Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta
Lc 10, 41b-42
In questo episodio Gesù pone un’alternativa, senza possibilità di conciliazione, tra il lavoro di Marta e l’ascolto della Parola di Maria. L’opera di Marta è intrisa di affanno ed eccessiva preoccupazione, è “un lavoro che toglie la gioia e la serenità, porta alla dispersione e tende a livellare tutto come ugualmente importante”1. Continua a leggere
da Mosaico-cem.it, sito ufficiale della comunità ebraica di Milano.
Il rispetto delle identità e delle fedi è un tema di centrale importanza non solo nella quotidianità, ma specialmente negli ospedali e nei momenti delicati quando le cure mediche e il conforto spirituale possono unirsi fra loro, dando grandi benefici ai singoli e alla collettività. Con questo intento di abbinare scienza e religioni, spesso in disaccordo, lo scorso 6 giugno nella Sala Pirelli della Regione Lombardia è stato presentato il libro Salute e identità religiose. Per un approccio multiculturale alla persona, un volume breve ed efficace, realizzato dal gruppo Insieme per prenderci cura col Patrocinio della Regione Lombardia e scaricabile gratuitamente in e-book dal sito www.prendercicura.it. Continua a leggere
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
Continua la crisi dei ricollocamenti di richiedenti asilo sul suolo europeo: la maggior parte degli Stati nicchia, guardando altrove e preferendo pagare le multe per la mancata accoglienza. I Parlamentari europei hanno condannato questi comportamenti da parte di diversi Paesi che non stanno applicando gli accordi presi. In particolare, nelle scorse settimane si è parlato della quota di minori approdati in Italia e ricollocati nel resto d’Europa. Uno. Uno su 5000, numero che continua a lasciare paesi come l’Italia e la Grecia in una sostanziale solitudine nella gestione del fenomeno. Ad aprile soltanto 17.903 richiedenti asilo sono stati ricollocati, circa l’11% delle persone previste dagli obblighi assunti. Continua a leggere
Nel dibattito politico in Italia capita spesso che a furia di sentir ripetere argomentazioni illogiche la gente si abitui e le consideri sensate. Già sembra essere comunemente accettata l’idea che di fronte all’alternativa tra salvare una persona che sta annegando o lasciarla annegare possa esistere una terza via (anche se finora non ho trovato nessuno che mi abbia saputo spiegare quale sia). Nelle ultime settimane mi è capitato più volte di leggere e sentire il tormentone su immigrati e profughi che nei centri di accoglienza giocano a calcio. Come se questo bastasse di per sé a dimostrare che non provengono da situazioni di pericolo; come se chi ha visto e subito qualcosa di orribile perdesse di colpo la capacità di praticare qualunque sport. Continua a leggere
da Agensir.it, l’agenzia Servizio Informazione Religiosa nata per iniziativa della Federazione Italiana Settimanali Cattolici e con il sostegno della CEI.Continua a leggere
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