MH: il cantiere dell’umano

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Presentare un’Enciclica importante e voluminosa come Magnifica humanitas in poche battute potrebbe esporre chi scrive al rischio della banalità o della parzialità. Cinque capitoli, duecentoquarantacinque numeri, unitamente a un significativo proliferare di recensioni e articoli – sia nel mondo laico che nel mondo cattolico – fanno di questa prima Lettera Enciclica di Leone XIV un evento, più che un semplice documento; un evento che potremmo definire “architettonico”.

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La Parola è la mia casa: [24/05/2026] dom Pentecoste TP anno A

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

Lo Spirito fa parlare alla Chiesa i linguaggi dell’umano

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 20, 19-23)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrerò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

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“Magnifica humanitas”: attendendo l’enciclica

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Si intitola Magnifica humanitas la prima lettera enciclica di Leone XIV. Lo ha reso noto lunedì 18 maggio la Sala stampa vaticana, aggiungendo che il documento «sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale» sarà pubblicato il 25 maggio e che reca la firma del Pontefice in data 15 maggio, 135° anniversario della promulgazione della Rerum novarum del predecessore Leone XIII. Giovanni Tridente, professore associato di Intelligenza artificiale applicata alla comunicazione presso la Pontificia Università della Santa Croce (Roma), offre alcune considerazioni preliminari che consentono di inquadrare il prossimo testo papale.

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A chi è più adulto il malessere giovanile domanda: “Che mondo stiamo lasciando?”. Discorso di papa Leone XIV all’università “Sapienza” di Roma

Magnifica Rettrice,
Autorità politiche e civili,
illustri docenti, ricercatori e personale tecnico amministrativo
e, soprattutto, cari studenti e studentesse!

Ho accolto con grande gioia l’invito a incontrare la comunità universitaria della Sapienza – Università di Roma. La vostra Università si caratterizza come polo d’eccellenza in diverse discipline e, al contempo, per il suo impegno in favore del diritto allo studio, anche di chi ha minori disponibilità economiche, delle persone con disabilità, dei detenuti e di chi è fuggito da zone di guerra. Ad esempio, apprezzo molto che la Diocesi di Roma e la Sapienza abbiano firmato una convenzione per l’apertura di un corridoio umanitario universitario dalla striscia di Gaza. È dunque importante per me, che sono Vescovo di Roma da poco più di un anno, potervi incontrare. Con cuore di pastore vorrei rivolgermi dapprima agli studenti e poi ai docenti.

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La Via Crucis dell’algoritmo

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Non passa giorno, ormai, in cui il tema dell’intelligenza artificiale – con il suo equilibrio così delicato tra potenzialità e pericoli – non incroci gli ambiti più disparati delle nostre vite. Ma può diventare un tema anche per la nostra preghiera? È quanto provo a proporre nella Via Crucis di oggi. Non certo per crocifiggere gli algoritmi; ma per purificare il nostro cuore, riflettendo su alcune risonanze tra i racconti della Passione e l’uso che oggi facciamo di questi strumenti.

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L’anima della “Rerum novarum” /1

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Nei primi giorni del pontificato di Leone XIV, lo sguardo si è posato sulla storia e si è delineata la figura di Leone XIII, da cui è stato ricavato molto spesso questo titolo: «Con la Rerum novarum iniziò la Dottrina sociale della Chiesa». Infatti, come ha confermato lo stesso Robert Prevost, con il nome papale che ha scelto egli intende rendere omaggio a colui che, nel 1891, firmò un’enciclica fondamentale.

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«Difendere la verità in tempo di “guerre ibride”». Una dichiarazione di “Iniziativa dei cristiani per l’Europa”

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Porta la data del 14 febbraio 2025 la dichiarazione «L’Europa sotto pressione. Difendere la verità in tempo di guerre ibride» scaturita da un incontro (online) della Iniziativa dei cristiani per l’Europa (IXE). La pubblichiamo in una nostra traduzione dall’originale inglese (che viene ripreso qui di seguito). L’Iniziativa dei cristiani per l’Europa è una rete di organizzazioni laiche e cristiani impegnati di diversi Paesi europei. L’intento generale è quello di includere nei dibattiti nazionali una più viva consapevolezza di un’Europa unita. L’iniziativa intende favorire l’incontro dei cristiani in Europa e promuovere la Dottrina sociale della Chiesa favorendo una sempre migliore conoscenza e comprensione reciproca delle differenze storiche e culturali. Gli obiettivi che l’IXE si è data sono quattro: (1) offrire ai cristiani europei che desiderano comunicare la dottrina sociale della Chiesa l’opportunità di incontrarsi e confrontarsi sulle loro differenze storiche e culturali; (2) avviare un dialogo con la società nel suo insieme e formulare prese di posizione su temi rilevanti per il futuro della società europea; (3) incoraggiare la riflessione sul processo di unificazione europea, in particolare nel dialogo con le istituzioni nazionali ed europee; (4) organizzare eventi con un obiettivo europeo su temi di attualità sociale. Il prossimo meeting dell’IXE è previsto a Bruxelles per il prossimo 24-26 ottobre.

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Dire “pace” in un mondo in guerra

Che significato dare alla pace oggi in questo mondo pieno di guerre?

Nel mondo di oggi parlare e operare per la pace è un impegno complesso e profondo. Distinguerei due ambiti di significato e quindi di azione, partendo da due sollecitazioni che vengono dalla Tradizione e dal magistero cristiani.

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Intelligenza artificiale e pace. Messaggio di Sua Santità Francesco per la LVII giornata mondiale della pace, 1 gennaio 2024

All’inizio del nuovo anno, tempo di grazia che il Signore dona a ciascuno di noi, vorrei rivolgermi al Popolo di Dio, alle nazioni, ai Capi di Stato e di Governo, ai Rappresentanti delle diverse religioni e della società civile, a tutti gli uomini e le donne del nostro tempo per porgere i miei auguri di pace.

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Intelligenza artificiale e vita ebraica: il caso dell’Haggadah illustrata

da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.

La domanda se l’Intelligenza Artificiale possa entrare in sinagoga e più in generale nella vita quotidiana ebraica ha cominciato a circolare già da un po’. All’inizio di quest’anno, ad esempio, il rabbino senior di New York Josh Franklin, del Jewish Center of the Hamptons, aveva pronunciato un sermone un po’ particolare. Strutturalmente impeccabile, era stato scritto utilizzando, il chatbot ChatGPT, un programma di AI capace di produrre testi a partire dal suggerimento di temi e parole chiaveLa cosa sconvolgente era che la maggior parte della congregazione newyorkese era convinta che il testo fosse stato redatto da un ministro del culto. Da qui le inevitabili resistenze verso l’ennesimo ritrovato tecnologico potenzialmente capace di sostituirsi all’uomo, portando via non solo posti di lavoro, ma soprattutto mettendo in discussione l’insostituibilità della mente umana. Per fugare questi timori lo stesso Franklin aveva affermato che, per quanto i sermoni prodotti dal software fossero tecnicamente perfetti, sarebbero comunque sempre stati privi di anima.

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«Algoretica». Lectio magistralis di Paolo Benanti

Algoretica – Lectio magistralis al Festival Filosofia – Modena – Domenica 20 settembre 2020 ore 16:00

http://www.festivalfilosofia.it

È possibile un’etica della computabilità, con l’implementazione di direttrici etiche o leggi nei sistemi di intelligenza artificiale?

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Intelligenza Artificiale e scienze etiche. Paolo Benanti ospite di #SOUL con Monica Mondo

Paolo Benanti, sacerdote del Terz’Ordine Francescano Regolare, è tra i massimi esperti in Italia di Intelligenza Artificiale e delle scienze etiche che derivano dalle problematiche ad essa connesse: il rapporto uomo-macchina, la libertà contro il determinismo, la necessità di contaminare l’informatica con il dubbio, e quindi la morale.

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L’ intelligenza artificiale va avanti

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

La politica dovrebbe occuparsi del problema centrale per far ripartire un paese: il lavoro.

Siamo francamente stufi di sentir  parlare di leggi elettorali e non ci appassiona sapere se i penta-stellati faranno il governo da soli o male accompagnati. Sarebbe il caso che i partiti si occupassero immediatamente di quei problemi che hanno messo (tutti) al centro dei loro  programmi.

Il principale è certamente quello del lavoro. Il governo si è vantato di aver aumentato i contratti a tempo indeterminato, le opposizioni dicono che non è vero, ciascuno sbandiera i numeri che più gli convengono … ma a che cosa serve litigare sui punti delle percentuali?

Sarebbe più serio rispondere: con l’avanzare travolgente dell’intelligenza artificiale  (A.I.) che cosa succederà per il lavoro umano e di conseguenza  per l’occupazione?

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«Con il lavoro collaboriamo all’opera creatrice di Dio». Lettera del Papa sul tema del lavoro

Giovedì 23 e venerdì 24 novembre 2017 si è tenuta in Vaticano, presso l’Aula Nuova del Sinodo, la Conferenza internazionale “Dalla Populorum Progressio alla Laudato si’. Il lavoro e il movimento dei lavoratori al centro dello sviluppo umano integrale, sostenibile e solidale. Perché il mondo del lavoro continua a essere la chiave dello sviluppo nel mondo globale?”, organizzata dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

La conferenza si poneva l’obiettivo di aprire uno spazio di dibattito e riflessione sul mondo del lavoro e sulle questioni legate alle attività professionali nelle attuali strutture sociali, grazie al contributo nell’approfondimento da parte di diversi movimenti sindacali presenti. Saranno al centro dell’assise il patrimonio della Dottrina sociale della Chiesa sul tema del lavoro e le prospettive da essa indicate, l’analisi delle realtà sociali emergenti; il recupero e la presentazione di esperienze positive; e le proposte di iniziative comuni a favore della costruzione di società che pongano la persona e la sua dignità al cuore dell’agenda sociale, delle politiche pubbliche e di uno sviluppo umano integrale realmente proteso sia agli aspetti materiali che spirituali.

Per l’occasione, il Santo Padre, impossibilitato ad intervenire personalmente, ha inviato una lettera di saluto al cardinale Peter K.A. Turkson, che pubblichiamo. Continua a leggere