«Operaio in una fabbrica d’armi». Una poesia di Andrzej Jawin (Karol Wojtyla)

Non influisco sul destino del globo,
non son io che incomincio le guerre.
Sono con te o contro di te – non lo so.

Non pecco.
E proprio questo mi tormenta:
che non influisco, non pecco.

Tornisco minuscole viti
e preparo frammenti di devastazione,
e non abbraccio l’insieme,
non abbraccio il destino dell’uomo.

Io potrei creare un altro insieme,
altro destino (ma come farlo senza frammenti)
di cui io stesso, come ogni altro uomo,
sarei la causa integra e sacra
che nessuno distrugge con le azioni,
né inganna con le parole.

Il mondo che io creo non è buono
eppure non sono io che lo rendo malvagio!
Ma questo basta?

Andrzej Jawin (Karol Wojtyla),
Operaio in una fabbrica d’armi, in “Tygodnik Powszechny” n. 13, 1958

Operaio in una fabbrica d’armi · Monica Vitti, Alberto Sordi Splendore dell’acqua (Le poesie di Karol Wojtyla, Papa Giovanni Paolo II, recitate da Monica Vitti ed Alberto Sordi) ℗ Edizioni Musicali III Millennio

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