Giosuè e il tempo sospeso: quando il sole e la luna si fermarono. Storia di un miracolo (o forse erano tre?) dalla Bibbia a Melville

da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.

Sette furono le meraviglie senza pari nel mondo dal giorno in cui furono creati il cielo e la terra […] la sesta meraviglia fu l’arresto del sole a Ghivon.

Così i Pirkè di rabbi Eliezer evocano l’episodio straordinario raccontato nel libro di Giosuè nel contesto della guerra contro i re amorrei. Si tratta a prima vista di un miracolo che altera i fondamenti stessi della creazione. Giosuè chiede infatti a Dio di fermare il sole e la luna fino a quando i nemici non saranno sconfitti. “Sole, fermati su Ghivon e tu, luna, sulla valle di Ajalon”. E subito, riporta il testo biblico, sole e luna si arrestano, “rimase il sole nel mezzo del cielo e non si affrettò a tramontare quasi per un giorno intero. Mai né prima né dopo si è dato un giorno simile a quello, nel quale il Signore abbia ascoltato la voce di un uomo, poiché il Signore combatteva per Israele”.

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Profezia, conoscerla e riconoscerla nel nostro tempo

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

«Per abbracciare le possibilità di domani dobbiamo rifiutare i perenni profeti di sventura e le loro predizioni», secondo Donald Trump. Al Forum economico mondiale di Davos il presidente degli Stati Uniti ha annunciato l’impegno della sua amministrazione sulla questione ambientale e in particolare sul programma di rimboschimento che prevede un miliardo di alberi piantati in tutto il pianeta.

Colpisce che ancora una volta la profezia venga caricaturata. Da una parte viene dileggiata come fastidiosa presunzione di prevedere il (nero) futuro. Dall’altra, ma in altri contesti, viene esaltata acriticamente quale oracolo infallibile dell’inevitabile catastrofe. Nel primo caso è vissuta negativamente come voce disturbante da qualsiasi grande manovratore che presenta la sua soluzione al problema illudendo se stesso e gli altri di essere perfettamente padrone della situazione; nel secondo è coltivata narcisisticamente e custodita come una buona bottiglia, fino al giorno in cui si potrà dire: “Ecco, io l’avevo sempre detto che sarebbe andata a finire male”, con una sterile soddisfazione da nonno brontolone.

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