuse, ma perché il lavoro che richiede estrarli è intensivo e anche molto dannoso per l’ambiente. Non a caso in molti casi vengono estratte in Paesi attraversati da conflitti. Senza dimenticare i data center, gli immensi “magazzini” di informazioni che l’intelligenza artificiale a cui ci connettiamo richiede per poter dare le sue risposte. Nel mondo oggi c’è la corsa ad ospitarli, perché tutti hanno capito che sono l’affare del futuro. Ma richiedono tanta acqua per i sistemi di raffreddamento. E in molte parti del mondo a pagarne il prezzo rischiano di essere ancora una volta i poveri.
Signore, dacci occhi
per vedere le croci
che altri fratelli portano
per far correre
i nostri dispositivi,
pronti a soddisfare
ogni nostro desiderio.
Dacci orecchie per sentire
il grido del creato che soffre
per modelli di sviluppo insostenibili.
E dacci un cuore
che abbia fame e sete di giustizia
davvero per tutti.
Padre nostro…
TERZA STAZIONE
GESU’ CADE TRE VOLTE SOTTO IL PESO DELLA CROCE
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Matteo
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero.
Cadono sull’asfalto delle nostre strade rincorrendo la prossima consegna. Vittime di un sistema di lavoro disumano, che paga loro 3 o 4 euro per ogni pasto o pacchetto consegnato. Secondo una recente inchiesta giudiziaria, solo in Italia sono almeno in 40mila a vivere in questa condizione. Sono quelli che letteralmente prendono ordini da un algoritmo, moderno “caporale digitale” che governa i turni e le paghe, spesso spingendo a lavorare anche 10-12 ore al giorno per raggranellare un reddito dignitoso. Senza nemmeno la possibilità di avere davanti qualcuno contro cui reclamare.
Signore, passa davvero
su strade inaspettate
oggi la tua Via Dolorosa.
Arriva anche al portone
di casa nostra
senza che ce ne accorgiamo.
Sii vicino a questi nostri fratelli
e dona a noi il coraggio
di dire basta
a sistemi impersonali
che sfruttano il lavoro
dei poveri negando loro dignità.
Padre Nostro…
QUARTA STAZIONE
IL CIRENEO AIUTA GESU’ A PORTARE LA CROCE
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Luca
Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù.
Aveva bisogno di aiuto Gesù per portare la croce. Così hanno preso uno che passava e gliel’hanno messo accanto. Una persona, dono prezioso per chi stava faticando su quella strada. Anche oggi le nuove frontiere della robotica ci promettono tante nuove forme di aiuto per alleviare le nostre fatiche. Opportunità preziose, soprattutto là dove il lavoro è più duro e alienante. O nelle situazioni dove – per mille ragioni – sarebbe molto difficile arrivare tempestivamente in carne ed ossa. Ma c’è una tentazione che è comunque dietro l’angolo: pretendere di sostituire con un dispositivo la cura del fratello. O addirittura cercare noi stessi il nostro Cireneo meccanico, che ci dia meno fastidio di una persona vera che cammina accanto a noi…
Signore, com’è preziosa
e insostituibile
la cura di un fratello.
Aiutaci a ricordarlo
quando preferiamo
chiuderci nelle nostre solitudini.
E rendici più agili
nel farci prossimo
di chi incontriamo
lungo la nostra strada.
Padre Nostro…
QUINTA STAZIONE
GESU’ È INCHIODATO ALLA CROCE
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Marco
Era l’ora terza quando lo crocifissero. L’iscrizione indicante il motivo della condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero due ladroni, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra.
L’abbiamo fatta tutti l’esperienza di andare avanti a scrollare, senza riuscire a staccarci da quello schermo. Come abbiamo sperimentato tutti la sensazione che siano i nostri stessi profili social a rincorrerci, proponendoci i volti di persone appena incontrate o suggerendoci l’acquisto di prodotti che abbiamo appena nominato. Ci inchiodano lì dentro. Per fatturare, per generare altro traffico. Proprio in queste ore sta facendo notizia negli Stati Uniti un processo in cui Meta e Google sono stati chiamati in causa per aver generato dipendenza in una ragazza all’epoca dei fatti minorenne. In altri casi che ben conosciamo è stato il cyberbullismo a trasformarsi addirittura in strumento di morte. Ragazzi e ragazze inchiodati a croci insospettabili.
Signore, insegnaci
a custodire la nostra libertà
anche nel mondo
dei social network.
Rendici attenti
a chi è più fragile
anche nei crocevia
del mondo digitale.
E rendici strumenti
del tuo amore che risana
anche attraverso
lo schermo di un telefono.
Padre Nostro…
SESTA STAZIONE
GESU’ MUORE IN CROCE
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Marco
Venuta l’ora sesta, si fecero tenebre su tutto il paese fino all’ora nona. All’ora nona Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lamà sabactàni?», che, tradotto, vuol dire: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Chiama Elia!» Uno di loro corse e, dopo aver inzuppato d’aceto una spugna, la pose in cima a una canna e gli diede da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se Elia viene a farlo scendere». Gesù, emesso un gran grido, rese lo spirito.
Sono sempre più digitali le guerre di oggi. Si combattono con armi guidate da algoritmi sofisticati. I loro obiettivi vengono selezionati con l’intelligenza artificiale: è l’incrocio di un’infinità di dati, ormai, a suggerire dove sparare. Le chiamano bombe intelligenti, ma è sotto gli occhi di tutti il fatto che moltiplicano anziché diminuire la devastazione e i morti innocenti. Dopo i grandi bombardieri, abbiamo imparato quanto possano diventare letali anche i piccoli (e poco costosi) droni, soprattutto quando viaggiano in sciami. Mentre si discute ormai apertamente dei killer robots, automatismi programmati per sparare autonomamente in determinate situazioni.
Perdonaci Signore,
per tanta scienza
utilizzata per produrre
strumenti di morte
sempre più sofisticati.
Per la nostra incapacità
a dire basta a un’economia
dove a crescere
non è chi semina,
ma chi uccide.
Con le parole sofferte di frère Christian
che papa Leone continua a ripeterci,
ti invochiamo ancora:
“Disarmali, disarmaci”.
Per scegliere la vita
nelle macerie di questo mondo in guerra.
Padre Nostro…
SETTIMA STAZIONE
GESU’ E’ DEPOSTO NEL SEPOLCRO
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Giovanni
Dopo questi fatti, Giuseppe d’Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino.
Non è affatto una maledizione il mondo digitale. Quante possibilità nuove ci ha aperto, quali frontiere affascinanti ci sta facendo esplorare. Ma oggi ha quanto mai bisogno di fermarsi almeno un attimo. Di sostare in quel tempo sospeso che il Sabato Santo ci annuncia. Del resto, anche le memorie sempre più capienti dei nostri dispositivi, non sono un po’ come sepolcri che custodiscono ciò che abbiamo di più caro? Ma hanno bisogno di essere liberate dalle troppe cose inutili che rallentano, bloccano, avvelenano. Ecco, forse è proprio questo l’algoritmo da ritrovare: quello che non inchioda, ma accoglie e perfeziona le infinite possibilità dell’umano. Pasqua di liberazione anche per le nostre vite digitali.
Signore, insegnaci
a non lasciarci
vincere dalla frenesia
delle nostre tastiere.
Donaci la grazia
di sostare anche in rete
ad ascoltare il mormorio
della tua brezza leggera.
Per contemplare
la tua bellezza
anche nel mondo digitale.
E farne seme di vita nuova
per noi e per il mondo.
Padre Nostro…
Per i meriti della sua Passione e Croce il Signore ci benedica e ci custodisca
Amen
Giorgio Bernardelli