Elezioni politiche 2018! Ecco come si voterà il 4 marzo e come funziona la nuova legge elettorale

da Gioc.org, il sito della GIoventù Operaia Cristiana.

Il 4 marzo per la prima volta l’Italia andrà al voto con il Rosatellum, sistema di voto misto che prevede un 36% di collegi uninominali e per il restante collegi plurinominali.
Nonostante la presenza di collegi uninominali e nonostante la possibilità di unirsi in coalizione, si tratta di una legge elettorale prevalentemente proporzionale.

Come sono attribuiti i seggi:

per la Camera dei deputati sono istituiti 232 collegi uninominali, in questi collegi le coalizioni e i partiti che corrono da soli propongono un solo nome. Chi prende più voti, viene eletto. Gli altri 386 seggi vengono assegnati con metodo proporzionale in base ai voti raccolti dalle singole liste nei collegi plurinominali. Per la ripartizione, conta la percentuale presa dalla lista su scala nazionale. Ogni collegio plurinominale elegge un massimo di deputati in base alla grandezza della popolazione, Completano l’Assemblea di Montecitorio i 12 deputati eletti all’estero.

Per il Senato sono istituiti 116 collegi uninominali in cui le coalizioni e i partiti che corrono da soli si sfidano con un solo candidato. Chi vince, viene eletto. Gli altri 193 seggi vengono assegnati con metodo proporzionale in base ai voti raccolti dalle singole liste nei collegi plurinominali. La ripartizione dei seggi, per il Senato, avviene su base regionale . I seggi attribuiti dai collegi plurinominali variano a seconda della grandezza dalla popolazione. Completano l’Assemblea i 6 senatori eletti all’estero.

Come si vota:

L’elettore avrà due schede, una per la Camera e una per il Senato. Sulla scheda troverà i candidati al proprio collegio uninominale e i partiti che lo sostengono. A fianco al simbolo del partito, c’è il listino di circa 4-8 nomi dei candidati nel collegio plurinominale. L’indicazione ufficiale è quella di barrare solo il simbolo del partito scelto. In tal modo il voto sosterrà sia il candidato uninominale sia il partito nella parte proporzionale. Se si barra il nome del candidato uninominale, il voto non viene invalidato ma per il proporzionale viene assegnato in quota parte alle liste che compongono la coalizione a sostegno del candidato uninominale. Si può anche apporre una doppia X sul nome del candidato uninominale e su uno dei partiti che lo sostiene. Non è ammesso, e viene invalidato, il voto disgiunto: non si può cioè votare un candidato uninominale e un partito non collegato a quel nome.

Coalizioni e pluricandidature: 

La legge elettorale prevede che più liste si apparentino per sostenere gli stessi candidati uninominali, Sono ammesse le pluricandidature: ogni candidato può essere presentato dal proprio partito in 5 collegi. Anche chi si presenta nel collegio uninominale può avere il “paracadute” della candidatura in uno o più collegi plurinominali.

Le soglie:

Il sistema di voto non prevede un premio di maggioranza. C’è invece una soglia di sbarramento del 3% sotto la quale una lista – apparentata o no- non ha diritto di accesso in Parlamento. Se una lista che corre in coalizione non raggiunge il 3%, ma resta sopra il 1%, allora i suoi voti vengono spartiti tra gli altri partiti dell’alleanza. I voti dati a una lista coalizzata che resta sotto il 1% vengono dispersi.

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