In quali mani è la pace nelle Americhe?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

l 3 gennaio 2026 l’America Latina è stata scossa dalla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores da parte dei reparti speciali statunitensi. Non è semplice comprendere la portata di quanto è accaduto: si è trattata di un’azione legittima per la liberazione di un popolo oppresso oppure di un’aperta violazione del diritto internazionale? Il Venezuela e l’America Latina vivranno meglio o peggio dopo questo evento? Per avere qualche strumento di comprensione in più, pur senza la pretesa di essere obiettivi ed esaustivi, abbiamo chiesto qualche commento a Mariella Tapella (che Vino Nuovo aveva già intervistato qui), missionaria laica di Pax Christi che dal 1986 vive e lavora con le comunità rurali di El Salvador, il tribolato paese di San Oscar Romero, crocevia tra Nord e Sud America. Alcune sue considerazioni lasciano intravedere uno scenario ben più cupo di quanto non possa sembrare, che tuttavia non riesce a soffocare la speranza di chi costruisce la pace giorno dopo giorno.

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La pandemia divide i protestanti brasiliani

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Sebbene il numero di casi Covid-19 stia aumentando pericolosamente in Brasile, gran parte dei cristiani del paese difendono la posizione di diniego del presidente Jair Bolsonaro e spingono i governatori statali a riaprire le imprese e i servizi pubblici.

Questo allineamento ideologico, in contrasto con le raccomandazioni delle agenzie sanitarie e di tutte le prove scientifiche, è il prodotto di una confluenza di interessi. Anche prima delle elezioni presidenziali del 2018, tre grandi gruppi si sono riuniti: pentecostali e neo-pentecostali che seguono la teologia della prosperità, i movimenti ultraliberali recentemente consolidati e le forze armate. «Queste tre grandi forze fanno ovviamente parte del governo di Bolsonaro oggi e hanno i loro rappresentanti a capo dei vari ministeri», spiega il teologo e attivista politico domenicano Frei Betto, che ha appena pubblicato un libro sull’ascesa del bolsonarismo in Brasile.

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Quale prete per quale chiesa?

da Pretioperai.it, il sito dell’archivio e della rivista dei PO.

Non fu il cristianesimo a convertire l’impero romano all’epoca di Costantino. Furono i romani a convertire la Chiesa in potenza imperiale. Allo stesso modo non fu il cristianesimo a evangelizzare l’Occidente, ma fu il capitalismo occidentale a impregnarlo del suo spirito usuraio, individualistico, competitivo.

Frei Betto, Adista doc. 20.05.2016 p.8

Il sogno di una “Chiesa altra” l’abbiamo ereditato dal Concilio e l’abbiamo fatto nostro con la scelta del lavoro operaio. Tra le motivazioni che ci hanno spinto ad andare in fabbrica, quelle “ecclesiali” erano di grande rilevanza. Io le avevo espresse con queste parole:

  • passare davvero da una Chiesa gerarchica piramidale alla “Chiesa Popolo di Dio”
  • abbandonare ogni privilegio e ogni forma di potere, per essere “uomo tra gli uomini”
  • vivere del mio lavoro, rinunciando a qualsiasi provento legato al ministero
  • concretizzare un nuovo modello di prete inserito nella vita della gente comune.

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