Pio XI: il pontefice degli equilibri difficili

da Ildialogo.org, Il dialogo – Periodico di cultura, politica, dialogo interreligioso dell’Irpinia.

Achille Ambrogio Damiano Ratti, divenuto pontefice il 6 febbraio 1922, solo alla XIV votazione, visse e operò in tempi ambigui, nell’immediato dopo guerra della prima guerra mondiale, nell’affermarsi del fascismo in Italia e del nazismo, poi, in Germania, che provocarono la seconda guerra mondiale.

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La Santa Madre Maria Skobtsova: donna dai mille volti, madre in mille modi

da Larpadidavide.blogspot.com, Blog cristiano ortodosso – Spiritualità, storia, teologia, patristica, musica, arte e non solo.

Questo articolo, adattato da uno scritto del 1999 del rev. P. Michael Plekon, e pubblicato originariamente sull’ottimo sito Ortodossia-russa.net è un ritratto vibrante e significativo della Santa Martire Maria che ho piacere di condividere ricordando la sua canonizzazione (1° maggio 2004) assieme ai suoi compagni nel martirio, P. Dimitri Klépinine, Iuri Skobtsov (figlio di Madre Maria), Elia Fondaminski, e del Sacerdote Alexis Medvedkov, dal Santo Sinodo della Chiesa di Costantinopoli.

Suggerisco anche il post del blog della Chiesa russa in Francia “Parlons d’Orthodoxie” che segnala un servizio dedicato “à une des figures les plus marquantes de la sainteté orthodoxe contemporaine en France : Mère Marie SKOBTSOV (+1891-1945)” 

Ci sono poche figure del nostro tempo così radicali, insolite e complesse come Elisabeth Pilenko, che in seguito alla tonsura monastica prenderà il nome di Madre Maria. (La migliore biografia è stata scritta da Sergei Hackel: Pearl of Great Price, Crestwood NY: St. Vladimir’s Seminary Press, 1981).

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Duci e truci

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Mentre con piglio ducesco il leader maxismo di Ankara “spezza le reni” ad una pavida ed improvvisamente afona Unione europea, minacciandola di gettargli addosso frotte (anche flotte?) e sciami di migranti, da lui altrimenti cortesemente trattenuti previa corresponsione di laute compensazioni economiche, la vicenda curda si consuma nell’ignavia collettiva.

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A proposito dei paradigmi della violenza nella storia recente – Intervista a Peter Dan a cura di Tudor Petcu

L’intervista che proponiamo, con Peter Dan, psicologo a New York e professore alla Long Island University, fa riferimento alla psicologia e alla storia contemporanee passate attraverso i due tipi di totalitarismo, il fascista e il comunista.

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Lettera aperta contro il nazionalismo

Un gruppo di teologi, pastori e intellettuali cristiani degli Stati Uniti ha scritto una “Lettera aperta contro il nazionalismo”, un appello ai credenti per denunciare le trasformazioni in seno al conservatorismo americano (anche di ispirazione cristiana) e l’inquietante fenomeno della crescita del nazionalismo negli USA.

Ogni giorno di più ci sono segni che indicano un impressionante cambiamento nel conservatorismo americano che si allontana dal precedente consenso per andare verso il nuovo nazionalismo di Donald Trump. Ciò è evidente non solo nella recente Conferenza nazionale sul conservatorismo tenuta in luglio a Washington, D.C., ma anche nel manifesto firmato da un certo numero di cristiani che sembrano desiderosi di abbracciare il nazionalismo in quanto compatibile con la fede cristiana.

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Il «fattore età» nel pensiero del teologo

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Nel 2018 ricorrevano i cinquant’anni dalla morte del teologo svizzero Karl Barth (1886-1968). A dire il vero, l’evento è passato un po’ in sordina, ma ha comunque ridestato l’interesse per questo maestro del Novecento. L’editrice Claudiana ha quindi pensato di ripercorrerne la vicenda pubblicando la sua breve autobiografia intellettuale. Si tratta di tre articoli che Barth aveva scritto per la rivista americana The Christian Century  rispettivamente nel 1938, nel 1948 e nel 1958. I suoi interventi erano inseriti in una serie in cui anche altri teologi raccontavano di sé; ma colpisce il fatto che già nel 1938 Barth sia stato interpellato come uno dei protagonisti della vicenda teologica di quell’inizio di secolo. Certo, all’epoca si era già distinto per l’approccio innovativo alla teologia e per il sostegno alla lotta della Chiesa confessante in Germania; ma che questo avesse un impatto significativo anche al di là dell’oceano era un fatto tutt’altro che scontato.

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25 aprile 2019 a Como: il discorso di Luigino Nessi

Proponiamo qui di seguito (da Ecoinformazioni.com) il testo e il video del discorso di Luigino Nessi (tra l’altro anche consigliere delle ACLI provinciali) che ha parlato dal palco in nome dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

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25 aprile, Rossini: «non è un’opinione»

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

“Il 25 aprile non è un’opinione, è un fatto – È quanto afferma Roberto Rossini, Presidente nazionale delle Acli – La storia della repubblica italiana si fonda sui valori sanciti dalla Costituzione: il 25 aprile è il simbolo della Liberazione dal nazi-fascismo. È incomprensibile e diseducativo il revisionismo intorno ad una data che dovrebbe invece unire tutto il Paese».

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La Rosa Bianca: il sesto volantino

da Rosabianca.org, Rosa Bianca Associazione per l’educazione alla politica e alla democrazia.

La Rosa Bianca (in lingua tedesca: Weiße Rose) è stato un gruppo di studenti cristiani che si oppose in modo non violento al regime della Germania nazista. Il movimento fu attivo dal giugno 1942 al febbraio 1943, quando i principali componenti del gruppo vennero arrestati, processati e condannati a morte mediante decapitazione.

Come disse poi Theodor Heuss “contrapponevano la purezza degli intenti e il coraggio della verità, alle frasi vuote e alla menzogna”.

Proponiamo uno alla volta i sei volantini che furono distribuiti dai componenti della Rosa Bianca a Monaco di Baviera.

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La spirale

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Abbiamo già avuto modo di denunciare la terribile spirale antisemita che va sempre più avviluppando, giorno dopo giorno, due tra i maggiori Paesi europei, la Polonia e l’Ungheria. Due nazioni di grandissima civiltà, ricche di storia, cultura, arte, che hanno entrambe assai sofferto per la feroce invasione nazista, e che dei giorni bui paiono invece provare evidentemente nostalgia, magari proprio col pretesto di urlare al mondo che loro, polacchi e ungheresi, sono sempre stati antinazisti, e che chi lo nega diventa automaticamente antipolacco o antiungherese.

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La Rosa Bianca: il quinto volantino

da Rosabianca.org, Rosa Bianca Associazione per l’educazione alla politica e alla democrazia.

La Rosa Bianca (in lingua tedesca: Weiße Rose) è stato un gruppo di studenti cristiani che si oppose in modo non violento al regime della Germania nazista. Il movimento fu attivo dal giugno 1942 al febbraio 1943, quando i principali componenti del gruppo vennero arrestati, processati e condannati a morte mediante decapitazione.

Come disse poi Theodor Heuss “contrapponevano la purezza degli intenti e il coraggio della verità, alle frasi vuote e alla menzogna”.

Proponiamo uno alla volta i sei volantini che furono distribuiti dai componenti della Rosa Bianca a Monaco di Baviera.

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La Rosa Bianca: il quarto volantino

da Rosabianca.org, Rosa Bianca Associazione per l’educazione alla politica e alla democrazia.

La Rosa Bianca (in lingua tedesca: Weiße Rose) è stato un gruppo di studenti cristiani che si oppose in modo non violento al regime della Germania nazista. Il movimento fu attivo dal giugno 1942 al febbraio 1943, quando i principali componenti del gruppo vennero arrestati, processati e condannati a morte mediante decapitazione.

Come disse poi Theodor Heuss “contrapponevano la purezza degli intenti e il coraggio della verità, alle frasi vuote e alla menzogna”.

Proponiamo uno alla volta i sei volantini che furono distribuiti dai componenti della Rosa Bianca a Monaco di Baviera.

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La Rosa Bianca: il terzo volantino

da Rosabianca.org, Rosa Bianca Associazione per l’educazione alla politica e alla democrazia.

La Rosa Bianca (in lingua tedesca: Weiße Rose) è stato un gruppo di studenti cristiani che si oppose in modo non violento al regime della Germania nazista. Il movimento fu attivo dal giugno 1942 al febbraio 1943, quando i principali componenti del gruppo vennero arrestati, processati e condannati a morte mediante decapitazione.

Come disse poi Theodor Heuss “contrapponevano la purezza degli intenti e il coraggio della verità, alle frasi vuote e alla menzogna”.

Proponiamo uno alla volta i sei volantini che furono distribuiti dai componenti della Rosa Bianca a Monaco di Baviera.

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La Rosa Bianca: il secondo volantino

da Rosabianca.org, Rosa Bianca Associazione per l’educazione alla politica e alla democrazia.

La Rosa Bianca (in lingua tedesca: Weiße Rose) è stato un gruppo di studenti cristiani che si oppose in modo non violento al regime della Germania nazista. Il movimento fu attivo dal giugno 1942 al febbraio 1943, quando i principali componenti del gruppo vennero arrestati, processati e condannati a morte mediante decapitazione.

Come disse poi Theodor Heuss “contrapponevano la purezza degli intenti e il coraggio della verità, alle frasi vuote e alla menzogna”.

Proponiamo uno alla volta i sei volantini che furono distribuiti dai componenti della Rosa Bianca a Monaco di Baviera.

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La Rosa Bianca: il primo volantino

da Rosabianca.org, Rosa Bianca Associazione per l’educazione alla politica e alla democrazia.

La Rosa Bianca (in lingua tedesca: Weiße Rose) è stato un gruppo di studenti cristiani che si oppose in modo non violento al regime della Germania nazista. Il movimento fu attivo dal giugno 1942 al febbraio 1943, quando i principali componenti del gruppo vennero arrestati, processati e condannati a morte mediante decapitazione.

Come disse poi Theodor Heuss “contrapponevano la purezza degli intenti e il coraggio della verità, alle frasi vuote e alla menzogna”.

Proponiamo uno alla volta i sei volantini che furono distribuiti dai componenti della Rosa Bianca a Monaco di Baviera.

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I No-Vax continuano nella intollerabile manipolazione e sfruttamento della Shoah

da Mosaico-cem.it, sito ufficiale della comunità ebraica di Milano.

È una bambina polacca di 14 anni, si chiamava Czeslawa Kwoka. Ad Auschwitz i nazisti le tatuarono il numero 26947 sul braccio, strappandole il suo nome e la sua identità. Oggi i no vax si appropriano indebitamente della sua immagine per farne la inconsapevole testimonial di una campagna che vorrebbe equiparare i bambini ebrei, cacciati dalle scuole del Regno d’Italia con le Leggi razziali del 1938, ai bambini non vaccinati che la Legge Lorenzin vuole tutelare, insieme ai loro compagni. Duplice manipolazione, falso spudorato. Peraltro la bambina sfruttata dagli antivaccinisti non è neppure ebrea: era polacca e cattolica.

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Alterità e alterazione

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Perché contro gli ebrei e non nei confronti degli “altri”? Dopo avere spiegato la traiettoria della storia nostrana – che trascinò l’Italia intera, in un drammatico susseguirsi di radicalizzazioni, verso il razzismo di Stato prima, la legislazione antisemitica poi, la sua applicazione, le discriminazioni e le persecuzioni successivamente, fino all’annientamento delle vite durante l’occupazione nazista della parte di Penisola non liberata – la domanda viene formulata dal pubblico con la naturalità di chi chiede un legittimo supplemento di conoscenza. Poiché se è perlopiù accetto il fatto che l’ebraismo italiano, allora come oggi, costituisca parte integrante del tessuto nazionale, di cui ne è per più aspetti fedele specchio, è allora difficile, per il comune interlocutore, comprendere l’accanirsi del fascismo contro una minoranza di italiani che raccoglie in sé più aspetti dell’identità della maggioranza dei connazionali (ma non necessariamente vale l’inverso). Ed allora, occorre per davvero entrare dentro la logica dell’antisemitismo di Stato per riuscire a formulare una risposta decente e, quindi, credibile.

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Il significato del comunismo in Germania. Intervista ad Anna Kaminsky a cura di Tudor Petcu

Proponiamo un’intervista ad Anna Kaminsky sulla storia del comunismo in Germania a cura di Tudor Petcu.

Anna Kaminsky è amministratore delegato della Bundesstiftung Aufarbeitung, la Fondazione federale per la rivalutazione della SED-dittatura nella Germania orientale.
Ha studiato al Dipartimento di Linguistica teorica e applicata (specializzazione in lingue romanze, diplomandosi come mediatore linguistico) presso l’Università Karl Marx di Lipsia; Dottorato 1993 phil. su “Linguaggio in politica: analisi dei testi politici del nazionalismo catalano 1898-1917”; Dal 1993 al 1998 partecipazione a vari progetti di ricerca e mostre u.a. all’Istituto di ricerche sociali comparate di Berlino, all’Università di Münster, al Memoriale di Sachsenhausen e al Museo storico tedesco; dal 1998 assistente di ricerca, dal 2001 direttore / direttore della Fondazione federale per la valutazione della dittatura SED.

Membro dei consigli consultivi del Memoriale di Berlino-Hohenschönhausen, della Fondazione del Muro di Berlino, del Comitato consultivo scientifico della Fondazione Stiedung Gedenkstätten Sachsen-Anhalt e del comitato consultivo della Fondazione Ettersberg. Membro del Dialogo di Pietroburgo e del gruppo di esperti del governo federale di BKM. Dal 2018 membro del Consiglio consultivo internazionale per l’istituzione di un museo e centro di ricerca per i crimini del comunismo a Tallinn / Estonia.

Ha al suo attivo diverse pubblicazioni sulla cultura quotidiana e consumistica, nonché sulle questioni relative alla politica del ricordo; et al Spese folli. La storia delle case di vendita per corrispondenza della Germania dell’Est, Berlino 1998; Homecoming 1948. Storia e destini dei prigionieri di guerra tedeschi, Monaco 1998; Prosperità, bellezza, felicità. Piccola storia dei consumatori della RDT, Monaco 2001; Donne nella GDR Erfurt 2014 e Chr. Links Verlag Berlin 2016. Memorial Work and Oral History (curato insieme a F. Boll), Berlino 2002; Luoghi del ricordo. Memoriali, memoriali e musei sulla dittatura della SBZ e della DDR (come editore), 1a edizione Leipzig 2004, 2a edizione Berlino 2007, 3a edizione 2015; Hrsg: luoghi di memoria al terrore di massa 1937/38 nella Federazione Russa, Berlino 2007; Hrsg: luoghi di memoria all’Holodomor 1932/33 in Ucraina, casa editrice universitaria Leipzig 2008; Ed.: Il muro di Berlino nel mondo, Berlin Story Verlag 2009, 2a edizione 2014; Hrsg.: Luoghi commemorativi per le vittime del comunismo in Bielorussia, Berlino 2011 e per le vittime di Katyń (2013), Hrsg: Musei e memoriali in memoria delle vittime delle dittature comuniste. Dresda: Sandstein-Verlag 2018.

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La storia della religione Bahá’í in Germania. Intervista a Gisbert Schaal a cura di Tudor Petcu

Nell’intervista a Gisbert Schaal a cura di Tudor Petcu si parla di religione Bahá’í in Germania. La religione Bahai conta 7 milioni di fedeli sparsi in duecento paesi del mondo. Gli aderenti a questa fede sono chiamati Bahà’ì. E’ una fede abramitica monoteista, nata in Iran durante la seconda metà del XIX secolo in seno all’islamismo, i cui fedeli seguono gli insegnamenti del fondatore Bahà’Ullàh (1817-1892). Tale religione sottolinea l’unione spirituale di tutta l’umanità.

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Il rispetto delle minoranze

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Atteggiamento prevalente dei governi sovranisti in giro per l’Europa d’oggi è lo scarso o nullo rispetto per le minoranze, accusate in modo difforme o di essere gruppi privilegiati ed esclusivi che tramando per i propri interessi danneggiano le masse, o di costituire nuclei non amalgamati naturalmente estranei al paese e incapaci di fondersi con esso.

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