La Riforma che venne da sud

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

La val Bregaglia, nel cantone svizzero dei Grigioni, recentemente colpita da una grossa frana, ha una storia religiosa particolare. Il pastore della chiesa riformata, italiano, ci racconta la situazione.

Il 23 agosto scorso una grossa frana si è distaccata da Pizzo Cengalo, nel cantone dei Grigioni al confine fra Svizzera e Italia: anche se la situazione era monitorata dopo l’intensificarsi dei crolli, una trentina negli ultimi due mesi, la massa e la sua velocità sono state inaspettate. Un centinaio di persone hanno dovuto essere evacuate. Una nuova frana si è verificata la sera di giovedì 31 agosto a causa di un temporale, riempiendo il bacino di contenimento di Bondo, riversandosi nel letto del fiume Mera e nelle due strade cantonali e bloccando l’accesso alla valle.

La massa di fango e terriccio del 23 è arrivata fino a Bondo, frazione di 200 abitanti del Comune che dà il nome alla valle. Qui abitava il pastore Stefano D’Archino, italiano, in servizio da circa quindici anni nella chiesa evangelica riformata locale, che ci ha raccontato: «La situazione di Bondo e della Bregaglia è al momento ancora in evoluzione, anzi in peggioramento. Bondo e le zone limitrofe sono state evacuate per motivi di sicurezza. Alcune case sono del tutto distrutte o irrimediabilmente rovinate o inagibili per la frana e l’inondazione collegata. Come anche molte cascine nella valle della Bondasca che sfocia a ridosso del paese, ed in cui si è ammassato molto materiale (circa 4 milioni di metri cubi) che continua ad arrivare addosso a Bondo con la pioggia. Il nucleo storico del paese e la nostra chiesa di S. Martino con i suoi affreschi sembrano essere al riparo dalle conseguenze più distruttive».

La terra che ha ispirato le opere artistiche di Segantini, Giacometti e Varlin (Willy Guggenheim), e che, parafrasando De Amicis, si potrebbe chiamare «Alle porte della Svizzera», ha anche una storia religiosa tutta particolare, legata ai nomi di riformatori italiani. Furono proprio loro, infatti, a portare le idee del protestantesimo arrivando da varie zone d’Italia per sfuggire all’Inquisizione e alle restrizioni di una Chiesa dalla quale erano sempre più distanti (sebbene, all’inizio, la loro idea non fosse affatto quella di uscirne).

In queste zone, assai devote ma servite da un clero teologicamente poco preparato e travolto da scandali «terreni», la popolazione fu colpita dai racconti delle persecuzioni subite e dalla predicazione innovativa, animata da fervido spirito evangelico e grande eloquenza, di questi personaggi, ex domenicani, francescani, cappuccini, spesso convertiti dagli scritti che avrebbero dovuto confutare. Per citare solo alcuni di quelli che passarono nella zona, Bernardino Ochino, Pietro Martire Vermigli, Pier Paolo Vergerio (giurista ed ex nunzio apostolico, attivo per alcuni anni proprio a Bondo).

Le idee della Riforma, giunte da sud, trovarono qui terreno fertile, dando origine a una situazione di convivenza del tutto particolare, come spiega ancora il pastore D’Archino: «Dopo il 1526, con la Dieta di Ilanz, nello Stato delle Tre Leghe (poi Cantone dei Grigioni) di cui faceva parte la Bregaglia si poteva essere liberamente cattolici romani o evangelici riformati. Tutti gli abitanti della Bregaglia passarono alla Riforma. E vi si è celebrato il culto riformato in italiano dai tempi della Riforma fino ad oggi».

D’Archino, che è stato pastore per qualche anno nella Chiesa valdese prima di trasferirsi in Svizzera, ricorda: «Per via della lingua, numerosi sono stati i contatti con la chiesa valdese, nel passato e fino ad oggi». La chiesa evangelica riformata di Bregaglia, che fa parte delle Chiesa evangelica riformata del Cantone dei Grigioni, conclude D’Archino, «ancora oggi è la chiesa di maggioranza della valle, con quasi i due terzi della popolazione. Le nostre chiese hanno circa mille membri, divisi in numerosi piccoli paesi e punti di predicazione. In Bregaglia operano due pastori, Simona Rauch, che risiede a Vicosoprano, e io, che risiedevo a Bondo».

Sara Tourn

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