La trappola del Vangelo della prosperità

da Aleteia.org, Rete Globale Cattolica.

Dio ci vuole bene, ci ama. Anzi, vuole colmarci dei suoi beni. Lo insegna la Bibbia e lo dice Gesù nel Vangelo: “Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà” (Giovanni 16,23). Il problema è che in alcune denominazioni o chiese di Oltreoceano (ma non solo), questa generosità divina ha assunto una caratteristica particolare, materiale e non escatologica, che riduce Dio ad un mero erogatore di beni, come se fosse un Bancomat senza limiti.

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Chiesa e mafia: il cacio e i topi

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Voglio segnalare, dal blog monotematico «Mafie» curato dal giornalista Attilio Bolzoni sul portale di «Repubblica», un’interessante serie (tuttora in corso) sui rapporti tra mafia e fede.

Vi si apprendono cosa interessanti, al di là dei riferimenti al “solito” cardinal Ruffini (arcivescovo di Palermo negli anni Cinquanta e Sessanta) e ad altre figure ecclesiastiche più o meno legate – se non addirittura affiliate – a Cosa Nostra: don Agostino Coppola, che sposò Totò Riina in latitanza o fra Giacinto Castronovo detto “fra Lupara”… Cose di cui restare perplessi come cattolici, ma pure luminosi esempi di riscatto e coraggio: da don Puglisi al giudice Livatino, dalla “scomunica” di Giovanni Paolo II ad Agrigento – giusto 25 anni fa – a quella di papa Francesco.

Vorrei però risalire dall’aneddotica spicciola portando alla riflessione comune alcune delle questioni sollevate dai vari autori nel blog stesso, in quanto ritengo che la nostra posizione di cattolici italiani navighi ancora – generalmente parlando – in varie ambiguità, allorché si parla di criminalità organizzate. Ecco dunque qualche spunto.

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Discorso di Papa Francesco ad Alessano, dov’è sepolto don Tonino Bello

Alessano è la prima tappa della visita in Puglia, in occasione del 25esimo anniversario della morte di don Tonino. Il Papa è stato accolto da mons. Vito Angiuli, e dal sindaco di Alessano, Francesca Torsello. Poi la preghiera davanti alla lapide del “Servo di Dio”. Una tomba semplice e spoglia, come era nello stile di chi oggi vi riposa, con su scritto «Don Tonino Bello, terziario francescano, vescovo di Molfetta-Rivo-Giovinazzo-Terlizzi». Lo stesso vuoto apparente in cui è stata trovata la curia dove don Tonino è stato vescovo. Sì, perché egli ha donato persino sedie e suppellettili ai poveri. Poi la deposizione di un mazzo di fiori bianchi e gialli e l’abbraccio ai familiari dell’ex vescovo di Molfetta, in particolare i due fratelli Trifone e Marcello, i nipoti e i rispettivi figli. Il Papa si è raccolto in preghiera anche davanti alla vicina tomba della madre di don Tonino. Quindi l’incontro con i fedeli che lo aspettavano – sin dalle prime luci dell’alba – nel piazzale antistante il cimitero. Benedizioni, carezze e baci ai bambini. Oltre ventimila le persone presenti, un calore degno delle genti che abitano il Salento e che si sono sentite felici perché il Papa ha scelto di onorare don Tonino Bello venendo nella Terra che gli ha dato i Natali, in una tappa che, anche se fugace, è stata densa di significato.

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“Nostro fratello Giuda”, di don Primo Mazzolari

Sessanta anni fa, il 3 aprile, Giovedì Santo del 1958, don Primo Mazzolari pronunciò quella che sarebbe diventata una delle sue prediche più famose: alcuni la chiameranno “Nostro fratello Giuda”, altri “Ma io voglio bene anche a Giuda”.

Don Primo, come sempre nelle sue omelie, parte dal testo evangelico e, in particolare, dalla parola “amico” con la quale Gesù si rivolge a Giuda nel momento stesso in cui lo tradisce e alla luce di questa parola rilegge il destino terreno ed ultraterreno dell’apostolo. Davanti alla misteriosa e inquietante “spiegazione” del Vangelo “Satana lo ha occupato” don Primo chiosa con un riferimento ben più concreto e comprensibile al potere di corruzione del denaro. E il giorno dopo, Venerdì Santo, l’arciprete volle nella sua chiesa, accanto alla croce esposta alla venerazione dei fedeli, l’albero dell’impiccato, il patibolo del discepolo il cui peccato più grave non fu il tradimento ma la disperazione. Ma la conclusione di don Primo è proprio lo schiudersi alla speranza nella misericordia infinita del Padre.

Un testo, quello di Don Primo Mazzolari da leggere o meglio ancora da ascoltare dalla sua stessa voce. Una voce che, grazie all’intuizione dei fratelli Zangrossi e del fidatissimo Doge, venne registrata in decine di prediche che ci è possibile ascoltare ancora oggi godendo non solo della profondità del suo pensiero e della limpidezza della sua lettura evangelica ma anche della sua pronuncia e intonazione inconfondibili, di quella voce che sembra venga direttamente dal cuore, senza passare per le corde vocali.

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Impact Investing, che cos’è e chi sono i protagonisti

da Eticasgr.it, la società di gestione del risparmio del Gruppo Banca Etica.

Impact investing (“investimenti ad impatto” in italiano) è un argomento di cui si parla sempre più spesso. Ma che cos’è? La definizione di Cambridge Associates e GIIN (Global Impact Investing Network) recita: “investimenti fatti in società, organizzazioni e fondi con l’intento di generare un impatto sociale o ambientale misurabile e favorevole a fianco o in sostituzione di un rendimento finanziario[1].

Gli investitori istituzionali, in particolare le istituzioni finanziarie nordamericane ed europee, stanno dimostrando un grande interesse sull’argomento.

Inizialmente l’argomento era circoscritto al patrimonio privato, venture capital e infrastrutture verdi (rete di aree naturali pianificata con altri elementi ambientali, progettata e gestita per fornire servizi ecosistemici). Oggi l’impact investing si sta allargando a tutte le classi di attività. Continua a leggere

Il 19 novembre 2017 sarà la prima giornata mondiale dei poveri. Il messaggio: «Non amiamo a parole ma con i fatti»

Il 19 novembre prossimo, prima Giornata mondiale dei Poveri, papa Francesco offrirà il pranzo a 500 poveri nell’Aula Paolo VI, dopo aver celebrato la Messa nella Basilica Vaticana. Lo ha annunciato l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, presentando il messaggio di Bergoglio. Continua a leggere

Scalare il potere (con religione). L’espansione delle nuove chiese evangeliche in America Latina

da ReteSicomoro.it, conoscere per crescere.

«Pagare le bollette è una lotta tutti i mesi? I debiti sembrano non finire mai? […] Sapete che ogni 27 minuti un brasiliano entra nel club dei milionari? […] Molti hanno già preso una decisione per cambiare la propria vita finanziaria, raggiungere il successo e, principalmente, essere felici». Queste parole eccitanti e piene di speranza per il futuro non sono tratte da un annuncio di una società finanziaria o di scommesse. No, sono le promesse di una chiesa. Per la precisione della «Igreja Universal do Reino de Deus» (Chiesa Universale del Regno di Dio), una chiesa evangelica neopentecostale nata in Brasile pochi anni fa (era il 1977).

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