La lettura della Scrittura come forma di eucaristia (Pavel Evdokimov)

da Natidallospirito.com, spiritualità cristiana ortodossa.

Come il “grande ingresso” della liturgia dei fedeli precede la comunione eucaristica, così il “piccolo ingresso” precede ciò che per i catecumeni sostituisce l’eucaristia: la consumazione eucaristica della Parola:

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangua ha la vita eterna

Gv 6,54

ma anche

Chi ascolta la mia Parola […] ha la vita eterna

Gv 5,24

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I consigli di un monaco per chi è bloccato in casa

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Le restrizioni imposte a tutta l’Italia per contenere il nuovo coronavirus ci fanno vivere momenti imprevisti e poco confortevoli.

Stare a casa, al di là della serenità passeggera dei primi giorni di “ferie forzate”, può presto farci vivere momenti di noia e di disperazione. Qui possono essere d’aiuto le persone che fanno dell’isolamento un loro stile e ideale di vita: i monaci e le monache.

Eccovi i suggerimenti del vostro parroco, che da monaco al servizio di una parrocchia ha avuto molte occasioni di riflettere sul tema dell’isolamento in casa, e forse (giudicate voi…) può aiutarvi a passare al meglio questo periodo.

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Una storia che nasce dal libro

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Nel descrivere l’inizio della vita pubblica di Gesù in Galilea, Luca si sofferma, nel capitolo 4 su un particolare: è sabato e Gesù è in sinagoga a Nazareth, «dove era cresciuto» (v.16). Quando si alza, gli viene consegnato il rotolo del profeta Isaia e Gesù legge il passaggio che diventerà il programma della sua missione. Sembra ovvio ma Gesù sa leggere e scrivere. Davanti a tutti legge ad alta voce . La sua lettura viene probabilmente tradotta in aramaico, affinché tutti comprendano il contenuto della pericope: in pratica un culto bilingue a cui partecipa Gesù. La parola perché sia viva, deve essere letta e ascoltata. È questo un testo scritto in ebraico, che come tante altre lingue del mondo è composta da segni, che vanno intrepretati altrimenti restano lettera morta: un po’ come i segni degli spartiti musicali, che quando vengono interpretati nel canto o nel suono di uno o più strumenti, improvvisamente prendono vita. È un processo lungo e faticoso quello che conduce a dar vita a dei segni, ed è grazie all’acquisizione della capacità della lettura che siamo diventati autonomi. Molti hanno trovato nella lettura la capacità di dare un nome a sentimenti, emozioni, speranze. Scrivere, leggere, ascoltare: tutto nasce dal libro.

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Lettera di Daniele Novara: “Ragazzi, ecco come vivere con coraggio l’adolescenza”.

da Cppp.it, Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti. 

Daniele Novara è fondatore e direttore del Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, pedagogista e autore.

Scrive: «Tra i 14 e i 15 anni, con una certa differenza fra maschi e femmine (più tardivi i primi) si colloca quello speciale momento della vita in cui si capisce che l’infanzia è definitivamente finita e qualcosa di nuovo sta iniziando. Una sensazione avvertita da tutti i giovani, in terza media: è la fine della preadolescenza. Scatta qualcosa, un clic interiore che fa sembrare banale e inutile tutto quello che è avvenuto prima. Un passaggio che viene percepito dai ragazzi con euforia, ma anche con apprensione: in fondo tenere un piede nell’infanzia può non essere così male. E in quei pochi mesi si compiono scelte che possono durare una vita intera. Ai ragazzi e alle ragazze che vivono questo particolare momento scrivo una lettera pubblica, un promemoria per aiutarli a lasciare definitivamente l’infanzia e guardare avanti con coraggio.
Ecco i miei consigli per affrontare l’adolescenza che rivolgo a tutti i ragazzi in occasione del nuovo anno:
viaggia, vivi le relazioni, mettiti alla prova con esperienze di lavoro, impara le lingue, leggi e libera la fantasia, stai nella natura il più possibile, prenditi cura del luogo in cui vivi e di coloro che ti circondano».

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“Bulloni – Corpo Speciale”: un libro per imparare a capire la realtà senza scivolare nei luoghi comuni

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo.

Raccontare la società, con i suoi problemi e le sue contraddizioni, attraverso gli occhi dei più piccoli. È questo lo spirito di Bulloni, la nuova serie di libri per bambini edita dalla round robin editrice, scritta da Giacomo Pucci e illustrata da Valerio Chiola. L’asticella era molto alta: mettere nero su bianco, in maniera dinamica e divertente, tematiche tutt’altro che semplici come bullismo, disabilità e inclusione. E a leggere il primo episodio della serie (Corpo speciale) l’obiettivo è stato raggiunto pienamente. Continua a leggere