Vigilia di Natale 1943. A Renate ed Eberhard Bethge. Di Dietrich Bonhoeffer

Cara Renate, caro Eberhard,

sono le 9,30 di sera; ho passato un paio di ore belle, in pace, pensando con molta gratitudine al fatto che voi oggi potete stare insieme…

Mi è dispiaciuto un po’ di non avervi potuto regalare questa volta niente di carino; ma i miei pensieri e i miei auguri vi sono stati vicini con una cordialità, se possibile, maggiore che mai. Vorrei dirvi qualcosa per il periodo di separazione che vi sta davanti. Non c’è proprio bisogno di dire quanto dura tale separazione ci risulti. Ma essendo io separato da tutte le persone cui sono legato ormai da nove mesi, ho fatto alcune esperienze di cui vorrei parlarvi…

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