Mons. Delpini intitola il suo Discorso alla città di quest’anno “Ma essa non cadde. La casa comune, responsabilità condivisa”, per lanciare un monito alle coscienze, di fronte a tempi così difficili, ma anche per delineare un futuro di speranza grazie all’impegno quotidiano di tutte e tutti per il bene comune. Qui la versione integrale pronunciata venerdì 5 dicembre nella basilica di Sant’Ambrogio.
L’ottavo Discorso alla città di mons. Delpini nel corso del suo episcopato si intitola “Lasciate riposare la terra. Il Giubileo 2025, tempo propizio per una società amica del futuro”.
Carlo Maria Martini, arcivescovo emerito di Milano, era nato a Torino il 15 febbraio 1927. In una delle sue ultime opere, Conversazioni notturne a Gerusalemme diceva: “I miei genitori mi hanno donato la fede in Dio, mia madre mi ha insegnato a pregare”.
Nel tradizionale Discorso alla città, pronunciato da monsignor Mario Delpini nella basilica di Sant’Ambrogio venerdì 4 dicembre, alla vigilia della festa del Santo patrono, l’Arcivescovo legge i segni di un tempo pesante che tutti stiamo vivendo, ma invita a guardare al futuro, alla speranza. E chiede con forza di farlo insieme, facendo eco alle parole di papa Francesco.
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
Oggi andrebbe fortemente incentivata la presenza, in ogni oratorio, dell’educatore laico: un uomo o una donna, maturi umanamente e nella fede, con una formazione specifica in campo educativo e cristiano, responsabili delle molteplici attività che avvengono nel settore giovanile.Continua a leggere
Messaggio dell’Arcivescovo ai fedeli e ai responsabili delle comunità islamiche a Milano e in Diocesi: «Invito i cristiani ad aumentare le occasioni di incontro e le iniziative in comune, avendo come obiettivo la pace e la cura del mondo». Continua a leggere