Il pogrom di Kielce e la Chiesa

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Nella città di Kielce, nella Polonia meridionale, nel 1941 vivevano 24.000 ebrei, più o meno tanti quanti gli iscritti oggi a comunità ebraiche italiane. Nei primi mesi del 1945 erano rimasti in due. Gli altri erano stati assassinati sul posto oppure deportati a Treblinka e uccisi all’arrivo con i gas. Nei mesi successivi alla fine della guerra tornarono circa 150 sopravvissuti, lo 0,6% della popolazione originaria. Passò poco più di un anno. Il 4 luglio 1946 una folla inferocita, gridando all’omicidio rituale, attaccò i superstiti massacrandone 42 e ferendone altri 50. Nei mesi successivi i pochi ebrei rimasti lasciarono Kielce. Nessuno rimase. Continua a leggere