La tentazione politica del pentecostalismo

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Vi sono almeno tre ragioni per cui dovremmo usare con maggiore prudenza la categoria della secolarizzazione per interpretare la scena religiosa mondiale. La prima è che chiese vuote, seminari deserti e vocazioni in declino sono fatti sostanzialmente europei: non è così negli altri continenti che invece mantengono alti tassi di “religiosità”. La seconda è che persino nell’Europa “secolarizzata” si affermano forme di religiosità sempre più differenziate, che vanno dalla leggerezza di forme di “nuova spiritualità” alla rocciosa consistenza dei fondamentalismi. La terza ragione è che il vettore pentecostale, il più robusto sulla scena cristiana del XX secolo, non ha perso la sua dinamicità, soprattutto in America Latina e in Africa. Il vento dello spirito pentecostale soffia ancora, e crea più di qualche turbolenza nella navigazione delle chiese storiche. Ma non è questa la novità.

Il fatto nuovo è che, dopo avere lungamente contrastato l’idea di una contaminazione tra chiesa e “mondo” e tra fede e politica, proprio a partire dal grande laboratorio panamericano molte chiese pentecostali oggi legittimano un impegno e uno schieramento nettamente politico.

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Un passo indietro per il disarmo

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Venerdì 1 febbraio gli Stati Uniti hanno sospeso la propria adesione al trattato INF – Intermediate-Range Nuclear Forces – che era stato siglato nel 1987 dall’allora presidente Reagan insieme a Michail Gorbacëv, l’ultimo segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica. Si ritiene che il trattato INF, che aveva portato alla distruzione di migliaia di testate nucleari, abbia dato un grande contributo alla fine della Guerra fredda, riducendo la tensione globale che aveva tra i suoi pilastri proprio la deterrenza nucleare. Meno di 24 ore dopo l’annuncio della Casa Bianca, anche il presidente russo Putin ha preso la stessa decisione, affermando al tempo stesso che la Russia comincerà a sviluppare nuovi missili e che la Russia non schiererà missili a corto e medio raggio, ovvero quelli che potrebbero colpire i Paesi europei, a meno che gli Stati Uniti non lo facciano per primi.

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Perché Steve Bannon vuole una Chiesa Cattolica diversa da quella di Francesco?

da Aleteia.org, Rete Globale Cattolica.

Non è facile seguire le dinamiche ecclesiali per come esse si diramano e si intrecciano in giro per il mondo, la Chiesa americana poi è – per dimensioni e importanza – già di suo un mondo a sé: essere il cattolicesimo nel paese più potente del mondo cambia il modo di percepirsi e di percepire il mondo circostante. Nell’era della presidenza Trump, preparata ideologicamente dallo spostamento radicale provocato dal cosiddetto Tea Party nel partito Repubblicano, il ruolo di kingmaker lo ha svolto Steve Bannon.

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Teologia della prosperità: il pericolo di un Vangelo diverso

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

«Teologia della prosperità»: questo è il nome più conosciuto e descrittivo di una corrente teologica neo-pentecostale evangelica. Il nucleo di questa «teologia» è la convinzione che Dio vuole che i suoi fedeli abbiano una vita prospera, e cioè che siano ricchi dal punto di vista economico, sani da quello fisico e individualmente felici. Questo tipo di cristianesimo colloca il benessere del credente al centro della preghiera, e fa del suo Creatore colui che realizza i suoi pensieri e i suoi desideri. Il rischio di questa forma di antropocentrismo religioso, che mette al centro l’uomo e il suo benessere, è quello di trasformare Dio in un potere al nostro servizio, la Chiesa in un supermercato della fede, e la religione in un fenomeno utilitaristico ed eminentemente sensazionalistico e pragmatico. Questa immagine di prosperità e benessere fa riferimento al cosiddetto American dream, al «sogno americano». In sé questo «sogno» è la visione di una terra e di una società intese come un luogo di opportunità aperte.

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Goliardate e coincidenze

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Sparare con uno scacciacani e gridare “n. bastardo” a un immigrato o invitare con eguali parole forbite dei Rom a scendere da un treno, non sono da considerarsi nell’Italia attuale dei gesti razzisti, anzi specie nel secondo caso chi parla in questo modo è una persona esasperata da difendere e “ringraziare”, perché probabilmente vittima essa stessa di “buonismo” e “razzismo anti-italiano”.

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Intervista a Don Giovanni Nicolini: “Interpretare le urgenze della storia”

da Benecomune.net, dire bene delle cose, blog promosso dalle Acli Nazionali.

Proponiamo un’intervista all’Assistente nazionale delle Acli Don Giovanni Nicolini, ex direttore Caritas di Bologna e molto legato alla scuola politica e umana di don Giuseppe Dossetti.

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«Le chiese come strumento di pace». Lettera di Chris Ferguson segretario generale della Comunione mondiale di chiese riformate

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

In una lettera che riproduciamo qui di seguito Chris Ferguson segretario generale della Comunione mondiale di chiese riformate, Wcrc, ricorda una serie di esempi di chiese riformate, in ogni angolo del mondo, capaci di far sentire alte le loro voci contro l’ingiustizia. La Comunione mondiale delle chiese riformate conta più di cento milioni di credenti, 233 chiese in 105 paesi e comprende congregazionalisti, riformati, presbiteriani, chiese unite e valdesi. Ha il suo ufficio operativo a Hannover ed è gestita da un comitato esecutivo di ventidue persone provenienti dai cinque continenti.

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