I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 25 luglio 2021

da Caritas.diocesidicomo.it, il sito della Caritas diocesana di Como.

Riproponiamo per il terzo anno consecutivo il sussidio di meditazione relativo al Vangelo della domenica.
Con la stessa struttura, nel sussidio viene proposto quest’anno un unico cambiamento rispetto alle immagini settimanali riportate sulla prima pagina a introduzione del Vangelo, della meditazione e della proposta di lavoro personale.

La meditazione anche per quest’anno sarà guidata dalle riflessioni di don Rocco Acquistapace che ha rinnovato la sua disponibilità ad accompagnarci in questo cammino. Con l’augurio che il sussidio possa rappresentare motivo di condivisione comunitaria alla luce e nell’ascolto della Parola.

L’équipe pastorale Caritas

Vangelo secondo Giovanni (Gv 6, 1-15)

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi.

Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.

Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo:

«Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?».

Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere.

Gli rispose Filippo:

«Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».

Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro:

«C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?».

Rispose Gesù:

«Fateli sedere».

C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.

E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli:

«Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto».

Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.

Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva:

«Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!».

Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Parola del Signore

Ascolto e medito:

Con il Vangelo di questa domenica, inizia il discorso del Pane di Vita dell’evangelista Giovanni, un discorso ampio e complesso che ci accompagnerà per cinque domeniche.

Iniziamo con il racconto della condivisione dei pani e dei pesci. Gesù è sull’altra riva del lago di Galilea, ancora seguito dalle folle in cerca di risposte da questo maestro che opera segni. Due sono le risposte che Gesù riceve alla domanda “Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?” La risposta di Filippo si limita alla considerazione del denaro che si ha, i soldi risolvono il problema. Ma con i soldi non è possibile comprare la vita, soprattutto la vita del Regno. Andrea valuta le risorse e le propone, c’è un ragazzo che ovviamente ha sì dei pani ma non bastano; come tutte le risorse ne manca sempre un pezzettino. Sembrerebbe non abbiano niente.

Ciò che fa Gesù, lo fa con calma, offre un pranzo dove la gente ritrova la sua serenità, pranza con i fratelli, si prende il tempo di stare con i fratelli. Condivide lui stesso come farà nell’Ultima cena. La condivisione del pane è il nocciolo dell’Eucarestia. Il pane basta perché viene condiviso, basta a saziare. Questo non riguarda solo coloro che rinunciano a qualcosa per fare contento qualcun’altro, non è solo un bel gesto ma è la dimostrazione che le risorse se non sono basate sull’accumulo ma sulla condivisione bastano eccome. È l’unico modo per far mangiare tutti. È l’economia del dono. Se non condividi il pane non basta. Se ciò che hai non passa per Gesù e per lo stile di condivisione, ciò che hai non basta. Il pane è fatto per essere diviso e spezzato con gli altri, perché tutti possano averne. Se uno solo accumula, la catena della condivisione si spezza.

Medito e condivido

  • Come comunità, siamo disposti a ragionare secondo lo stile della condivisione?

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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